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QS Edizioni - sabato 19 ottobre 2019

Cronache - Basilicata

Potenza. Le estraggono dopo 20 anni un corpo estraneo dallo stomaco. Risaliva a un vecchio intervento

immagine 18 giugno - Caso clinico eccezionale al San Carlo di Potenza: una paziente di 62 anni ricoverata con un pezzo di cute distaccato intorno all’ombelico. La gastroscopia d’urgenza rileva un tubo largo circa 2,5 centimetri e lungo circa 6 centimetri, appartenente alla PEG posizionata in un intervento subito dalla donna un ventennio prima. Inutili i tentativi di rimozione, si è proceduto con una doppia procedura endoscopico-chirurgica.
Arriva al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza con un pezzo di cute distaccato intorno all’ombelico. Sembra essere una parte di una PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea – applicazione endoscopica di una sonda, che collega lo stomaco all'esterno, attraverso la quale si somministra il cibo) posizionata circa 20 anni prima per un pregresso problema neurologico. A raccontare la vicenda è una nota dell’Aorn, che spiega come a evidenziare la presenza del corpo estraneo nello stomaco di una donna di 62 anni sia stata una gastroscopia d’urgenza. Si trattava di “un pezzo di tubo largo circa 2,5 centimetri e lungo circa 6 centimetri, appartenente alla PEG posizionata in un intervento subito dalla donna un ventennio prima”.

Inutili i tentativi di rimozione, la manovra, infatti, non è praticabile perché dopo il precedente ricovero la paziente aveva avuto una tracheostomia con restringimento della parte alta della faringe. I medici dell’Aor devo, dunque, cercare un’altra strada.

La donna viene portata in sala operatoria e assistita da due anestesisti, senza essere intubata. Angelo Sigillito, direttore della Struttura complessa interaziendale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva effettua una nuova gastroscopia che conferma la presenza del corpo estraneo e l’impossibilità di estrarlo dalla bocca. “Vista la complessità del caso, si decide di effettuare una doppia procedura endoscopico-chirurgia”, spiega l’Aorn.

“Con grande difficoltà” Sigillito riesce a intravedere nello stomaco il punto di passaggio della vecchia procedura e dall’interno passa un catetere da estrazione verso l’esterno, con il quale riesce ad afferrare il corpo estraneo, mentre il chirurgo, Giuseppe Tramutola effettua una incisione cutanea di solo 1,5 cm, grazie alla quale sotto visione endoscopica riesce ad estrarre il tubo. Dall’interno, Sigillito con 6 clips metalliche chiude ferita interna, mentre il chirurgo Tramutola sutura la cute con due punti. La paziente dopo 48 ore si è alimentata senza alcune complicanze legate alla procedura.
18 giugno 2019
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