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Accesso senza specializzazione all’Emergenza urgenza rischia di invalidare il significato della formazione specialistica

di Francesco Rocco Pugliese (Simeu)

10 GEN - Gentile direttore,
la medicina di emergenza urgenza ha sviluppato negli anni un’identità culturale e scientifica sempre più forte, come conseguenza delle profonde trasformazioni del sistema sanitario nazionale, in cui il pronto soccorso è chiamato ad assolvere un ruolo fondamentale nella risposta al bisogno di salute dei cittadini in tempi ristretti. Un’identità e un servizio pubblico che rischiano di essere compromessi se, per far fronte alla carenza di organico, si decide di impiegare nell’emergenza personale che non abbia una preparazione adeguata.
 
La scuola di specializzazione forgia i nuovi specialisti e da qui dovrebbero arrivare le risorse necessarie, attraverso l’aumento delle borse studio. Gli allievi della scuola sono il personale di domani dell’emergenza sanitaria per una efficace ed appropriata risposta alle richieste di salute della popolazione. Come già sostenemmo la scorsa estate, quando il tema fu per settimane argomento di discussione sui mezzi di informazione, l’unica soluzione alternativa altrettanto efficace riteniamo che sia l’investimento da parte del SSN sugli specializzandi almeno dell’ultimo anno, nell’ottica di una naturale ultima fase di un percorso di formazione che si concluderebbe in ospedale, assicurando un alto livello qualitativo delle cure.
 
L’inserimento, previsto dall’emendamento del Decreto Semplificazioni, di personale non specializzato, anche se con comprovata esperienza sul campo, rischia di invalidare il significato della formazione specialistica di cinque anni che i nostri giovani dal 2009 possono scegliere di intraprendere e che lo stesso Ministero finanzia.
 
Questa modifica può essere accettata solo come soluzione tampone eccezionale, non ripetibile, e comunque i medici non specialisti dovranno completare il loro percorso formativo specifico dopo l’assunzione, per garantire un livello adeguato delle prestazioni in emergenza-urgenza e un appropriato percorso professionale ai medici stessi.  Inoltre, bisogna aggiungere che la misura prevista dal decreto semplificazione sanerà la situazione dei medici già impegnati nei servizi di emergenza ospedalieri ma non porterà a un reale aumento degli operatori.
 
Francesco Rocco Pugliese
Presidente nazionale Simeu

10 gennaio 2019
© Riproduzione riservata

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