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Sostegno anziani e non autosufficienti concreto segnale per arginare deterioramento sanità

di Antonio Alfano

19 MAG -

Gentile Direttore,
invecchiamento e non autosufficienza si stanno confermando come un serio problema, in Europa e nel nostro Paese. Secondo i dati di Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, nell’arco di mezzo secolo, tra 2002 e 2050, le persone con più di 65 anni rappresenteranno il 64% della popolazione adulta e quelle con più di 80 anni passeranno da 14,8 a 37,9 milioni.

In Italia, secondo i dati dell’ISTAT gli anziani dai 65 anni in avanti, agli inizi del 2022 erano circa 3 milioni in più rispetto al 2002 (pari al 23,8% della popolazione totale), mentre si stima che tra venti anni, nel 2042 saranno quasi 19 milioni (pari al 34% della popolazione). Non confortano neanche i dati riguardanti gli anziani non autosufficienti che nel 2019 sono 3 milioni e 150 mila, pari a circa il 5% della popolazione. Questo quadro demografico conferma chiaramente la necessità per gli anziani e i non autosufficienti di disporre di servizi socio-sanitari e di ambienti urbani adatti alle loro particolari necessità.

Idee, linee progettuali e risorse, ci sono a partire da quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Inoltre, proprio di quest’anno è anche la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sui “Programmi nazionali per città e comunità a misura di anziano”, che offre molte indicazioni assistenziali e riferimenti all’urbanistica delle città per facilitare la vita di anziani e disabili. Tutto ciò può considerarsi un valido riferimento progettuale anche per le nuove progettazioni a valere sul PNRR.

Basti pensare a quelle azioni di programmazione ed organizzazione volte al potenziamento dei servizi territoriali che insistono sulla realizzazione di reti integrate di assistenza primaria, al miglioramento dell'accessibilità ai servizi ambulatoriali e dell’assistenza domiciliare, al potenziamento dei servizi di prevenzione e promozione della salute. La transizione digitale e la spinta all’innovazione tecnologica si concretizzano, in termini di salute, nell'uso di dispositivi e sensori per monitorare la salute a domicilio, nella teleassistenza e telemedicina per offrire soluzioni a supporto dell’autonomia e della sicurezza degli anziani e delle persone non autosufficienti.

Le indicazioni internazionali dell’OMS, per la realizzazione di ‘Programmi nazionali per città e comunità a misura di anziano’, trovano un’evidente convergenza con le indicazioni del PNRR sui progetti di “Rigenerazione urbana e housing sociale”, che prevedono investimenti in progetti, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, con particolare attenzione agli anziani e le persone non autosufficienti.

A tal proposito il documento-guida dell’OMS presenta raccomandazioni e indicazioni specifiche che permettono di creare ambienti urbani “amici degli anziani”, capaci di favorire una qualità della vita migliore a queste persone. Purtroppo, la struttura urbana delle nostre città spesso incide negativamente sulla vita delle persone disabili in Italia, a partire dalla difficoltà di spostamento. Basti pensare che solo il 14,4 per cento delle persone con disabilità si sposta con i mezzi pubblici urbani, contro il 25,5 per cento del resto della popolazione.

Nel documento-guida dell’OMS vengono indicate soluzioni per ambienti che devono dimostrarsi il più possibile accessibili, inclusivi e sicuri, promuovendo una partecipazione attiva degli anziani alla vita della comunità, come ad esempio, attività sempre più intense per l’abbattimento delle barriere nei centri urbani. I riferimenti strutturali interessano punti focali dell’ambiente urbano, come le abitazioni, i trasporti pubblici, gli spazi esterni e le caratteristiche degli edifici. Sono evidenziati i fondamentali aspetti legati al sostegno alla comunità e servizi sanitari, comunicazione e informazione, partecipazione sociale, nonché il rispetto e l’inclusione sociale, la partecipazione civile e il lavoro.

L’aiuto ad una ampia fascia della popolazione che invecchia rapidamente e il sostegno alle persone non autosufficienti non solo è un sacrosanto impegno sociale, ma anche un concreto segnale che va ad arginare l’evidente deterioramento dei servizi di Sanità Pubblica del nostro Paese. Le risorse del PNRR ci sono e devono essere utilizzate al meglio, così come sono a disposizione dei decisori politici e tecnici concrete indicazioni progettuali per contrastare il disagio e assicurare ai cittadini una migliore qualità della vita. Ad oggi, tuttavia, l’avanzamento dei progetti a valere sulle risorse del PNRR sembra ancora procedere con lentezza. Speriamo solo di non inseguire ancora l’ennesima occasione perduta per il nostro Paese.

Antonio Alfano,

Medico di Sanità Pubblica, già direttore di Strutture Complesse di organizzazione, programmazione sanitaria e comunicazione presso Aziende Sanitarie territoriali e ospedaliere



19 maggio 2023
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