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Se un decreto ricaccia gli infermieri nella “subordinazione”

20 MAG - Gentile Direttore,
il 12 maggio ricorreva la giornata internazionale dell’infermiere e tutti i media ne hanno approfittato per ripetere, ancora una volta, l’ormai logoro rito di esaltazione degli “eroici professionisti”. Sono bastati due giorni perché, complice il decreto 82 del 14/5/2020 emanato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, a capo del quale siede il Professor Gaetano Manfredi, gli infermieri venissero ricacciati al livello di subordinazione e marginalità definiti dalla regolamentazione dei Regi Decreti degli anni 20 del secolo scorso; notizia questa passata nel silenzio di tutti i plaudenti al rito di cui sopra.
 
Letto il decreto, mi sono chiesto: ”ma la mano destra sa cosa fa la sinistra?”. Questo documento sembrerebbe non concordato con il Ministero della Salute, facendomi rammentare, ancora una volta, la decisone unilaterale del MIUR che il 2 dicembre 1991 pubblica il Decreto sull’istituzione dei Diplomi universitari in Scienze Infermieristiche. Ci volle la forte presa di posizione della professione tutta per modificare questa normativa ed uniformare la formazione.

 
Negli ultimi 28 anni molto è cambiato nel mondo infermieristico e nella formazione ma forse il funzionario, estensore del DM 82 del 14 maggio 2020, ed il ministro firmatario non se ne sono accorti. Rinfreschiamo un po’ la memoria. Oltre alla laurea di 1° livello, nel 2004 è stata istituita quella magistrale e successivamente il dottorato di Ricerca. Oggi in Italia sono migliaia i laureati magistrali e centinaia i dottorati. Questi ultimi lavorano nelle università come ricercatori, borsisti o assegnisti, assumendo spesso un importante ruolo a livello internazionale con riconoscimenti e pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche.
 
I Corsi di Laurea in Infermieristica rappresentano circa il 40% degli iscritti alle Facoltà di Medicina. Il SSD delle scienze infermieristiche è quello che copre la parte predominante dei CFU, 93 su 180. Nei corsi di laurea per l’insegnamento delle discipline infermieristiche, le università richiedono preferibilmente la laurea magistrale al personale docente che spesso esercita l’insegnamento senza nessuna retribuzione o con compensi irrisori.
 
Alla luce di quanto esposto, credo che il MIUR abbia il dovere istituzionale di rivedere prontamente il D.M. 82 modificando il passo incriminato .
Questo è un atto dovuto per dare il giusto riconoscimento alla professione infermieristica, professione che da sempre si fa carico dell’assistenza alle persone con grande preparazione, competenza oltre che con dedizione e sacrificio, come ampiamente e visibilmente emerso soprattutto in quest’ultima emergenza.
 
Dott. Francesco Casile
Presidente onorario Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienze
Rappresentante del settore infermieristico Comitato di Bioetica Università di Torino

 

20 maggio 2020
© Riproduzione riservata


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