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Fnopi non avvalli le richieste del Veneto per lo sfruttamento a basso costo degli Oss

di Angelo Minghetti

11 APR -

Gentile Direttore,
la Federazione Migep è molto preoccupata su quanto ha tracciato la Regione Veneto, come Migep si è opposto ai principi che erano indicati, proponendo un osservatorio per analizzare con tutti gli attori, un’eventuale evoluzione per la figura dell’oss e non allo sfruttamento a basso costo. E per questo ci rivolgiamo alla Fnopi di riprendere coscienza sulla scelta di non avallare le richieste della Regione Veneto.

Non è neanche facile rispondere a molti colleghi oss sui social, di istituire il mini infermiere. Gli Ordini OPI del Veneto e la Regione Veneto alla fine partoriscono l’oss FC con competenze infermieristiche in attesa della sentenza definitiva, utilizzando l’oss come manovalanza nelle rsa a basso costo con lo stesso stipendio, con l’avvallo della Fnopi nazionale.

Un disastro, gli infermieri alla fine hanno ottenuto l’esclusiva sulla docenza dell’oss, in modo ancillare strumentalizzando la professione oss. Si sono venduti per un quadro politico.

Bonjour tristesse, siamo arrivati al capolinea, gli infermieri hanno modificato i parametri del Gr 16/2021 n 305, un modello peggiorativo sulle competenze dell’oss fc. Prima erano contrari, coinvolgono la federazione migep sul ricorso, ora su una promessa politica ritirano il ricorso.


Mentre l’operatore socio sanitario sta decidendo come farsi rappresentare nelle Rsu, gli infermieri decidono in nome della categoria oss, come hanno fatto con la legge 42/99 penalizzando tante figure che sono state emarginate e sfruttate.

Ci rammarica notare che la Regione Veneto non ha depositato al Tar del Veneto le memorie degli incontri avuti con la federazione Migep sullo stesso tema, chiedendo di far parte del tavolo, la regione ha condiviso le nostre proposte, poi si scopre che la categoria oss non ha valore a essere ascoltata, diventando “anarchia totale”! Divenendo solo un accordo tra infermieri e regione con l’avvallo della Fnopi.

La Fnopi e gli Opi, hanno raggiunto la finalità che hanno sempre chiesto, precisando che essendo cambiati i parametri, la proposta della regione Veneto diventa soddisfacente, pertanto il 19 maggio ritireranno il ricorso contro la Regione Veneto.

È vergognoso che una professione infermieristica decida “mors tua vita mea”, ciò che per tè è la rovina per me e l’apoteosi della professione.

Che democrazia, che capacità da parte degli Opi del Veneto, senza che ci sia stato un confronto con i rappresentanti della categoria oss seppur richiesta da parte nostra.

Già nel 2005 l’ordine degli infermieri (Ipasvi) aveva apostrofato la figura dell’oss “accozzaglia di figure, figure che sanitarie non sono mai state e nuove figure che si sono da poco inserite” oggi 2022 con la (Fnopi) “mors tua vita mea” cambia la definizione ma non la sostanza. Un affronto a dir poco offensivo è stato perpetrato, nei confronti di tutte le categorie della sanità, ledendo la dignità e professionalità dell’oss nel momento più delicato.

Quest’accordo è stato siglato a ribasso con sfruttamento della professione oss. Viene istituita una figura super, super come il vecchio infermiere generico.

La responsabilità delle azioni ricade completamente sullo stesso operatore socio sanitario con disagio e pericolo legale, con retribuzioni al ribasso.

Hanno costruito i loro satelliti oss, e come se non bastasse, saranno aumentate le competenze con promesse da marinai, solo per compiacere i capricci di qualche politico, di qualche infermiere, e ingrassare le casse degli enti formativi e tanta disoccupazione, senza contare che questi operatori stanno già scoppiando in molte strutture rsa, figuriamoci con questi ampliamenti di competenze che porterà anche conflitti tra gli stessi operatori oss-osss. Le modalità con cui nasce è ibrida e risente del precedente sistema di regolamentazione dell’esercizio professionale.  

