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DM 71. Valorizziamo i consultori e miglioriamo gli standard delle ostetriche

di Consiglio Direttivo Syrio

18 MAR - Gentile Direttore,
in merito alla nuova bozza pubblicata su QS il 16 marzo 2022 relativa al DM 17, Syrio (Società italiana di scienze ostetrico-ginecologico-neonatali), rappresentata da ostetriche/ci e recentemente inserita nell’elenco delle società scientifiche e associazioni tecnico- scientifiche delle professioni sanitarie ai sensi del dm 2 agosto 2017, ha presentato un’istanza di modifica/integrazione al capitolo 13 agli organi di governo nazionali e regionali.

Come risulta da uno studio dell’Iss i Consultori famigliari (CF) hanno subito un graduale processo di impoverimento sul territorio nazionale a livello strutturale e di risorse professionali dedicate, che nel tempo ha comportato per la collettività ed in particolare per le donne ed i minori, una perdita di servizi socio-sanitari di particolare importanza per la tutela della salute intesa nella sua globalità nel territorio.

L’intento di Syrio è quello di dare il proprio contributo verso l’organizzazione dei servizi territoriali socio-assistenziali volti alla promozione ed alla tutela della salute bio-psico-sociale dei minori (età evolutiva), delle donne, delle coppie e delle famiglie e della collettività, in coerenza ai principi dell’appropriatezza, dell’economicità e della sicurezza. La proposta di modifica /integrazione dell’ultima bozza (17 marzo ’22) è, infatti, finalizzata ad assicurare un modello organizzativo dei CF rispondente ai bisogni sanitari emergenti nei contesti di riferimento.

Ai fini della programmazione del CF, appare indispensabile, porre particolare attenzione al crescente dato della denatalità, all’ invecchiamento della popolazione femminile in gravidanza, all’ aumento del ricorso alle tecniche di PMA, alla crescita della femminilizzazione dell’immigrazione e all’aumento del disagio sociale, delle discriminazioni di genere e della violenza familiare . Improrogabile inoltre garantire un’assistenza anche domiciliare a mamma e bambino nel puerperio periodo in cui la nostra utenza ha un maggior bisogno di cure e di sostegno.

A fronte di questi scenari, l’implementazione della figura professionale dell’ostetrica/o nei servizi consultoriali anche nel suo ruolo dicase manager (come indicato nella bozza DM 71 pag. 8), può assicurare l’ assistenza sanitaria di base e quella specialistica dell’area ostetrico-ginecologica e neonatale; al contempo può contribuire attivamente ai processi di pianificazione e di valutazione dei PDTA, dei piani di cura integrati e multidisciplinari, alla realizzazione di interventi con l’ausilio dei sistemi informatici (telemedicina) particolarmente adottati dalle ostetriche del territorio sin dall’inizio della pandemia. L’ostetrica (ostetrico titolo professionale al maschile!) inoltre può contribuire con competenza specifica alla definizione dei protocolli e delle procedure per la sicurezza, l’appropriatezza e la continuità dell’assistenza nonché concorrere a tutte le attività annesse alla misurazione dei risultati e della qualità dell’assistenza erogata .

Come già indicato nella legge 29 luglio 1975 n.405, i consultori familiari (CF) sono servizi di base, di prossimità, caratterizzati da multidisciplinarietà, non direttività e una visione di genere, istituiti per perseguire obiettivi finalizzati alla promozione della cultura della salute riproduttiva volta al miglioramento degli stili di vita dei cittadini per il mantenimento di una buona salute sessuale e riproduttiva.

L’implementazione dei CF con personale qualificato e specificatamente competente nell’ambito della salute riproduttiva è indubbiamente un investimento strategico per il raggiungimento degli obiettivi ed anche per la promozione di studi e campagne di sensibilizzazione/ informazioni, nonché interventi di screening su tutto ciò che riguarda la preservazione della fertilità femminile e maschile, anche per le situazioni particolari tra cui quelle oncologiche.

Il CF riveste in particolare un ruolo educativo fondamentale/strategico volto a sostenere, sviluppare nella donna le sue potenzialità e capacità nel realizzare l’autocura (health care) per la sua salute, per la famiglia e per le future generazioni.

Fondamentale quindi realizzare programmi di promozione/tutela della salute e assistenza orientati anche alla presa di consapevolezza ed alla autodeterminazione ed ad un adeguato livello di health literacy delle persone e delle comunità , quali capacità necessarie per rafforzare l’assunzione di responsabilità della propria salute come indicato dall’Oms .

Come risulta dalla letteratura scientifica più accreditata, la valorizzazione del ruolo sociale e sanitario della professione ostetrica da parte delle politiche sanitarie è raccomandata in tutti i Paesi del mondo, per l’assistenza appropriata nel percorso nascita e per la promozione della salute di genere in campo sessuale e riproduttivo.Alla luce delle normative vigenti in Italia, le competenze distintive ed evolutive delle ostetriche/ci,in ambito ostetrico-ginecologico-neonatale,si possono identificare in diversi dispositivi: DM 740/94; L 42/99, di coordinamento (L 43/2006) e di direzione manageriale (L 251/2000), Direttive Europee (Decreto legislativo, 28 gennaio 2015 in attuazionedella Direttiva 2013/UE/55/E art. 48)

Inoltre l’attività consultoriale che potrà essere svolta all’interno delle Case della Comunità, quali sedi privilegiate per la progettazione e l’erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale , dovrà avvalersi di équipe territoriali, inclusa la figura dell'ostetrica/o ed è sulla base di questi presupposti chela società scientifica Syrio , raccomanda agli organi di Governo nazionali e regionali l’accoglimento delle proposte di modifica/integrazione al testo definitivo del Dm 71capitolo 13 (servizi per la salute dei minori, delle donne, delle coppie e delle famiglie).

Il Consiglio Direttivo Syrio

18 marzo 2022
© Riproduzione riservata

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