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QS Edizioni - giovedì 30 novembre 2023

Regioni e Asl - Emilia Romagna

Emilia Romagna. Via libera al fondo per la non autosufficienza: “Sono 543 milioni, unicum in Italia”

immagine 13 settembre - Parere favorevole per la delibera della giunta. Il Fondo 2023 a disposizione sono 543 milioni di euro (grazie all’aumento di 28 mln stabilito durante l’assestamento di bilancio). La Commissione salute, dopo l’illustrazione dell’assessore Taruffi, ha dato l’ok. Il riparto per ogni singola Asl: Piacenza a 31,5 mln di euro; Parma 46,7; Reggio Emilia 52,3; Modena 71,6; Bologna 98,3; Imola 13,8; Ferrara 39,8; Romagna 121,7.
Ha avuto parere favorevole la delibera della giunta dell'Emilia-Romagna sul ‘Fondo regionale per la non autosufficienza. Programma e riparto risorse 2023’.
Il Fondo ha a disposizione, a livello regionale, 543 milioni (grazie all'aumento di 28 milioni stabilito durante l’assestamento di bilancio). Il via libera è stato dato ieri in commissione Politiche per la salute, presieduta da Ottavia Soncini, dopo l'illustrazione da parte dell'assessore al Welfare, Igor Taruffi.

Secondo la delibera questo il riparto per ogni singola Ausl: Piacenza, 31,5 milioni di euro; Parma 46,7; Reggio Emilia 52,3; Modena 71,6; Bologna 98,3; Imola 13,8; Ferrara 39,8; Romagna 121,7.

Taruffi ha rimarcato come “non tutte le Regioni hanno un Fondo per la non autosufficienza che finanzia le attività per la domiciliarità. I 543 milioni sono un unicum in Italia. Il governo stanzia poco più di 700 milioni e all’Emilia-Romagna ne spettano 60, il resto sono risorse della Regione”.

“Grazie a un percorso snello”, poi, la distribuzione delle risorse sarà più veloce. Aver reperito altri 28 milioni “rappresenta il valore dell'attenzione alle politiche sociali di questa giunta”.

Daniele Marchetti (Lega) ha affermato che “i servizi sono fondamentali e noi abbiamo garantito la massima collaborazione. Importante è il controllo di queste risorse per vedere come vengono spese. Da distretto a distretto spese differenti e va garantita una modalità elastica e non solo legata all’età. La Legge 25 del 2016 impegnava la giunta a un monitoraggio, ma se ne abbiamo visto uno è già tanto”. La Lega ha proposto la modifica alla legge regionale 23 del 2022, “per presentare il monitoraggio entro il 31 ottobre. La giunta porti i dati”.
13 settembre 2023
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