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Viterbo. L’antico Ospedale Grande degli Infermi diventa “Borgo della Cultura”

Il progetto di restauro e valorizzazione è stato presentato alla presenza del presidente Zingaretti. La Regione ha investito 20 milioni di euro, il resto dei lavori sarà finanziato dal Ministero della Cultura. “Il Borgo della Cultura” sarà un centro culturale specializzato, innovativo e accessibile che ospiterà, tra le altre cose, la nuova Sede dell’Archivio di Stato e della Biblioteca Provinciale, un piccolo teatro con spazio all’aperto e un Ostello della Gioventù.

03 GIU - L’antico Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo sta per rinascere in una nuova veste. Diventerà un “Borgo della Cultura”, che accoglierà tra gli altri, la “Casa del Pellegrino”, dove potranno soggiornare i viandanti della Via Francigena che a Viterbo ha una delle sue tappe. Ci sarà anche un ostello per gli studenti, un piccolo teatro con spazio all’aperto, sarà sede anche di un Centro del Restauro e Recupero artistico e molto altro.

Il progetto è stato presentato martedì alla presenza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha visitato il Complesso dell’antico Ospedale grande degli infermi e il Palazzetto Farnese di Viterbo, accompagnato dal direttore generale della Asl di Viterbo Daniela Donetti, dal Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli, dal sindaco del capoluogo della Tuscia, Giovanni Arena. Collegato in videoconferenza ha preso parte alla presentazione anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Il progetto, illustrato dall’ingegnere Carlotta Piacentini, la più giovane rappresentante del team di professionisti Asl che ha contribuito alla definizione del piano dei lavori, trasformerà gli spazi ormai in disuso dell’Ospedale Grande degli Infermi per dare vita a “Il Borgo della Cultura”, un vero e proprio centro culturale specializzato, innovativo, accessibile che ospiterà, tra gli altri, l’Archivio di Stato e della Soprintendenza, la Biblioteca provinciale e vedrà la nascita di un Ostello per giovani.


L’Ospedale grande degli Infermi, andato in disuso a partire dalla fine degli anni ’70 del novecento a favore dell’Ospedale Belcolle, ha origini antichissime, risalgono al XIII secolo le prime strutture adibite all’accoglienza e alla cura dei pellegrini per ampliarsi nel corso dei secoli. Oggi tutti gli edifici che costituiscono il Complesso Ospedale Grande degli Infermi arrivano a coprire una superficie di circa 8.000 mq e una volumetria di oltre 50.000 mc.

“Nonostante il pregio e la storia della struttura - illustra una nota della Asl di Viterbo -, attualmente il complesso è inutilizzato”. Il Progetto promosso dalla Regione Lazio in collaborazione con il Ministero della Cultura punta a realizzare un vero e proprio hub culturale reso vivo anche dalla presenza di giovani, dalla possibilità di svolgere attività espressive per musica, teatro e performance artistiche. Il tema di riferimento attorno al quale gira il progetto è il libro come testimonianza viva della memoria. “La Regione Lazio ha investito 20 milioni di euro, il resto è stato finanziato dal Ministero della Cultura che tra le altre cose si occuperà della nuova sede della Sovrintendenza ai Beni Culturali”, spiega la Asl di Viterbo.

Il progetto vede nell’Antico Ospedale Grande degli Infermi l’elemento centrale. Nell’edificio principale dell’intero complesso è prevista la localizzazione della nuova Sede dell’Archivio di Stato e della Biblioteca Provinciale. All’interno di questi spazi sono previsti inoltre un Museo virtuale, laboratori e servizi di informatica, sale di lettura, un piccolo teatro con spazio all’aperto e una sala riunioni. Il progetto vede anche la nascita di un Ostello della Gioventù destinato all’accoglienza degli studenti.

Palazzo Farnese ospiterà uno spazio del Mic, in particolare sarà destinato alla nuova sede della Sovrintendenza ai Beni Culturali e per la Direzione dei Beni Librari ed Archivistici di Viterbo e sarà sede anche di un Centro del Restauro e Recupero artistico. È prevista anche una struttura di Coworking di circa 200 mq per creare degli spazi di accoglienza e servizi per lavoratori e professionisti.

Nel complesso sorgerà anche una “Casa del Pellegrino” per accogliere i viandanti della Via Francigena che a Viterbo ha una delle sue tappe.

03 giugno 2021
© Riproduzione riservata


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