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Farmacisti vaccinatori. Fnomceo: “Non è una loro competenza”. Ribadito anche il no al medico in farmacia


“I farmacisti sono i professionisti del farmaco: non si capisce perché non puntino sulla loro professione, anziché attribuirsi competenze che sono già in capo agli infermieri e ai medici”, sottolinea il presidente della Fnomceo Anelli che si dice contrario anche alla precedente proposta di Mandelli, quella di far entrare il medico nelle farmacie, per somministrare il vaccino o per supervisionare l’inoculazione da parte di altri professionisti sanitari.

04 SET - “Somministrare i vaccini per l’influenza all’interno delle farmacie? Un’idea che, a legislazione vigente, non può essere messa in pratica. E che, comunque, non sarebbe coerente con le competenze sanitarie che la Legge affida, in maniera diversa e peculiare, a Medici, Infermieri, Farmacisti”.
 
Così la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici risponde alla proposta avanzata da Fofi, Federfarma e Assofarm e poi rilanciata con un Ordine del Giorno, primo firmatario il presidente Fofi on. Andrea Mandelli, approvato dalla Camera, e con un’interrogazione parlamentare, sempre alla Camera, presentata dall’on. Marcello Gemmato, Segretario della Commissione Affari sociali e, anche lui, farmacista. Sull’argomento è stato aperto anche un Tavolo ministeriale, che si riunirà nuovamente la prossima settimana.
 
E la Fnomceo esprime “netta contrarietà” anche alla figura del farmacista vaccinatore, alla quale è dedicato un doppio corso Ecm a cura della società scientifica Utifar.

 
“Non basta un corso on line per diventare medici – dice il presidente Fnomceo Filippo Anelli -. Le competenze acquisite dal farmacista durante il percorso di studi sono certamente, tra le altre, quelle relative alla composizione, alla farmacologia, alla farmacocinetica e farmacodinamica dei farmaci e dei vaccini. Non sono, in alcun modo, né quelle relative all’inoculazione, né tantomeno quelle dell’anamnesi, della diagnosi, della valutazione dello stato di salute, della prescrizione, dell’individuazione e gestione di eventuali effetti collaterali. E sono, queste, competenze che si acquisiscono in anni di studi, non certo con un certificato al termine di un corso Ecm, per quanto qualificati siano i docenti e gli organizzatori”.
 
“I farmacisti sono i professionisti del farmaco: non si capisce perché non puntino sulla loro professione, anziché attribuirsi competenze che sono già in capo agli infermieri e ai medici”, chiosa ancora Anelli che si dice contrario anche alla precedente proposta di Mandelli, quella di far entrare il medico nelle farmacie, per somministrare il vaccino o per supervisionare l’inoculazione da parte di altri professionisti sanitari.
 
“Rimangono inalterate le perplessità sul fatto che il divieto, previsto dall’articolo 102 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, dell’esercizio della professione medica in farmacia possa essere superato – precisa -. La ratio di questa Legge, che ha mostrato nel tempo la sua validità, è quella di prevenire possibili conflitti d’interesse tra il professionista deputato alla prescrizione e quello deputato alla dispensazione.Profili che potrebbero in questo contesto delinearsi”.
 
“Condividiamo invece con i farmacisti la preoccupazione per una possibile carenza di vaccini a carico degli assistiti – conclude Anelli -. È un bene che le Regioni abbiano opzionato una quantità maggiore di vaccini da distribuire gratuitamente alle fasce di popolazione, più ampie degli anni scorsi, individuate dal Ministero della Salute. Questo però non deve compromettere la possibilità di vaccinarsi anche per i cittadini che non sono ricompresi in tali fasce e che devono poter acquistare, su prescrizione medica, i preparati nei luoghi deputati alla dispensazione dei medicinali, e cioè le farmacie. Le farmacie del territorio rappresentano un presidio sanitario essenziale ed è in questo senso che si potrebbe auspicare anzi un accordo tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie convenzionate, al fine di rendere ancora più efficiente e capillare la rete di distribuzione e di dispensazione dei vaccini”.

04 settembre 2020
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