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Codice infermieri. Ecco perché l’Ordine di Pisa si è astenuto

26 APR - Gentile Direttore,
mi informano (frequento raramente i social) che per alcuni, che lo stanno chiedendo insistentemente, sia di vitale importanza conoscere perché l’Ordine di Pisa ha deciso di astenersi da partecipare alla votazione del Codice Deontologico. Non si illudano, questa mia non è per loro, non li ritengo così importanti. Scrivo a tutti gli iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pisa verso i quali ho il dovere di riferire i motivi della nostra scelta.
 
OPI Pisa, senza tanta dietrologia, non ha partecipato alla votazione semplicemente perché non si riteneva pronto a discutere e votare un Codice Deontologico praticamente inedito (ben poco rimane della prima stesura del 2016 e da lì in poi non ne sono state rese pubbliche altre versioni intermedie), arrivato alla nostra attenzione il giorno precedente l’apertura dei lavori per la sua approvazione e senza aver avuto la possibilità di portarlo in discussione in Consiglio Direttivo, che per quanto mi riguarda è, e continua ad essere, l’organismo dove si esprime la volontà della comunità infermieristica.

 
La convocazione del Consiglio Nazionale in assemblea straordinaria per i giorni venerdì 12 aprile (dalle ore 16.00 alle ore 20.00) e sabato 13 aprile (dalle ore 09.30 alle ore 18.00), con, al punto 3 dell’ordine del giorno, “Presentazione, discussione e approvazione del nuovo Codice Deontologico”, è avvenuta in data 29 marzo con PEC inviata a tutti gli OPI provinciali dalla FNOPI.
 
Ho quindi provveduto a convocare il Consiglio Direttivo dell’OPI di Pisa in data 09 aprile inserendo all’ordine del giorno la discussione sul nuovo Codice Deontologico che la Federazione chiamava ad approvare; in quel giorno, non avendo ancora ricevuto la bozza del nuovo Codice Deontologico sulla quale discutere, il consiglio avrebbe dovuto darmi un mandato in bianco, nessuno di noi lo ha ritenuto corretto.
 
La FNOPI ha inviato la bozza del nuovo Codice Deontologico a tutti gli OPI provinciali con PEC dell’ 11 aprile alle ore 12.10, quando ormai sarebbe stato impossibile convocare un nuovo Consiglio Direttivo dato che il Consiglio Nazionale era convocato per il giorno successivo.
 
Credo che un codice deontologico sia un documento complesso e bisognoso di attento studio, riflessione e confronto. Sono certo di questo per due motivi: primo perché conosco il percorso e la fatica che l’Ordine di Pisa (al tempo Collegio) ha fatto quando ha presentato il proprio lavoro di riflessione sulla deontologia e secondo perché anche un organismo come la FNOPI, che possiede delle risorse enormemente superiori a quelle di un piccolo ordine provinciale, ha impiegato 4/5 anni a completare l’attuale Codice Deontologico (la prima versione è apparsa nel 2016 e anche questa aveva necessitato di oltre un anno di lavoro).
 
Alla luce di queste riflessioni le decisioni che il consiglio di Pisa poteva prendere erano quattro:
- approvare il codice deontologico proposto senza avere piena consapevolezza di cosa stavamo votando, magari anche prodigandosi in estemporanee dissertazioni sul testo dettate dalle prime impressioni ma non da attenta riflessione;
 
- non approvare il codice ma anche in questo caso valgono le stesse considerazioni espresse sopra, con l’aggiunta che così facendo avremmo lasciato una “macchia” sul codice solamente per una questione ideologica (la professione questo non lo merita);
 
- partecipare astenendosi a tutte le votazioni, al solo scopo di “macchiare” il documento;
 
- non partecipare.
 
Non ho disatteso il mio mandato di Presidente e sono stato presente all’illustrazione del codice il venerdì pomeriggio dove mi è stato chiaro che questo disagio era percepito solo da me e dal consiglio che rappresento per cui ho ritenuto che la quarta opzione, convinto che in nessun caso il risultato sarebbe cambiato, fosse la migliore.
 
Rappresento circa 3.600 infermieri, se non mi sento sufficiente sicuro e preparato preferisco non esprimermi, credo non ci sia niente di male in questo, ritengo irrispettoso il comportamento opposto. Per questo avrei voluto ricevere la bozza del nuovo Codice Deontologico in tempo utile da poterla studiare, approfondire e per poterla portare in discussione all’interno del Consiglio Direttivo che presiedo.
 
La Federazione Nazionale ha legittimamente valutato di fare diversamente: è evidente che la scelta che ha preso è stata la migliore dato che, per quanto mi è dato sapere, è stata vissuta come un disagio solo da me e dal consiglio che rappresento (meno del 1% degli OPI provinciali).
 
Tanto per eliminare subito qualsiasi fraintendimento la mia non è una critica nei confronti di chi ha fatto altri ragionamenti, anzi provo profonda e sincera ammirazione per tutti quelli che sono riusciti a farsi un giudizio completo in così poco tempo su un documento inedito e complesso, tanto da assumersi la responsabilità di approvarlo a nome di tutti i propri iscritti. Forse anche gli infermieri di Pisa meriterebbero un presidente così.
 
La comunità infermieristica ha approvato il nuovo Codice Deontologico, questo è il codice che gli infermieri devono adottare.
 
Emiliano Carlotti
Presidente OPI Pisa

26 aprile 2019
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