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14 AGOSTO 2022
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Le professioni sanitarie e il ritardo ‘grottesco’ dei decreti sugli elenchi speciali per l’iscrizione agli Albi

di Alessandro Falcioni (Fif)

17 MAG - Gentile Direttore,
la questione decreti attuativi della Legge 145/2018 relativi alla figura del masso fisioterapista sta assumendo aspetti grotteschi, se non fosse che i “ministeriali” stanno speculando sul futuro professionale di migliaia di persone e in seconda analisi, ancora una volta stanno creando confusione nel settore della fisioterapia.

Il comma 538 della legge 145/2018 recita a chiare note che “Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, con decreto del ministro della salute sono istituiti gli elenchi speciali di cui al comma 4 bis dell’articolo 4 della legge 26 Febbraio 1999 n 42, introdotto dal comma 537 del presente articolo”.

Tale termine è scaduto il 1 Marzo 2019; i funzionari ministeriali non hanno rispettato la legge.

Il comma 537 della legge 145/2018 recita a proposito degli elenchi speciali che “…. si iscrivano, entro il 31 Dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.
E’ evidente che gli elenchi per i masso fisioterapisti devono essere fatti ed inseriti all’interno dell’Ordine: perché non vengono istituiti e perché il Dott. Beux, presidente dell’Ordine dei TSRM – PSTRP, non vuole che vengano istituiti all’interno dell’Ordine? Anche il Presidente dell’Ordine non vuole rispettare la legge!

Il comma 541 della legge 145/2018 recita:” In relazione a quanto disposto dall’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 Dicembre 1992, n. 502, non possono essere  attivati corsi di formazione regionali per il rilascio di titoli ai fini dell’esercizio delle professioni sanitarie di cui alla legge 1 Febbraio 2006, n. 43.”

Il direttore generale del Ministero della Salute, dottoressa Rosanna Ugenti, ha inviato una nota alle Regioni (DGPROF 0018043 – P – 29/03/2019), nella quale richiama i commi della legge 145/2018 e invita al rispetto di quanto approvato, cioè di non attivare i corsi per la figura professionale del masso fisioterapista.

Alcune Regioni hanno deliberato l’attivazione di corsi per masso fisioterapista, quindi anche queste Regioni non rispettano le leggi!
Se il comune cittadino deve rispettare la legge, se tutti dobbiamo rispettare la legge, perché i funzionari ministeriali possono essere esentati dal rispettare la legge? Perché il Presidente dell’Ordine può rifiutarsi di rispettare la legge?

Ancora una considerazione: perché i deputati che hanno fortemente voluto questa legge, per sistemare migliaia di professionisti, che rischiano di perdere il posto di lavoro, non fanno rispettare quanto approvato dal Parlamento? Qui si apre la questione morale: hanno ricevuto un mandato per rappresentare, hanno chiesto e ottenuto “fiducia”, ora questa fiducia viene tradita….perché?

Nel post sul “Blog delle stelle” del 24 Dicembre 2018 l’on. Maria Lucia Lorefice scrive: “ L’emendamento in questione prevede che oltre 20 mila operatori sanitari ( come educatori professionali, masso fisioterapisti, tecnici di laboratorio), che per anni hanno esercitatola la professione dopo aver svolto corsi a norma di legge e che già operano nel servizio sanitario nazionale, da un giorno all’altro restino senza lavoro o diventino abusivi.” L’intento politico è molto chiaro in questo passaggio: impedire che persone con un titolo riconosciuto vengano escluse dal lavoro.

Perché l’on. Lorefice, più volte sollecitata ad intervenire sui “giochetti” al ministero della salute per definire i decreti attuativi, non si è attivata? Eppure il sottoscritto ha chiesto a più riprese un suo intervento, ma niente!

Inoltre l’on. Lorefice, che ricordiamo è il Presidente della XII° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, insieme al capo della segreteria politica del Ministro della Salute, dott. Marcello Spirandelli, hanno una documentazione della situazione legislativa e del settore della fisioterapia, presentata dalla Federazione Italiana Fisioterapisti.

Eppure anche in questo caso l’on. Lorefice sul blog delle stelle, sempre del 24 Dicembre 2018, all’indomani della documentazione ricevuta in occasione dell’incontro presso il suo ufficio al Parlamento dichiarava:” Mettiamo fine al caos normativo che abbiamo ereditato evitando che questa situazione di indeterminatezza per gli operatori sanitari si ripeta in futuro. Senza togliere diritti a nessuno, impediamo che 20 mila professionisti finiscano per strada…”
Ancora espressamente l’on. Lorefice cita: “Evitiamo questa assurdità, senza togliere nulla agli operatori iscritti all’albo e senza equipararli a loro. Questo lo scopo dell’emendamento inserito in manovra”.

