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Quiz di medicina serve preparazione o improvvisazione

di Francesco Medici

26 SET - Gentile Direttore,
i risultati dell’ultimo test di medicina hanno visto due paradossi: un solo concorrente ha indovinato tutte le domande. Complimenti, senz’altro un genio; metà dei concorrenti non ha superato neanche i 20 punti minimi per entrare in graduatoria.  

Venti punti non significa aver risposto correttamente a 20 domande sulle 60 totali, ma significa aver risposto a meno di 14 domante (ogni domanda vale 1.5); dunque circa 27 000 persone non sono riuscite a rispondere correttamente a meno del 22% del test.

Due sole, a mio avviso, le diagnosi possibili: 1. abbiamo ragazzi troppo poco preparati; 2. abbiamo una commissione che ha selezionato domande impossibili, e che quindi va a mio avviso sanzionata e rimossa.

Le indicazioni del ministero sono arrivate a fine giugno, due mesi prima del test, ovvero quando gran parte della formazione era stata fatta. Quindi chi ha voluto e potuto prepararsi per tempo quest’anno lo ha fatto su uno schema di domande sbagliato, cambiato all’ultimo momento.

Il bando, uscito il 24 giugno, ha infatti stravolto l’impostazione degli anni precedenti. Via gran parte delle domande di “logica”, aumentate le domande di chimica, biologia, matematica e fisica. Le domande scientifiche sono quindi passate da 38 a 51, su 60 totali. Sia chiaro, come cambiamento può avere senso, aumentare le domande scientifiche in un test per medicina, ma annunciare questo tipo di cambiamento a soli due mesi dal test è vergognoso, dopo che i ragazzi si sono già preparati, magari alcuni concentrandosi proprio su logica che poi viene quasi del tutto rimossa. 

Ma non finisce qui. Il ministero mette a disposizione degli studenti, al momento dell’iscrizione un test “simulazione”, come a dire: questa sarà la “composizione delle domande”. Nel test inviato sono presenti 8 domande di anatomia nella sezione biologia. Tutti quindi a concentrarsi su quel tipo di domane. Nei quiz del 6 settembre invece pochissime domande di anatomia, su 23 totali, tra cui alcune estremamente specifiche: “Quali tra le seguenti organi ha il rivestimento interno costituito da un epitelio di transizione?” (informazione che conosce uno studente che sta per fare l’esame di istologia).

Chi sono i responsabili dei quiz di quest’anno? Sarebbe a mio avviso auspicabile una “giustizia sommaria” per coloro che hanno proposto i quiz perché io alla selezione ed al numero chiuso ci credo fortemente. 

Quiz impossibili quali quelli di quest’anno purtroppo rafforzano la discussione su tre idee a mio avviso tutte e tre sbagliate, ma oggi surrettiziamente sposate dalla politica o da chi poco ragiona sulle conseguenze delle scelte. 

Va tolto il numero chiuso. Chi sostiene questa ipotesi la avvalora con paroloni quali il diritto allo studio e/o “selezione naturale”. Al diritto allo studio, sacrosanto, contrappongo l’altrettanto diritto costituzionale al lavoro. Se entrassero insieme 65.000 studenti tra 6 anni, nonostante la selezione naturale, (alcuni lasciano), arriveranno alla laurea 50.000 medici. Seppure volessimo allargare le borse di studio da 14.000 a 50.000 (tanti soldi!), tra ulteriori 4 /5 anni avremmo 45.000 specialisti (sempre che la selezione naturale ne faccia fuori altri 5.000). Per farli lavorare dovremmo dare uno scivolo pensionistico a metà agli attuali dipendenti del SSN. I politici che cavalcano queste bestialità non raccoglieranno i cocci tra 11 anni, a loro cosa importa, ma a noi quale categoria? Io ho vissuto la fine della pletora medica con contratti di lavoro dei medici inventati per farli lavorare. Anche no. 

 Va usata una selezione alla Francese. Entrano tutti, ma al secondo anno passano solo i migliori 14.000. Peccato che le lezioni dei primi due anni siano, se vogliamo, quelle meno “predittive” per valutare un medico. E poi immaginate la pressione che dovrebbero avere quei docenti, quante le telefonate, quante le suppliche per non dire altro. Le nuove classi sarebbero composte da “competitor”: in una classe di 100 alunni solo 20 passerebbero. Aiuti od ostacoli il tuo compagno di banco? Lo inviti a cena o lo avveleni? Immaginate il clima di competizione! E poi dopo un anno di studi i non ammessi che fanno? Ritentano? Basti solo pensare che i Francesi voglio abbandonare questo tipo di selezione. 

Mancano i medici. “Se prendiamo medici da Cuba, se vanno deserti i concorsi è perché mancano medici” sempre dichiarazioni di politici. Risposta: No, mancano specialisti. La soluzione non è quella di più medici che saranno in grado di lavorare tra 11 anni, ma di formare più specialisti, o vista la cattivissima programmazione fatta dal nostro Stato, permettere di far partire il “Teaching hospital”, che permetterebbe di poter reclutare, seppure con un contratto formazione lavoro i medici appena laureati. 

La soluzione? Una sola, a mio avviso: si ai quiz, ma con una riforma sostanziale.

Occorre restituire importanza all’excursus scolastico, magari individuando corsi di preparazione pubblici già durante l’ultimo periodo delle scuole superiore o perché no anche dopo, riducendo l’influenza del test psicoattitudinale, soprattutto dando spazio al test a quiz ma con un programma chiaro e definito almeno un anno prima. Solo materie presenti negli ordinamenti didattici di tutte le scuole. Un testo ministeriale (anche molto corposo) che il candidato possa scaricare da internet e studiare con la certezza che la risposta alle domande del test dovrà essere nel testo studiato. 

Le università dovrebbero poi proporre nei mesi di luglio ed agosto lezioni per la spiegazione del libro di testo, evitando che solo chi può permettersi corsi a pagamento venga privilegiato rispetto a chi costosissimi corsi non può permettersi. 

Sogno una graduatoria dove la maggior parte di giovani candidati faccia una bella figura, con tanti a saper rispondere. Basta umiliazioni. 

Francesco Medici
Consigliere Nazionale Anaao Assomed

26 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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