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Quella “strana” classifica sugli ospedali migliori del mondo

di Claudio Maria Maffei

10 OTT -

Gentile direttore,
con la consueta puntualità Quotidiano Sanità ha messo a disposizione la classifica degli ospedali migliori del mondo, una classifica che ai primi posti non presenta sorprese. Nelle undici discipline prese in considerazione a essere ai primi posti sono sempre ospedali americani e in ben sei a essere la prima è la Mayo Clinic di Rochester. Se poi si va a vedere la classifica degli ospedali italiani anche qui molte conferme con il Policlinico Gemelli (dove mi sono laureato 45 anni fa) presente sette volte nell’elenco degli ospedali migliori per le varie discipline. Ovviamente poi colpiscono le assenze e i confronto “locali”: perché c’è quell’ospedale e invece non c’è quell’altro? Ad esempio per la mia Regione non c’è l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche.  

Allora uno va a vedere come è stata costruita questa classifica. Ecco quello che ho capito - e che per la verità mi ha lasciato sconcertato - leggendo la metodologia con cui è stata redatta la classifica da parte di Newsweek, che QS ci ha messo opportunamente a disposizione.

Quello che ho capito è che non si usano nè i dati di attività e di ricerca nè i risultati clinici, ma tre tipolologie di informazioni: le referenze (recommendations) raccolte tra i “colleghi”, l’utilizzo di un sistema di misurazione dei risultati clinici che coinvolge i pazienti (PROMs) e la presenza di certificazioni ufficiali di buona qualità. Il peso rispettivo di queste tre variabili è rispettivamente il 92,5%, il 5% e il 2,5%. Quindi quali sono gli ospedali migliori del mondo lo decide l’opinione dei professionisti. Già a questo punto uno si chiede: capisco i 5 migliori, ma come si fa a riconoscere - per dire - il diciottesimo e il sessantaquattresimo?

Vediamo allora di ricostruire il modo in cui è stata raccolta l’opinione degli esperti.  Il punteggio delle referenze (il reputation score) è basato su due sotto-punteggi. In collaborazione con Newsweek, Statista (che -leggo nel suo sito italiano - è la business platform n. 1 al mondo, fornitore leader di dati di mercato e di consumo) ha invitato 40.000 esperti (medici, altri professionisti sanitari, manager e dirigenti ospedalieri) di oltre 20 paesi ad una survey online. In aggiunta, esperti da tutto il mondo potevano partecipare alla survey “I migliori ospedali specializzati del mondo 2023”. I dati sono stati raccolti da Newsweek e Statista durante una survey iniziale tenutasi nel periodo luglio-agosto 2022.

Poi la nota metodologica entra in ulteriori dettagli che meglio definiscono i passaggi che hanno portato al punteggio finale.


Vale la pena di ricordarne alcuni:
- gli specialisti partecipanti alla survey potevano esprimersi sia sul proprio specifico ambito professionale che su altri ambiti secondari e terziari con cui pure erano familiari. In questo caso però le loro referenze contavano meno (su punteggio finale del reputation score le referenze “primarie” influivano per il 70% e le altre per il 30%);

- il questionario non suggeriva una lista degli ospedali da segnalare;

- erano proibite le auto-referenze;

Nella seconda parte della survey, Statista ha chiesto agli  specialisti  delle undici discipline di classificare un determinato numero (set number) di ospedali. Questa lista era comprensiva (was comprised) degli ospedali ai primi posti (leading) della classifica precedente come degli ospedali specializzati dello specifico settore. Agli specialisti è stato chiesto di classificare per fasce questi ospedali (il migliore, tra i primi 5, … non tra i primi 150, ecc).

Aggiungo ancora una volta che a un triplice controllo del testo non compare mai un riferimento ai dati clinici e di ricerca. In sostanza si assume (per quel che ho capito) che i dati li abbiano gli esperti e si assume che  li sappiano usare e li usino “correttamente”.

Le ultime parole della nota metodologica sono significative:  “The quality of hospitals that are not included in the rankings is not disputed.” Che è come dire che gli ospedali che non sono in classifica non se la prendano: non si sta parlando di loro!

Ora si può prendere questa classifica come una delle tante classifiche del tipo “La spiaggia più bella del mondo” (dove per fortuna siamo nel 2022 al primo posto con la meravigliosa Spiaggia dei Conigli di Lampedusa) o “La città più felice del mondo” (qui siamo solo all’ottavo con Roma e vince Rio de Janeiro), oppure come una cosa che andrebbe fatta seriamente.

Ecco io mi limito a dire che una classifica degli ospedali così generata dalle “recommendation from peers” non sarebbe mai stata pubblicata in una rivista peer-reviewed. Tanto per parlare inglese anche noi come Newsweek.

Claudio Maria Maffei



10 ottobre 2022
© Riproduzione riservata

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