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Imbuto formativo. Alcune proposte per superarlo

04 MAG - Gentile Direttore,
l’emergenza COVID-19 ha portato all’esasperazione un problema che affligge l’Italia da molto tempo: la mancanza di Medici Specialisti. Il nostro Coordinamento ha elaborato cinque punti programmatici, di immediata applicazione, che vogliono contribuire all’interno del dibattito pubblico e politico per dare una risposta concreta alla questione annosa dell’imbuto formativo. Vengono affrontate, altresì, tematiche importanti a proposito della qualità della formazione e del contratto dello Specializzando.

Queste proposte, che riteniamo urgenti, non devono essere viste come la pretesa di una classe apparentemente privilegiata, ma come un investimento a lungo termine per il Servizio Sanitario Nazionale e i cittadini tutti. I punti che proponiamo devono inoltre considerarsi la base per una vera riforma della formazione medica post Laurea che dovrà necessariamente attuarsi formando dei Tavoli di lavoro.

Il primo punto è anche l’obiettivo principale: permettere a tutti coloro che vogliono proseguire la propria formazione di poter accedere ad essa.

L’accesso con numero razionalmente programmato al CdL in Medicina e Chirurgia è necessario per la formazione di un numero di Medici commisurato alle esigenze del Paese, pertanto risulta irrazionale, anti-economico e dispersivo limitare le possibilità di formazione post Laurea come avviene attualmente.


A ciò si aggiunge che ogni anno circa 1.500 Medici emigrano dal nostro Paese sia per proseguire la propria formazione, sia per le migliori opportunità lavorative. Ancor più significativo è che questi Medici non tornano.

Negli ultimi anni l’imbuto formativo è divenuto sempre più imponente e si prevede che quest’anno, con i 25.000 candidati stimati, sarà costituito da più di 15.000 esclusi dalle Scuole di Specializzazione.

L’unico modo per risolvere questo problema, è garantire un rapporto 1:1 tra candidati e contratti di Specializzazione, cosa che quest’anno è più che mai necessaria, visto l’estremo bisogno di personale sanitario formato che si è palesato a causa dell’emergenza Covid-19; è quindi necessario uno stanziamento significativo di fondi da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca ed è ipotizzabile una compartecipazione straordinaria al finanziamento delle borse da parte del Ministero della Salute, considerando che l’aumento dei contratti di formazione avrebbe risvolti positivi sostanziali per il Sistema Sanitario Nazionale.

Al fine di garantire l’accesso a tutti i candidati, la rete formativa attuale, la cui capacità massima è di 11.500 contratti di formazione, dovrà essere ampliata sensibilmente: vanno stipulate convenzioni con tutti gli ospedali del territorio in grado di assicurare l’attività formativa degli Specializzandi, siano essi Aziende Sanitarie Pubbliche o facenti parte del Circuito Privato Convenzionato.

Ciò permette di ampliare il bacino formativo e consente agli Specializzandi di conoscere diverse realtà lavorative, in cui possono responsabilizzarsi e incrementare la propria autonomia.

La frequenza nelle strutture della rete deve essere regolamentata con programmi di rotazione, per permettere a tutti gli Specializzandi di svolgere l’esperienza sul territorio. Resta centrale la formazione erogata all’interno delle strutture universitarie.

Le attività formative devono rispettare uno standard omogeneo a livello nazionale. Tutte le Scuole devono assicurare un eguale trattamento agli Specializzandi per quanto riguarda lezioni, conseguimento delle skill ed esami.
A tal fine deve essere istituito un Organo Garante della Formazione Medica che opera su scala nazionale valutando il livello di qualità delle Scuole di Specializzazione. Il controllo sarà operato attraverso la somministrazione di questionari e tramite site visit casuali.

Il contratto dello Specializzando è carente sotto molti aspetti, in particolare sulle tutele del lavoratore e sull’autonomia professionale. Chiediamo che il lavoro del Medico in formazione sia regolamentato da un vero contratto nazionale che superi sia l’ambiguità dello specializzando studente-lavoratore, sia l’eterogeneità degli attuali contratti formazione-lavoro.

La presenza di contratti di formazione inferiore al numero di candidati porta a una condotta difensiva da parte di questi ultimi. Infatti, da una parte, i candidati decidono di rinunciare a eventuali posti cui potevano accedere perché poco attrattivi ai fini delle loro inclinazioni, dall’altra, molti Specializzandi abbandonano la Scuola a cui si sono iscritti perché non conforme alle proprie aspirazioni.

Queste situazioni sono legate in primo luogo, come anticipato, alla carenza di posti a disposizione, il che talvolta porta i candidati a fare delle scelte obbligate, in secondo alle modalità del test. È quindi necessario avviare un tavolo di lavoro sul tema.

Salvatore Mazzeo
Chi si cura di te?


Victor Attilio Campagna
ER - Ex Rappresentanti in prima linea


Livia Rinaldi
Materia Grigia - Stop imbuto formativo


04 maggio 2020
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