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L'Ipasvi non scarichi sugli altri sindacati le incombenze di lotta

di Daniele Carbocci

09 SET - Silvestro, senatrice Pd e Presidente della federazione nazionale dei collegi degli infermieri, in recenti dichiarazioni pubbliche è finalmente uscita dal silenzio di questi anni nei confronti delle politiche del governo, ed ha addirittura lanciato un allarme, che condividiamo senza riserve, sugli effetti negativi del blocco del contratto e sulle condizioni di lavoro degli infermieri.

Naturalmente questo non può che farci piacere, ma non possiamo non notare che le uscite della senatrice Silvestro avvengono in un momento in cui è in corso un confronto aspro e critico sul suo operato di presidente Ipasvi e avvengono alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dei direttivi provinciali dei collegi. Pare quasi che tale fermento di dichiarazioni sia dettato più dal tentativo di recuperare credibilità fra gli infermieri, come se bastasse così poco dopo anni di assoluto silenzio e senza essere mai entrata in collisione con le politiche del suo governo sulle politiche professionali della professione infermieristica.
In questa, come in altre occasioni, la senatrice Silvestro nelle sue dichiarazioni (il sindacato faccia il suo mestiere…) tende a scaricare sugli altri le incombenze di lotta: lo abbiamo visto con il demansionamento, con il blocco del turn over e ora con il blocco dei contratti. Anche le proposte di ricambio generazionale e di riordino dei collegi e delle competenze avanzate, rigorosamente in linea con le politiche a costo zero del governo, appaiono più vicine al ruolo politico che agli interessi degli infermieri.

Temiamo pertanto che le sue dichiarazioni siano nulla più che propaganda e fumo negli occhi per gli infermieri. Nonostante questo, ringraziamo la presidente Silvestro di essersi svegliata dal suo lungo letargo politico che in questi anni ha praticamente tollerato tutto ciò che ha ingabbiato lo sviluppo della professione infermieristica.

Tuttavia, a noi sembra che la presidente Silvestro in questi ultimi tempi si sia distratta, perché da quello che dice dimostra di non essersi accorta che NurSind, l’unico sindacato infermieristico maggiormente rappresentativo, ha proclamato lo stato di agitazione delle categoria il 13 agosto per il problema del blocco contrattuale; che il 20 agosto ha incontrato in fase di conciliativa i rappresentanti del Ministero della Sanità ed ha sospeso la stato di agitazione perché ha provocato un incontro presso il Comitato di Settore e un incontro al Ministero della Salute sulle questioni precariato, disoccupazione e demansionamento.

Il 3 settembre Nursind ha incontrato il presidente del comitato di settore ed entro fine mese ci sarà l’incontro a ministero. Il 30 settembre presso il Ministero del lavoro definirà la questione dello stato di agitazione con la più che probabile proclamazione di uno sciopero nazionale degli infermieri (viste le dichiarazioni del Governo). Certo al momento non risulta che altre organizzazioni sindacali abbiano fatto o stiano facendo lo stesso percorso, e quindi è possibile, benché piuttosto paradossale, che la Silvestro, non tenga in considerazione l’azione del sindacato degli infermieri.

Ma c’è un’altra questione che colpisce: la senatrice Silvestro, praticamente in campagna elettorale per il rinnovo dei collegi, lancia l’allarme sulle retribuzioni degli infermieri nello stesso momento in cui sta cercando in ogni modo, come presidente Ipasvi, di rimandare la pubblicazione dei dati relativi all’utilizzo delle risorse economiche a disposizione del Comitato Centrale della Federazione Ipasvi, dati che permetterebbero di conoscere l’entità reale della sua retribuzione come Presidente Ipasvi che, abbiamo ragione di credere, sia stata sino ad ora del tutto esclusa da qualsiasi sorta di blocco.

La Presidente Silvestro, per quanto si sforzi di apparire agli occhi degli infermieri insolitamente combattiva, non riesce comunque a rinunciare alla sua subalternità alle politiche che dominano la professione. E’ infatti del tutto in linea con il governo e in particolare con il recente decreto sulla Pubblica amministrazione, dicendo che rinnovare la normativa dei contratti “è utile ed importante” ma dimenticando che tale rinnovo dovrebbe avvenire a costo zero. Come a costo zero dovrebbero essere le tanto sbandierate competenze avanzate. Ma, ci chiediamo, se la Presidente accetta a priori il costo zero, come è possibile allo stesso tempo chiedere, “assunzioni e incentivazioni economiche” per gli infermieri?

A questo punto una domanda sorge spontanea: perché, gentile senatrice, dalle parole non passa ai fatti? Le dichiarazioni a mezzo stampa, lo sappiamo tutti, lasciano il tempo che trovano. Lei, parlamentare della Repubblica, ha strumenti ben più importanti di una dichiarazione verbale per far vedere agli infermieri italiani il suo interesse per le loro sorti lavorative ed economiche.

In che modo, quindi, intende “sollecitare” i suoi colleghi parlamentari a trovare soluzioni per il blocco contrattuale? Attraverso un’interrogazione parlamentare? Oppure impegnando il governo che lei sostiene, su un ordine del giorno ad hoc? Intende per caso dimettersi simbolicamente per sottolineare la drammaticità della situazione? Intende prendere davvero le distanze dalle politiche del governo? E in che modo? Ecco, saremmo proprio contenti di vedere gli atti concreti, scritti, della sua azione parlamentare a favore degli infermieri.

Lei Presidente ignora che Nursind ha dichiarato lo stato di agitazione della categoria ma nello stesso tempo ci invita alla mobilitazione. Ma Lei è anche la Presidente che non si è pronunciata sulla nostra proposta di dare corpo agli “stati generali” degli infermieri, o su quelle proposte che puntavano a costituire una task force nazionale per sostenere gli infermieri nella loro battaglia contro il demansionamento.

Quindi quando lei parla di mobilitazione sui temi economici possiamo crederle? Vuole davvero portare in piazza gli infermieri? Siamo sicuri che gli infermieri italiani la seguirebbero, come è giusto che sia. L’hanno già fatto per difendere gli ordini professionali (e gli infermieri si sono trovati a difendere gli ordini degli avvocati, dei geometri e quello degli “attuari”…) perché non farlo per i nostri diritti di professionisti sfruttati? Non bastano il demansionamento costante, il blocco contrattuale e una disoccupazione infermieristica ai massimi storici per impegnare l’ordine professionale in una battaglia del genere?

Non sapeva e adesso lo sa, che NurSind è pronto alla mobilitazione della categoria: perché non da indicazione ai collegi di lottare insieme a noi? Gentile Senatrice, il sindacato, e NurSind in particolare, fa il suo mestiere. A lei gli infermieri italiani chiedono di fare il suo. Ma quale è il suo mestiere? Rappresentarci in piena autonomia e libertà o farci digerire il costo zero, teorizzato dalla sua commissione e dal suo governo e recentemente ribadito con la reiterazione del blocco dei contratti?

Al momento i fatti sono questi e noi siamo convinti che, in ragione di quello che appare un ulteriore conflitto di interesse, gli infermieri saranno nuovamente illusi. Siamo convinti anche che lei come Presidente Ipasvi non porterà mai gli infermieri in piazza, che in Parlamento non farà mai alcun atto significativo a favore della causa infermieristica perché ciò la costringerebbe ad entrare in rotta di collisione con il governo di cui lei fa politicamente parte e al quale è vincolata.

Se la Senatrice Silvestro fosse in grado di smentirci noi ne saremo ben contenti.
 
Daniele Carbocci
segretario amministrativo nazionale NurSind

09 settembre 2014
© Riproduzione riservata

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