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Disabilità visive. Al Sant’Alessio primi risultati positivi per teleriabilitazione per i minori

Gli interventi di di riabilitazione ortottica sui minori di età che che a causa del Covid sono stati erogati in telerabilitazione dal Centro pubblico della Regione Lazio possono essere una valida alternativa. "Valutiamone l’applicazione per offrire servizi a chi non può raggiungere i centri di riabilitazione”. Positiva anche la nuova alleanza con i genitori che mediano l’intervento riabilitativo.

08 GIU - Mentre in tutta Italia ripartono gradualmente, con il placet dei governi nazionali e locali, anche le attività di riabilitazione, al Sant’Alessio – Asp, centro pubblico della Regione Lazio leader nel campo delle attività riabilitative, educative e formative su bambini e adulti disabili visivi, anche con disabilità aggiuntive - si formulano i primi bilanci delle attività erogate in teleriabilitazione, allo scopo di definire e migliorare i protocolli di intervento.
 
In particolare, tra le attività riabilitative erogate a distanza, il monitoraggio dell’intervento ortottico è tra gli “osservati speciali”. Oltre l’emergenza, infatti, la formula - già sostenuta da evidenze scientifiche internazionali - potrebbe aprire spazi per l'accoglienza di pazienti che fino ad ora sono rimasti esclusi dall’accesso ai trattamenti anche per la difficoltà di raggiungere i centri di riabilitazione, la cui carenza sul territorio nazionale è stata drammaticamente evidenziata anche nell'ultima relazione al Parlamento sulla disabilità visiva in Italia.
 
L'intervento misto, in presenza e successivamente in teleriabilitazione, potrebbe dunque rappresentare una soluzione, soprattutto nel caso di pazienti ipovedenti minori di età che necessitano di riabilitazione ortottica, anche in concomitanza con altre attività riabilitative.
Da più di un mese e mezzo l'intervento riabilitativo erogato a distanza dalle ortottiste del Sant’Alessio riguarda in totale 25 bambini di età compresa tra gli 11 mesi e i 14 anni. L’intervento ortottico è stato integrato, nel rispetto del progetto riabilitativo, con counseling, equipe multidisciplinari e GLHO in videocall.
 
“Il lavoro a distanza è ancor più complesso e delicato - fa sapere la dottoressa Silvia Micarelli, ortottista dell’Asp Sant’Alessio -. Abbiamo elaborato strategie diverse per ciascun paziente, utilizzando strumenti e materiali di intervento personalizzati, tenendo conto del percorso già maturato e dei fattori contingenti”.
 
Indispensabile, nell’intervento riabilitativo a distanza il ruolo del genitore che funge da mediatore. “La teleriabilitazione in molti casi ha permesso di consolidare l'alleanza terapeutica con le figure genitoriali che hanno dovuto, loro malgrado, svolgere la funzione di mediatore tra il terapista ed il bambino – aggiunge Micarelli -. Questo rinnovato rapporto è uno dei punti di forza del trattamento a distanza che consente, da una parte al genitore di “toccare con mano” la portata dell'intervento e, dall'altra, permette all’ortottista di verificare l’accessibilità visiva dell'ambiente in cui vive il bambino e dare indicazioni ancor più puntuali ai genitori”.
 
La dottoressa Micarelli entra poi nel dettaglio degli interventi, a partire da quelli con i bimbi fino a 2 anni di età: “Con i piccolissimi la teleriabilitazione conferma gli obiettivi del lavoro sulla stabilizzazione della fissazione oculare e sull’attivazione e il consolidamento delle attività oculomotorie: inseguimento, saccadi di ricerca e localizzazione, scanning visivo - spiega Micarelli. Il metodo early low vision training a distanza viene eseguito con la mediazione del genitore, le ortottiste indicano i materiali più idonei per favorire l’accessibilità visiva del bambino, utilizzando, in condivisione dello schermo, software quali “Baby Sensory” e “Amblyo Match” utili per la stimolazione visiva”.
 
Il lavoro con i bimbi in età prescolare è ancora diverso. “Dai 2 ai 6 anni d'età - spiega la dottoressa Orietta Meucci, ortottista dell’Asp - gli obiettivi sono l'organizzazione e il consolidamento delle attività visive complesse quali integrazione visuo-motoria e visuo-percettiva. Abbiamo proposto anche a distanza esercizi di coordinazione oculo manuale, schede visuo-motorie di pregrafismo, schede di barrage visivo, esercizi di matching visivo, esercizi di discriminazione visiva, esercizi per il completamento visivo, esercizi per le relazioni visuo-spaziali, esercizi per la memoria visiva - precisa Meucci -. Utilizziamo con successo anche a distanza la piattaforma “didalabas” per potenziare le abilità visuo-spaziali, l’app “eye can learn” per il potenziamento delle abilità visive, le web app “trainig cognitivo” per l’attenzione visiva”.
 
Infine, con i bimbi in età scolare “abbiamo incentrato l'attività ortottica sul monitoraggio dell'uso degli strumenti compensativi visivi precedentemente individuati - aggiunge la dottoressa Micarelli -. Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo del PC adattato alle esigenze visive del bambino, all'uso delle trascrizioni ingrandite dei libri scolastici e dei quaderni a rigatura speciale”.
 
I risultati, in termini di progressi mantenuti o raggiunti dai piccoli, è già evidente. “A poche settimane dall'attivazione dei servizi a distanza - aggiunge il direttore medico del Sant’Alessio, la neuropsichiatra infantile Maria Macrì - il nostro protocollo di teleriabilitazione ortottica si sta mostrando efficace su tutti i pazienti minori di età, tanto da lasciare aperti spazi di applicazione anche oltre l'attuale periodo di emergenza sanitaria, anche in alternanza all'intervento ortottico in presenza che si conferma l’optimum per i soggetti ipovedenti. Nei prossimi mesi il Sant’Alessio promuoverà un confronto con gli specialisti del settore che operano nella riabilitazione per mettere a sistema l'esperienza maturata in questo periodo e verificare come integrare le nuove competenze”.

08 giugno 2020
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