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Le “sanitarie”, soprattutto quelle “ortopediche”, vanno regolamentate 

di Saverio Proia

20 SET -

Gentile Direttore,
penso, forse a ragione, di essere un esperto del grande ed articolato universo delle professioni sanitarie ma ogni tanto scopro alcune novità, evidentemente è un universo non solo complesso ma anche complicato…

L’ultima e recente scoperta che ho fatto leggendo un ordine del giorno approvato negli ultimi giorni di questa legislatura, prima firmataria la senatrice Paola Boldrini, che ci potrebbe essere un ennesimo caso di abusivismo professionale anche in campo ortopedico.

Infatti  le prestazioni di assistenza protesica sono prestazioni sanitarie che consistono nella messa in servizio da parte di un professionista sanitario a ciò abilitato: il Tecnico ortopedico ex DM 665/1994, di un dispositivo medico - protesi, ortesi ed ausili tecnici; le medesime  sono l’espressione di un piano terapeutico medico, per la prevenzione, la correzione o la compensazione di alterazioni, disarmonie o disabilità funzionali conseguenti a patologie o lesioni, altresì utili al potenziamento delle abilità residue nonché alla promozione dell’autonomia della persona, rientranti nelle prestazioni dei LEA erogabili in:

Si constata che sul territorio nazionale insistono tre tipologie di “esercizi commerciali” ben distinti, ma che altresì esprimono e operano impropriamente la stessa tipologia di attività commerciale e professionale, inducendo nel cittadino uno stato di equivoca “ambientazione sanitaria”.


Essi sono:

La Sanitaria è di fatto un esercizio commerciale che opera la messa in commercio di dispositivi medici prodotti in serie e di libera vendita, ovvero dispositivi che sono ceduti tal quale, senza necessità da parte dell’addetto alle vendite, che non è un tecnico ortopedico,  di alcuna valutazione, individuazione del giusto presidio e/o applicazione all’utente.

La Sanitaria Ortopedia è un esercizio ibrido tra commercializzazione di presidi di serie pronti all’uso e di libera vendita, piuttosto che dispositivi di serie, anche su prescrizione medica, che necessitano di individuazione, valutazione, personalizzazione e applicazione da parte di personale abilitato (specializzati e/o professionisti sanitari – tecnico ortopedico).

L’Ortopedia è una struttura complessa, un opificio registrato al Ministero della Salute per la produzione di dispositivi medici su misura e relativa commercializzazione, nonché per la vendita e la personalizzazione di dispositivi di serie che devono rispondere a specifiche esigenze dell’utente. In queste aziende, presta specificatamente la propria opera il Tecnico ortopedico.

In ambito pubblico è il Servizio Sanitario Regionale che  definisce criteri e requisiti minimi di struttura, personale e organizzazione al fine di accreditare queste strutture, vigilarne le attività; in ambito privato non esistono vincoli di sorta e spesso il termine ORTOPEDIA viene utilizzato impropriamente senza alcuna garanzia del personale sanitario di riferimento e cioè l’esercente la professione sanitaria di Tecnico Ortopedico.

Pertanto con questo ordine del giorno, approvato, si richiede che sia opportuno disciplinare l’utilizzo del termine “ORTOPEDIA” in senso atecnico, vale a dire assenza di una specifica competenza nel settore della scienza ortopedica.

A conforto di questa tesi si tiene conto  che in merito si era già espressa l’Antitrust con provvedimento n.19773, pubblicato sul Bollettino n.14 del 27 aprile 2009 , nell’ambito di un procedimento per pratica commerciale scorretta da parte di un esercizio commerciale attivo nel settore del commercio al dettaglio di articoli medicali ed ortopedici, richiamando  il parere espresso dal Ministero della Salute

Al fine di evitare fenomeni di abusivismo professionale, pubblicità ingannevole sanitaria e danni alla  salute individuale, l’ordine del giorno Boldrini ritiene che sia è opportuno che il Governo regolamenti che, per la tutela della salute, l’esercizio commerciale che fornisca un dispositivo medico su misura di ambito ortopedico disponga del professionista sanitario formato ed abilitato, cioè il tecnico ortopedico, così come in eguale misura valga anche per gli esercizi commerciali che forniscono dispositivi medici di fabbricazione continua o di serie che devono essere adattati sulla base di una richiesta del prescrittore, prevedendo che:

  1.  al fine di garantire la tutela della salute del cittadino, gli esercizi commerciali in ambito sanitario del comparto ortoprotesico siano articolati in tre tipologie distinte per la tipologia di attività commerciale e professionale, denominate rispettivamente: “Sanitaria”, “Sanitaria Ortopedia”,” Ortopedia;
  2. sia definita Sanitaria  un esercizio commerciale che opera la messa in commercio di dispositivi medici prodotti in serie e di libera vendita, ovvero dispositivi che sono ceduti tal quale, senza necessità da parte dell’addetto alle vendite di alcuna valutazione, individuazione del giusto presidio e/o applicazione all’utente;
  3. sia definita Sanitaria Ortopedia  un esercizio che commercializza presidi di serie pronti all’uso e di libera vendita nonché dispositivi di serie, anche su prescrizione medica, che necessitano di individuazione, valutazione, personalizzazione e applicazione da parte di professionisti sanitari abilitati iscritti all’albo professionale di tecnico ortopedico;
  4. sia definita Ortopedia  una struttura complessa, un opificio registrato al Ministero della Salute per la produzione di dispositivi medici su misura e relativa commercializzazione, nonché per la vendita e la personalizzazione di dispositivi di serie che devono rispondere a specifiche esigenze dell’utente, in queste aziende operano professionisti sanitari iscritti all’albo professionale di tecnico ortopedico;
  5. sia compito del Servizio Sanitario Nazionale la definizione di criteri e requisiti minimi di struttura, personale e organizzazione per l’autorizzazione, l’accreditamento e la vigilanza degli esercizi di cui al presente articolo.

Prima di questo ordine del giorno, la stessa senatrice Boldrini aveva presentato uno specifico disegno di legge al quale l’interruzione della legislatura ha impedito di aver il suo iter parlamentare.

E’ quanto mai augurabile che nella prossima legislatura Governo e Parlamento diano seguito a questo ordine del giorno per far chiarezza sulla vicenda: la questione è quantomai semplice e lineare, basterebbe anche un emendamento nel primo provvedimento legislativo utile, certo un disegno di legge ad hoc avrebbe maggiore visibilità, ma ambedue le scelte normative avrebbero il medesimo effetto.

Saverio Proia

 



20 settembre 2022
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