A parte il confondere i termini, definendo “operatori” e “professionisti” sia le categorie di professionisti, interessate dall’emendamento, sia i professionisti iscritti all’albo, l’on. Lorefice aveva in mente quanto “promesso” alla dirigenza della Federazione Italiana Fisioterapisti, cioè mettere mano al riordino della fisioterapia, iniziando dall’abrogazione delle normative e di conseguenza dei profili individuati dalle leggi inserite nel D.M: Sanità 27/07/2000, per poi continuare con la chiusura delle scuole private regionali e consentire, come già avvenuto in passato, un percorso di riqualificazione, per arrivare finalmente ad eliminare tutte le criticità presenti.

E’ bastata una opposizione da parte dei rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative (AMR), per bloccare la grande voglia di “cambiamento”.

Anche in questo atteggiamento si intravede la mancanza di rispetto, verso i cittadini, verso il proprio credo politico, verso le categorie professionali, verso coloro ai quali aveva promesso impegno, determinazione, sostegno!

Credo che non ci sia cosa peggiore nella vita, soprattutto pubblica, di tradire la fiducia delle persone!

Quello che è ormai certo, riguardo alla questione decreti attuativi, è che usciranno dopo le elezioni europee, decisione voluta dal Ministro Grillo, che vede ogni giorno precipitare il consenso nei sondaggi sia per la sua gestione del dicastero, sia del M5S.

Anche questa una scelta discutibile, decisa già da tempo, cercando di evitare malumori e dissensi in quella parte dell’ormai dichiarato “establishment” delle professioni sanitarie, che non vuole assolutamente il riordino delle professioni sanitarie, ma soprattutto non vogliono che venga intaccato il potere acquisito (meglio dire “offerto gratuitamente” dalla Lorenzin).

Negli incontri con i rappresentanti politici e ministeriali ho usato due parole che, al contrario, non vengono messe in atto: adottate il “buon senso”. La politica se ne frega del buon senso, per la politica, anche per coloro che si sono presentati contro la “vecchia politica” contano i numeri e i compromessi, del buon senso non sanno che farsene.

Anche a livello ministeriale, sembra di essere di fronte ad uno stato che governa al di sotto (a volte al di sopra) dello Stato! I funzionari dovrebbero applicare la legge e invece cercano in tutti i modi di “interpretare la legge”.

Applicare con “buon senso” la legge significa dare seguito a quanto approvato dal Parlamento e immediatamente dopo, cominciare a mettere mano al riordino, nominando una Commissione di esperti (non un esercito …  come le Commissioni di albo…), sulla base delle proposte presentate e condivise; questo dovrebbe fare un movimento politico che si definisce del “cambiamento”!

A tutti noi non è sfuggito il fatto che, questo ennesimo giro di riunioni, è stato gettare polvere negli occhi al semplice scopo di perdere tempo per far slittare l’uscita dei decreti attuativi all’indomani delle elezioni europee; anche perché, come ci è stato detto in sede di incontro a tutte le associazioni di categoria, i decreti sono pronti da due mesi!
 
E’ sempre una questione di rispetto; mantenere uno stato di incertezza per poter cercare di attuare qualche giochetto a favore di qualcosa o in funzione di sistemi che devono finire di strutturarsi. E in questa “dilatazione del tempo”, di cui i ministeriali e i politici sono maestri, 20 mila professionisti non sanno quale futuro li attende, il settore professionale versa sempre nel caos e probabilmente si aspetta l’ennesima crisi di governo ( più volte ventilata), magari per non assumersi la responsabilità di completare un percorso legislativo, che dovrebbe garantire i cittadini da una parte, i professionisti dall’altra.

Sono stato aspramente criticato per i miei articoli da un rappresentante politico, al quale ho risposto con una domanda: “esiste ancora la libertà di stampa in Italia?”. La sensazione netta è che ci troviamo di fronte a persone “politicamente impreparate” ma anche impreparate nel rispettare i valori portanti della società: rispetto, dignità, impegno sociale, buon senso, coraggio di portare avanti le idee per il bene comune, tutte cose che abbiamo ereditato dai nostri nonni e genitori ma che evidentemente sono stati cancellati nella memoria di chi dovrebbe farne strumenti propri per il bene della “polis”!
 
Alessandro Falcioni
Presidente FIF

17 maggio 2019
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