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Vaiolo delle scimmie. Spallanzani: “Screening su 30 contatti. Niente allarme ma grande attenzione”. E la precisazione: “Non si può dire che riguarda in particolare gli omosessuali”

In una conferenza stampa gli esperti dell’Istituto insieme all’assessore alla sanità del Lazio hanno fatto il punto sulla situazione dopo l’emersione di altri due casi: “Non si può definire come una malattia a trasmissione sessuale e che riguarda in particolare gli omosessuali. Al momento sappiamo che riguarda i contatti stretti”

20 MAG -

“La situazione è assolutamente sotto controllo. I casi sono stati identificati grazie a un sistema di sorveglianza collaudato, il Seresmi. Desidero e sono qui per ringraziare del lavoro lo Spallanzani, ringrazio i cercatori di virus. Ogni caso riscontrato ha una decina di contatti, dunque lo screening riguarda 30 contatti. Noi contiamo che nelle prossime ore si possa completare questo lavoro che è importante”. Lo ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, nel corso della conferenza stampa allo Spallanzani, nel corso di una conferenza stampa sui casi di vaiolo delle scimmie.

Il direttore generale dello Spallanzani Francesco Vaia ha spiegato che per “la prossima settimana il nostro laboratorio di virologia prevede di isolare il virus che ha colpito queste persone”. La disponibilità di “un isolato virale renderà possibile eseguire una serie di indagini sperimentali: si potrà studiare se nel sangue di persone che sono state vaccinate contro il vaiolo, persone che oggi hanno più di 50 anni, sono presenti anticorpi che neutralizzano questo virus e cellule immunitarie in grado di attaccarlo -ha detto Vaia- L'isolamento virale permetterà di eseguire test per la diagnosi sierologica di questa infezione”.

Per quanto riguarda le tre persone contagiate dal vaiolo delle scimmie “sono trattate con una terapia sintomatica allo stato sufficiente”, comunica l'Istituto Spallanzani spiegando che “presso l'Istituto sono disponibili, comunque, farmaci antivirali che potrebbero essere impiegati in via sperimentale qualora si rendesse necessaria una terapia specifica”.

“La trasmissione uomo-uomo caratterizza buona parte dei casi riscontrati. Non si può definire come una malattia a trasmissione sessuale e che riguarda in particolare gli omosessuali. Al momento sappiamo che riguarda i contatti stretti”, hanno detto gli esperti dello Spallanzani.



20 maggio 2022
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