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02 OTTOBRE 2022
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Le perplessità su un’eventuale quarta dose obbligatoria per i sanitari

di Fausto Fiorile

26 LUG -

Gentile direttore,
in questi giorni, i numeri riportati dai telegiornali relativi ai tamponi eseguiti, alle percentuali di contagio e ai ricoveri negli ospedali ci informano che il virus Covid-19, con le varianti intervenute negli ultimi mesi, sta ancora circolando; e questo nonostante la stragrande maggioranza della popolazione sia stata vaccinata con due/tre dosi ed abbia in moltissimi casi anche contratto direttamente l’infezione. Gli Esperti ci dicono anche, e per fortuna, che le caratteristiche di aggressività sono cambiate: oltre il 65% dei ricoveri annoverati come Covid19, si riferisce a pazienti entrati in ospedale per altre patologie e scoperti incidentalmente. Risultano positivi in tanti, ma moltissimi si evidenziano pressoché asintomatici o con manifestazioni cliniche modeste. L’incidenza delle complicanze respiratorie è ridotta.

La naturale ripresa delle quotidiane attività, eventi di massa compresi, ha consentito al virus di diffondersi in modo importante tra la popolazione. C’era da aspettarselo e sono certo che anche le decisioni prese dal governo partissero da questa consapevolezza. Nel contempo, tutti noi che abbiamo la responsabilità di seguire i nostri pazienti avendo cura di loro e della salute collettiva della popolazione, siamo perfettamente consapevoli che l’attenzione rispetto alla circolazione del virus non possa mai essere allentata e che sono proprio le fasce più deboli (anziani e pazienti con pluripatologie) a dover essere osservate e tutelate in modo particolare.

Abbiamo imparato che quando radio, televisioni e giornali iniziano il tam tam mediatico come sta avvenendo in questi giorni, subito dopo si annunciano provvedimenti. Si parla di quarta dose (nuovo booster) e/o di un nuovo vaccino più specifico rispetto ad un virus che continua a cambiare e nei confronti della cui diffusione l’attuale campagna vaccinale non si è purtroppo dimostrata efficace.

Ora, fatta salva l’assoluta validità ed importanza delle profilassi vaccinali per prevenire il contagio da qualsivoglia agente patogeno a salvaguardia del singolo e dell’intera collettività, di fronte al Covid19, garantita la libera scelta di ognuno di potersi sottoporre alla somministrazione di una quarta dose di richiamo (o addirittura probabile quinta ove il nuovo vaccino sarà pronto), voglio affermare con grande chiarezza che l’ipotesi di una quarta dose obbligatoria per il personale sanitario e non solo, suscita in me grande perplessità per almeno quattro ragioni:

- Mai si è verificato prima di questa pandemia che fossero somministrate più dosi di vaccini in un intervallo di tempo così ristretto. Andare oltre le tre dosi, cui si deve aggiungere in moltissimi casi una o più infezione naturali, ritengo possa rappresentare un potenziale rischio per l’insorgenza di eventi avversi alla luce degli immutati concetti di immunologia oltre che delle recenti evidenze scientifiche emerse; rischio che ognuno di noi deve essere libero di voler correre. Un obbligo ulteriore per una quarta dose ritengo non sia plausibile dal punto di vista scientifico e giuridico anche alla luce delle recenti numerose sentenze della giurisprudenza.

- Il personale sanitario che tanto si è speso e prodigato con grande senso di responsabilità nelle attività cliniche degli ospedali nel momento di grave emergenza è stato giustamente elogiato e premiato. E’ ora paradossale che lo stesso personale, di fronte alla manifestata contrarietà all’obbligo vaccinale in scadenza il 31.12.2022, contrarietà che potrebbe essere ancora più forte in caso di quarta dose obbligatoria, sia invece additato come untore e spesso demonizzato il suo comportamento come irresponsabile. Stiamo vivendo oggi un clima di grande conflittualità all’interno della categoria e di tutta la comunità che ritengo debba assolutamente essere superato. E’ giusto privare il sanitario o qualsiasi altro lavoratore del proprio diritto al lavoro per una scelta che a mio avviso deve essere invece rispettata anche e soprattutto alla luce dei recenti studi scientifici?

- Il nostro Servizio sanitario pubblico è stato indirizzato in questi ultimi due anni verso un percorso estremamente pericoloso. Pensionamenti anticipati da parte di medici ed infermieri che fuggono dagli ospedali e dalla medicina territoriale, concorsi pubblici per posizioni sanitarie che vanno deserti, demotivazione diffusa, burn-out, passaggio per molti sanitari dalla sanità pubblica a quella privata, stanno facendo emergere una situazione che presto potrebbe farsi esplosiva per il SSN. Se l’ipotesi della quarta dose obbligatoria diventasse legge, non potremmo permetterci il lusso di continuare a lasciare a casa medici ed infermieri sospesi, oltre il termine del 31.12.2022, con un sistema di assistenza in chiara sofferenza dove serve invece l’aiuto di tutti.

Ritengo che in un contesto sanitario profondamente cambiato rispetto a due anni fa quando la speranza che il vaccino potesse frenare la trasmissione del virus era diffusa anche tra gli esperti, da qui l’obbligo vaccinale per la categoria, il diritto di scelta di ognuno nel poter scegliere se sottoporsi o meno ad eventuali ulteriori trattamenti vaccinali debba tornare ad essere salvaguardato. Un diritto garantito dalla costituzione che non possiamo dimenticare.

Ciò detto, condivido la mia riflessione al fine di un costruttivo confronto, nel pieno rispetto delle Istituzioni e degli Organi tecnici che in questo drammatico periodo hanno saputo affrontare con fermezza un’emergenza sanitaria di portata mondiale.

Fausto Fiorile

Odontoiatra
Presidente Aio

Le opinioni espresse dall’autore sono personali e non riflettono necessariamente quelle dell’associazione di appartenenza



26 luglio 2022
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