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“Prendere subito le risorse del Mes per la sanità”. L’appello della Fials


Il sindacato: “Non pos­siamo perdere altro tempo per mettere in si­curezza la sanità e ridurre i danni dell’epide­mia perché il co­ronavirus ha cambiato molto la sensibilità de­gli italiani e speriamo che cambi anche l’ap­proccio della politica e di questo governo nella soluzione dei pro­blemi legati all’epidemia da Sars-CoV-2”.

30 NOV - “Il continuo dibattito intorno alle risorse del MES sta assumendo forti note ideologiche e di posizioni politiche diversificate nella maggioranza di governo, come nelle forze politiche di minoranza, e distanti dalle rea­li necessità della nostra sanità in una fase pandemica da Sars-CoV-2 che va affronta­ta ora e non tra un anno come dimostrano i recenti dati epidemiologici che vedono migliaia di morti e tantissimi cittadini ed operatori sanitari con positività e la saturazione dei posti letto degli ospedali. Necessità che la linea di finanziamento speciale denominata “Supporto alla cri­si pandemica”, creata all’interno del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), sia immediatamente disponibile avendo la Commissione Europea già stabilito l’ac­cessibilità al finanziamento per l’Italia, così come per gli altri Stati membri, in considerazione della propria stabilità finanziaria, solvibilità bancaria e sostenibilità del debito”.
Questa la posizione espressa dal Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, in una nota al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
 
“L’unica condizione posta dall’Europa – segnala Carbone - , quale elemento di sicurezza sull’effetti­va destinazione dei finanziamenti, è quella di coprire unicamente le spese destinate a contrastare l’epidemia di Covid-19 con la rendicontazione sull’uso effettivo dei fondi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti legati all’epidemia”.
 
“Un finanziamento - osserva il leader della FIALS - per l’Italia di circa 36 mld che in questo momento risulta indispensabile in considerazione che i finanziamenti del Recovery Fund non trovano un percorso rapido per l’insorgenza di ulterio­ri intoppi nel confronto tra i Paesi europei a par­tire dall’Ungheria e Slovenia. Ora e non dopo, le risorse del MES servono al nostro Paese per le numerose spese dirette della sanità, come acquistare tamponi, reagenti, mac­chinari per processarli al fine di allargare la capa­cità di testare la popolazione, farmaci, dispositivi di protezione indivi­duale, l’acquisto di tecnologia (dai ven­tilatori ai monitor e ai letti per le Terapie in­tensive e sub-intensive, dalle TAC alle Riso­nanze magnetiche per la diagnostica radio­logica) ed inoltre assunzione di personale nel SSN per rin­forzare i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione sul territorio ed il personale negli ospedali ed assistenza territoriale”.

“Ma ancora, le risorse del MES servono per acquistare, quando sa­ranno disponibili, i vaccini e gli anticorpi mo­noclonali per trattare i pazienti e tutti i cittadini italiani nessuno escluso.  Il nostro SSN ha necessità ora delle risorse del MES - prosegue Carbone - anche per affrontare spese indirette per la ristrutturazione degli ospe­dali ed RSA, per renderli capaci e funzionali ad affrontare impatti con l’evoluzione della pandemia con la separazione dei percorsi “spor­co-pulito” per riportare in sicurezza l’accesso ai luo­ghi di cura per la popolazione. Ed ancora investimenti in ricerca bio­medica, lo sviluppo digita­le della sanità (cartella clinica elettronica, te­leconsulto, fascicolo sanitario personale, etc.) e gli investimenti in formazione del personale del SSN”.

“Non pos­siamo perdere altro tempo per mettere in si­curezza la sanità e ridurre i danni dell’epide­mia -conclude Carbone - perché il co­ronavirus ha cambiato molto la sensibilità de­gli italiani e speriamo che cambi anche l’ap­proccio della politica e di questo governo nella soluzione dei pro­blemi legati all’epidemia da Sars-CoV-2”.

30 novembre 2020
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