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Enpam Sicura. Sei mesi per costruirla e sei mesi per disfarla

di Giacomo Milillo

26 OTT - Gentile direttore,
per il medico non inserito nei sistemi istituzionali e di rappresentanza della professione, le polemiche su Enpam che hanno popolato la stampa specializzata non possono fare altro che aumentare il livello di confusione.

Le opposte fazioni si esprimono in modo assoluto, come oggi è di moda anche nella politica, gli uni demonizzando tutto, gli altri santificando tutto, anche i difetti. Voglio offrire ai lettori un terzo punto di vista.

L’Enpam è un ente previdenziale sostanzialmente sano, che possiede tutti i requisiti per garantire le pensioni per molti anni, molti di più rispetto alla maggior parte, se non alla totalità degli altri enti previdenziali privatizzati, ma non è detto che ciò sia garantito per 30 o 50 anni.

La “sostenibilità” del debito pensionistico è stata gestita bene negli anni, fin dall’era Parodi. Bisogna però precisare che il bilancio tecnico non è il risultato esclusivo di una abilità gestoria dei Consigli di Amministrazione, ma di due fattori fondamentali fra gli altri:
- L’interazione fra le decisioni del Cda dell’Ente e quelle dei Ministeri vigilanti, dove l’ultima parola è certamente dei Ministeri;
- Il livello di contribuzione della categoria.

Se quest’ultimo dovesse cessare o essere ridimensionato in modo consistente, si imporrebbe un forte ridimensionamento delle prestazioni. Solo un sistema contributivo puro, che sostanzialmente ti restituisce ciò che ti ha costretto ad accantonare, può dare maggiori certezze, ma certamente anche pensioni più basse da subito.

Non voglio entrare in tecnicismi, ma oggi i contributi che l’Ente riceve sono circa il doppio di quello che spende in prestazioni. La differenza si accumula in un patrimonio che è difficile sapere a cosa potrà mai servire, perché molto dipenderà dalle decisioni Governative che saranno prese negli anni in cui dovesse essere necessario utilizzarlo. Per espropriarlo, comunque, lo Stato dovrebbe modificare la legge di privatizzazione egli enti previdenziali. L’esproprio non potrebbe comunque avvenire attraverso un commissariamento che può solo rinnovare gli organi amministrativi e svolgere temporaneamente altre eventuali funzioni.

Il Patrimonio, vanto dell’Enpam! Per ora è vietato usarlo per le prestazioni, per cui viene accumulato ad esclusivo uso e consumo dell’erario che lo tassa e ritassa. Paradossalmente più lo facciamo rendere, più vantaggio garantiamo nell’immediato allo Stato e solo in piccolissima parte agli iscritti, forse. Per questo motivo ai medici non serve tanto che il rendimento sia alto, quanto piuttosto che sia sicuro.

È gestito bene il patrimonio Enpam?
 
Io credo di sì, come credo lo sia stato anche in precedenza. Certo sia prima sia ora, e sarà così inevitabilmente anche in futuro, è sempre possibile che singoli disonesti, fra i funzionari e gli amministratori, sviluppino “destrezze” per rubarne qualche parte. Prevenire ciò è una delle sfide del Consiglio di Amministrazione dell’Ente e anche dell’Assemblea Nazionale della Fondazione.

Nella scorsa legislatura questa “sfida” è stata fra quelle al centro dell’attenzione del Cda e ritengo che i livelli di sicurezza siano aumentati ulteriormente rispetto al passato, che comunque non era come qualcuno avrebbe voluto far credere, dal momento che “il buco da un miliardo” si è dimostrato “una bufala”.

La relativa tranquillità che ci riserva il versante pensionistico e patrimoniale, non è però la certificazione che il Consiglio di Amministrazione o i suoi singoli componenti non abbiano commesso o non commettano errori, comprese illegittimità, abusi e quant’altro anche per scopi diversi da quelli istituzionali. Sostenere il contrario è retorica di regime.

Enpam Sicura non era una società per fare utili, ma uno strumento per realizzare e progettare servizi innovativi ai medici senza essere subordinati alle logiche di profitto delle assicurazioni. Uno strumento da mettere a disposizione di tutti i medici e gli odontoiatri e di tutte le loro organizzazioni, Fnomceo compresa. Uno strumento moderno, tecnologicamente avanzato che con il suo personale qualificato e la sua piattaforma informatica molto efficiente probabilmente ha dato fastidio a chi è abituato a muoversi con caratteristiche molto “ministeriali” e burocratiche. Un progetto che il Presidente ha voluto bruciare non perché non valido, ma solo per realizzarlo altrove, e per larga parte fuori dall’Enpam.

La vicenda “Enpam Sicura” non può essere presentata come la dimostrazione della “perfezione dell’Enpam”, perché mala gestio indubbiamente c’è stata: la magistratura, entrando nel merito, stabilirà se la responsabilità è da attribuire al sottoscritto, come sostiene Alberto Oliveti, o al Presidente dell’Enpam, come sostengo io, o a tutto o a parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione.

Quel che è certo è che si tratta di un fallimento:  Enpam Sicura è stata costituita dalla Fondazione a luglio 2015, ha operato da novembre 2015 a marzo 2016, dal primo aprile 2016 è stata restituita alla gestione del Presidente Oliveti che ha bloccato ogni attività e la ha liquidata dopo sei mesi. Sei mesi circa per costruirla e sei mesi per disfarla: il fallimento e lo spreco di danaro dei medici, però, è nella costruzione o nella distruzione del progetto?

Giacomo Milillo

26 ottobre 2016
© Riproduzione riservata

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