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Chirurgia della mano. In Stato-Regioni il Piano per le Reti di emergenza-urgenza

di Andrea Leti Acciaro

01 FEB - Gentile Direttore,
la trasmissione alla Stato-Regioni del Piano Programmatico per l'organizzazione e la gestione dei percorsi delle Reti di Emergenza-Urgenza in chirurgia della mano e microchirurgia (amputazioni digitali, di mano e distali dell’arto superiore e lesioni complesse traumatiche di polso e mano) rappresenta non solo la risposta ad una necessaria implementazione in materia all'interno delle revisioni delle Reti Cliniche, ma dota il nostro sistema sanitario nazionale e regionale di uno strumento efficace ed efficiente in tema di risposte e finalmente moderno e di prospettiva in tema di Vision.
 
Con questo strumento l'Italia e le Regioni si dotano di un piano che le mette all'avanguardia nei modelli europei ed internazionali attivi in materia di chirurgia della mano e microchirurgia. E', in tal senso, il primo accordo formalizzato e che affronta con completezza e chiarezza il percorso nel definire a 360° l'intero panorama assistenziale sui PDTA (percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali), sulla Rete Organizzativa nazionale, fino ai piani di Formazione universitari e di Prevenzione sociali. A tal fine è stato strategico mettere in campo una sinergia di grande efficacia tra gli enti Istituzionali e tecnico-amministrativi ministeriali e regionali ed i professionisti della Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM).
 
E' un percorso che nasce da lontano ed è complicato dalle spiccate peculiarità della Chirurgia della Mano e Microchirurgia per l'alta complessità specialistica unita all'altrettanto elevata incidenza in termini numerici assoluti. L'alta complessità e specialità della materia con la conseguente organizzazione in Centri di Riferimento secondo il modello Hub and Spoke definita nel 2001 in collaborazione tra le Istituzioni e la presidenza SICM del Dr. Landi, ha da sempre mostrato il fianco al fatto che annualmente sono oltre 1 milione gli accessi nei DEA italiani per traumi al polso e mano (6% del totale degli accessi) con oltre 200.000 ricoveri, con una trasversale distribuzione per fascia di età. Dato intuibile, essendo le mani l'elemento principale non solo delle attività lavorative ma anche della nostra vita di relazione socio-culturale e di interazione e conoscenza con il mondo esterno.
 
La necessità di figure professionali con contestuali competenze plastico-ricostruttive, traumatologiche e microchirurgiche sia dell'adulto che del bambino è fondante nella governance del sistema, ma i numeri rendono imprescindibile una Rete di riferimento capillare ed organizzata per l'intero territorio nazionale almeno ogni 4 milioni di abitanti.
 
Troppo forti erano e sono ancora le differenze regionali rispetto alle necessità del caso. Alcune regioni hanno attivato centri di eccellenza e di riferimento per l’apta complessità e continuato ad implementare il sistema ma molte altre non hanno sviluppato capacità di risposta adeguate (o addirittura assenti) al sistema dell'emergenza-urgenza ed anche all'elezione. I pochi centri di riferimento ed eccellenza di II livello hanno indici di attrazione extra-regionali nella chirurgia elettiva di oltre il 68%, a dimostrazione di una migrazione territoriale che va oltre la criticità specialistica dell'urgenza.
 
Il Gruppo di lavoro è nato a fine 2018 dalla condivisione di queste criticità strutturali con l’ex Ministrtro Beatrice Lorenzin e le presidenze SICM di Bruno Battiston e Luciano Cara ed è proseguito in collaborazione all'interno del Dipartimento diretto da Andrea Urbani con il coordinamento di Andrea Piccioli. L'iter completato dalla Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa presenta, questi giorni, alla Conferenza delle Regioni e Prov. Autonome una proposta organica, volta a superare le sensibili differenza territoriali che in Italia si sono strutturate negli anni per garantire un'offerta assistenziale omogenea in termini di qualità, di equità e di accessibilità delle prestazioni in urgenza ed in elezione.
 
Alla necessità di superare, con l'aiuto dell'Accordo Istituzionale, le forti disomogeneità all'interno del territorio nazionale è stata unita l'ambizione di promuovere l'efficacia ed efficienza delle cure e delle competenze con specifici piani di formazione tecnico-professionale sia universitari che della società medico-scientifica (SICM), introducendo anche piani di promozione della Prevenzione e delle conoscenze.
 
Il documento non a caso sottolinea il ruolo di formazione teorica e pratica che il centro HUB è tenuto a promuovere e condurre sul suo territorio per la gestione decentrata delle urgenze minori della Mano. Parimenti, l’implementazione della Rete, secondo Strutture Complesse di Ecellenza ad Alta complessità di II livello e moduli direzionali o professionali per la gestione periferica della Minore complessità di I livello deve vedere la stretta e diretta collaborazione dell’Amministrazione regionale e del centro di Riferimento.
 
Quest’ultimo viene inserito nei DEA di II livello ed integrato nel modello di Rete del DM 70 ma sarà costantemente chiamato in sinergia amministrativa con la Direzione dell’Assessorato regionale alla Salute, con mission e programmazioni (spazi, risorse dedicate e innovazione) che si integrano ma certamente trascendono le pianificazioni dei dipartimenti aziendali in cui l’HUB insiste.
 
La sfida è dare una forte e organica risposta all'attuale situazione italiana a macchia di leopardo della Rete dell'Emergenza-Urgenza Mano e Microchirurgica, standardizzare i PDTA su tutto il territorio nazionale, ma anche puntare ad un sistema di Governo Clinico che sensibilizzi tutti gli attori coinvolti per poter successivamente indurre un impulso al miglioramento e puntare all'innovazione.
 
Dr Andrea Leti Acciaro
S.C. Chirurgia della Mano e Microchirurgia – AOU Policlinico di Modena
Unimore -  Master Chir Mano e Microchirurgia
Consigliere Direttivo Nazionale SICM
Componente Gruppo di Lavoro Ministeriale e redattore del documento di sintesi finale di Programmazione

01 febbraio 2021
© Riproduzione riservata

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