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QS Edizioni - giovedì 17 ottobre 2019

Regioni e Asl - Emilia Romagna

Distretti dell’Appennino e di San Lazzaro. Mondini e Quargnolo i nuovi direttori 

immagine 19 settembre - Eno Quargnolo, sociologo succede a Elisabetta Vecchi, a San Lazzaro, che ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età. Sandra Mondini medico con specializzazione in nefrologia, invece, prende il posto di Quargnolo al distretto dell’Appennino.
 
 
 
Due nuovi direttori, in carica dal 1° settembre, per i distretti di San Lazzaro di Savena e dell’Appennino Bolognese.
Sandra Mondini di Imola medico con specializzazione in nefrologia è un punto di riferimento per il territorio grazie alla oramai trentennale attività di Medico di Medicina Generale esercitata sempre in Appennino a Gaggio Montano e a Castel D’Aiano. Molto attiva negli ultimi anni nei progetti e percorsi inerenti la Casa della Salute e la più recente apertura dei posti letto cure intermedie. Mondini ha partecipato a missioni umanitarie in Afghanistan e in Tagikistan per le quali ha curato anche dei documentari. Impegnata nel sociale ha partecipato come relatore alla “Scuola per operatori di Pace”.
 
Questi gli impegni dichiarati da Mondini:
- continuare a portare avanti il grande lavoro di integrazione e collaborazione, già avviato, fra tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti in progetti comuni rivolti alla parte più debole e fragile della po-polazione del distretto;
- promuovere e sviluppare sempre più modelli organizzativi virtuosi sia per la normale domanda di salute dei cittadini, sia per la gestione e presa in carico multiprofessionale dei pazienti con patologie complesse, ampliando le sinergie, già esistenti in Appennino, fra territorio, ospedali e case della salute;
- garantire il più possibile a livello distrettuale autonomia e prossimità nell’erogazione dei servizi, problema questo particolarmente sentito dalla popolazione appenninica;
- avviare ulteriori iniziative di promozione della salute, coinvolgendo istituzioni, volontariato e privati su temi di particolare rilevanza quali, ad esempio, dipendenze, obesità e alimentazione.
 
Eno Quargnolo, friulano, sociologo, ha sviluppato la propria attività professionale occupandosi di qualità, formazione e innovazione nel campo dei servizi sociali. Già direttore di Distretto a Bologna è poi stato Direttore dello Staff Aziendale presso l’Azienda Usl di Bologna, e delle Attività socio-sanitarie presso l’Azienda Usl di Ravenna e, tra il 2011 e l’ottobre del 2014, Capo del Dipartimento Benessere di Comunità presso il Comune di Bologna, dirigendo al contempo il Settore Servizi Sociali. Tornato in Azienda nel 2014 come Direttore delle attività socio sanitarie del Distretto di Bologna ha poi ricoperto dal 2015 la carica di direttore del Distretto dell’Appennino.
 
Saranno 4 le linee direttrici che orienteranno il suo mandato
- consolidare l’autosufficienza territoriale (l’offerta di servizi garantita presso le sedi distrettuali) per le cure ambulatoriali specialistiche con aumento delle garanzie di prossimità per tutti i cittadini, in particolare per quelli dell’area collinare/montana;
- dare ancora maggiore impulso alle Case della Salute attraverso il coinvolgimento della Comunità locale e dei suoi rappresentati per lavorare insieme alla Comunità dei professionisti in tutti gli ambiti di assistenza e cura;
- garantire l’integrazione tra l’insieme dei servizi sanitari e quelli sociali specialmente in relazione al ritiro delle deleghe delle funzioni sociali da parte dei Comuni per non perdere il capitale culturale, organizzativo e sociale maturato in questi anni;
- consolidare i processi di cura e assistenza nell’ambito delle Cure Intermedie con valorizzazione della prossimità di cura e dell’integrazione tra servizi di cure primarie, intermedie, ospedaliere e sociali.
 
Azienda Usl di Bologna. Il suo territorio comprende 45 comuni su un’area di 3.000 chilometri quadrati circa, per una popolazione di oltre 870.000 abitanti (i residenti in Emilia Romagna sono più di 4.400.000). Il bilancio annuale supera i 1.700 milioni di euro (quasi il 20% dei circa 8.600 milioni della sanità della Regione Emilia Romagna). Al suo interno sono impegnati più di 8.200 professionisti, oltre 1.300 dei quali medici e 4.200 operatori assistenziali.
19 settembre 2019
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