L’oss con formazione complementare non è assolutamente sufficiente e idoneo a motivare adeguatamente lo svolgimento delle stesso con la soppressione di alcune competenze infermieristiche che loro stessi andranno a sopperire, incidendo in materia parallela, ma su piani completamente diversi di assistenza di cui non si tiene conto delle complessità assistenziale, riducendole a semplici prestazioni con effetto di ridurre il livello qualitativo, inducendo confusione e disconoscenza dei ruoli. Il gioco al ribasso e solo per compensare la carenza infermieristica e a livello economico. (gli infermieri costano – l’oss no).

Si tiene a precisare che l'oss specializzato con formazione complementare, nonostante L'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 lo preveda, non è mai stato riconosciuto contrattualmente; non è regolamentata da alcuna normativa vigente, scontrandosi con il problema della classificazione e collocazione. Il vero problema dell’inserimento dell’operatore socio sanitario con formazione complementare o specializzato ed anche per quello di base (OSS) è la riorganizzazione del lavoro in équipe all’interno dei servizi. (revisione delle piante organiche).

A nostro giudizio: prima bisogna fare chiarezza sul ruolo effettivo dell’OSS, non è pensabile continuare ad assecondare le spinte di alcune Regioni, ed enti formativi verso l’OSSS (OSS specializzato), per questioni speculative, anche perché i CCNL pubblici e privati non riconoscono profilo e funzioni. E quindi, del necessario inquadramento giuridico ed economico. Manca il calcolo del fabbisogno del personale.

Non si può fraintendere né darla a bere a migliaia di operatori che da questo corso di formazione ne vorrebbero trarre, a spese proprie, benefici d'impiego, mentre è solo uno specchietto per le allodole, più competenze, più “mansioni”, stesso stipendio, stesso inquadramento contrattuale.

È cancellata l’abilità dell’operatore socio sanitario, definendo la professione oss subordinata all’infermiere in totale contraddizione con quanto sancito dalla Conferenza Stato Regioni del 2003, come affermato oltre a essere vergognosa, è anche pericoloso nella competenza: somministrazione di farmaci, sottocute, intramuscolare, terapia orale, tutto senza nozioni di farmacologia, senza contare altre competenze elencate, senza riconoscimento di formazione ecm, senza tutela e riconoscimento giuridico.

Come sarà retribuito L’oss fc? dove troveranno i soldi?, pertanto lo sfruttamento di venta reale. Questo scempio si allagherà su tutte le regioni?

Ci auguriamo che gli oss insorgano con noi per contrastare questo scempio e per la mancanza di rispetto per questa professione che sarà pagata come manovalanza. Altro che eroi!

Come federazione migep oss presenterà il 19 maggio al Tar del Veneto le memorie in opposizione alle memorie della regione veneto.
Ci chiediamo: cosa ne pensa l’oss della regione Veneto di tutto questo?

Qui viene a mancare la collaborazione, la responsabilità e il riconoscimento giuridico, viene anche a mancare la collaborazione tra oss – osss e infermieri i quali stanno costruendo una contrapposizione e non un campo di azione verso il paziente. Bisogna rimodellare la figura dell’oss attraverso una formazione europea, una giusta retribuzione economica, competenze chiare che non invadano il campo infermieristico con rischi di denunce penali, aprire un osservatorio nazionale e regionale.

Una figura che non deve sopperire la carenza infermieristica, ma deve avere un suo ruolo e un suo profilo, e importante per il  cammino verso un riconoscimento negato e ostacolato per troppo tempo, ma che oggi assume nuova luce e obiettivi importanti (area socio sanitaria e ruolo socio sanitario) che devono essere riconosciuti a tutta la professione indipendentemente da dove lavora.

Angelo Minghetti
Federazione Migep



11 aprile 2022
© Riproduzione riservata

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