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Le carenze della 194 su prevenzione e interruzione terapeutica di gravidanza 

di Manlio Converti

09 GIU - Gentile Direttore,
mi permetto di entrare nella penosa polemica innescata da uomini contro la legge 194 e la Interruzione volontaria di gravidanza. La parola Volontaria, sfugge, e diventa Violenta o Vittimista. La volontà della donna viene annullata e viene supposta una sofferenza psicologica, spesso inesistente, per giustificare la propria ipocrita tesi misogina.
 
Come psichiatra oltre a ricordare che è assolutamente falsa la narrazione sulla sofferenza delle donne che chiedono l'aborto, la cui unica sofferenza è quella indotta dalle campagne di odio dei medici obiettori e dalle difficoltà a trovare in Italia medici che rispettino la legge, vorrei citare altri argomenti soprattutto sulla Interruzione terapeutica di gravidanza (ITG).
 
Intanto l'obiezione fu uno scambio politico rispetto alla obiezione militare, che oggi va rivista eliminandola definitivamente, perché una legge è una legge ed il corpo delle donne non può essere un campo di battaglia.
 

La legge poi va rivista sul tema Prevenzione e ITG.
Sul tema prevenzione si rileva ancora meglio l'ipocrisia dei professori contro la 194. Mai una parola su Preservativi e Anticoncezionali. Mai una parola contro la violenza sulle donne. Mai una parola sulle difficoltà di trovare lavoro per le donne. Mai una parola sui bisogni sociali delle donne, trasformate solo in fabbriche di uomini.
 
Sulla prevenzione, negli USA, grazie agli studi di popolazione con anagrafica LGBTI inclusiva, si è scoperto inoltre che le adolescenti LGBTI hanno più spesso gravidanze (mantenendo in proporzione ITG ed IVG) quando vivono in ambienti omofobi o transfobici che non garantiscono la loro libertà di espressione.
 
Il problema è quindi la libertà di espressione della volontà della donna, in tutte le sue sfumature.
 
Sul tema ITG la questione è più complessa. La legge attuale obbliga di fatto noi psichiatri alla attribuzione di una malattia mentale alla donna che chieda la ITG, che è quella che si richiede tra il 3° e il 6° mese in caso di grave malformazione fetale.
 
Questa parte della legge è obsoleta e andrebbe eticamente rivista ribaltando in modo realistico la prospettiva. Le donne che chiedono ITG ovviamente vogliono avere figli/e, ma sono appunto queste/i ad avere gravi malformazioni per le quali la donna, anche a scopo precauzionale, per garantire cioè future gravidanze, sceglie volontariamente l'interruzione di gravidanza.
 
Le donne eventualmente malate di mente, allo stesso modo, sulla base della legge 180, vengono garantite nel proprio diritto ad avere una prole.
 
Quindi la legge offende tutte le donne e in particolare le donne sofferenti psichiche, obbligando noi psichiatri a citare una patologia generalmente inesistente della donna, che anche se ci fosse non sarebbe ragione di ITG, dal momento che è la malformazione fetale l'unica ragione reale della ITG.
 
Una legge dovrebbe rispondere alla realtà non alle ideologie dei professori o alle loro tesi patriarcali e religiose. Siamo medici e rispondiamo alla scienza e alla realtà.
 
Si propone da varie parti il passaggio ad una ITG-Volontaria, che rappresenterebbe una rivoluzione copernicana. Con la ITG-Volontaria, la donna, saputa la malformazione fetale, sceglie volontariamente la ITG e riceve solo supporto psicologico eventuale al lutto conseguente la perdita del figli@ desiderat@.
 
Questa sarebbe una legge razionale. Qualche professore potrebbe obiettare che allora dovremmo scegliere la lista delle malformazioni fetali per le quali si abbia accesso alla ITG. Su questo tema si spera che si rimandi ai comitati etici e alla volontà, sempre alla volontà della donna, e non ai professori misogini.
 
In sintesi è il benessere della donna che va garantito:
1) con la Prevenzione, magari con la gratuità del Preservativo e percorso gratuito per l'accesso agli anticoncezionali, soprattutto per minorenni;
2) con l'Eliminazione dell'Obiezione di Coscienza (che io chiamo in-coscienza) e facilitazione dei percorsi farmacologici esistenti;
3) con la garanzia del diritto alla riproduzione per tutti/e in un contesto sanitario non misogino e non omo-transfobico;
4) con la garanzia di parti indolori;
5) con la trasformazione della ITG in ITG-Volontaria.
 
Manlio Converti
Psichiatra
AMIGAY aps


09 giugno 2021
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