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QS Edizioni - giovedì 26 maggio 2022

Regioni e Asl - Friuli Venezia Giulia

ASFO. I sindacati denunciano “atteggiamenti antisindacali”

di Endrius Salvalaggio
immagine 7 dicembre - Restano tesi i rapporti fra le OO.SS. dei dirigenti medici e la direzione dell’Azienda Occidentale Friuli Occidentale (Asfo). Le protesta vanno avanti da oltre un anno, anche con la proclamazione di uno sciopero nel luglio 2020. E alle criticità del sistema si somma, per i sindacati, l’atteggiamento ostile della Direzione. Manca, per le Oss, trasparenza e rispetto dei ruoli
“L’informazione è il presupposto per un corretto esercizio delle relazioni sindacali ed il sistema delle relazioni sindacali è lo strumento per costruire rapporti stabili tra Azienda e soggetti sindacali, per una partecipazione consapevole, per un dialogo costruttivo e trasparente, per la reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi e per prevenire e risolvere dei conflitti, come previsto dal CCNL”. Ma tutto questo manca nell’Azienda Occidentale Friuli Occidentale (Asfo), secondo quanto denunciano i dirigenti medici Aaroi, Anaao Assomed, Cimo, Anpo, Snr, Cgil, Uil, Cisl, Fvm, Fassid.

Mettendo da parte la carenza del personale e le altre criticità del sistema, nonché lo stato di agitazione proclamato recentemente dal personale del comparto sanità, il vero disappunto dei sindacati è nei confronti dell’atteggiamento che ASFO ha da tempo assunto, ovverosia il mancato rispetto del ruolo delle organizzazioni sindacali e della loro rappresentatività.

“E’ ormai prassi, nonostante tutte le nostre comunicazioni, che la direzione aziendale in modo sistemico – illustrano le otto sigle sindacali dei dirigenti medici – a poche ore prima di ogni incontro ci invii i documenti sugli accordi o regolamenti da firmare, se non addirittura in sede di concertazione, impedendoci di avere il tempo necessario di analizzarli con attenzione. L’informazione deve essere data nei tempi, nei modi e nei contenuti idonei a consentire a noi soggetti sindacali di procedere ad una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da assumere prima dell’adozione definitiva, e quindi ad esprimere osservazioni e proposte”.

“Altro tasto dolente, abbiamo chiesto più volte che le riunioni – incalzano le sigle sindacali - fra direzione aziendale e noi sindacati vengano fatte di pomeriggio e non al mattino, poiché molti di noi non possono essere presenti considerando le sale operatorie aperte, ambulatori con pazienti da visitare ecc. Ebbene, nonostante queste richieste siano legittime la direzione ASFO non sempre ne tiene conto dimostrando atteggiamenti antisindacali. Fra mille peripezie date dall’emergenza sanitaria, e dalla carenza di personale, abbiamo comunque sempre trovato il tempo e il modo di partecipare attivamente alle riunioni sindacali per incontrare una direzione sanitaria che dimostra di andare avanti per la sua strada, sapendo bene che il nostro “punto debole” è dato dal fatto che siamo medici sindacalisti che lavorano in ospedale, e non dei sindacalisti a tempo pieno che hanno il tempo di vagliare e analizzare proposte, regolamenti, e tabelle in maniera analitica in poche ore”.

L’ultimo episodio, che si è consumato recentemente fra le OO.SS. e la direzione di ASFO, riguarda la modifica del regolamento sulla libera professione. Le OO.SS. fanno sapere che la bozza di proposta era stata inviata, al mattino dello stesso giorno dell’incontro, mentre la convocazione era stata decisa un mese prima.

“Un argomento così particolare – sostengono le sigle dei dirigenti medici Aaroi, Anaao, Cimo, Anpo, Snr, Cgil, Uil, Cisl, Fvm, Fassid – doveva, a nostro avviso, essere condiviso molto prima e non lo stesso giorno della convocazione per poi sentirci dire “se avete delle osservazioni fatecele pervenire via email”, per poi non essere presi in considerazione o peggio ancora trovarsi alla firma del regolamento con una versione addirittura diversa dalla prima e che ignorava le nostre note integrative. Anche in questo caso l’Azienda ha intrapreso la relazione sindacale non come una contrattazione decentrata integrativa, bensì come una nota unilaterale dimostrando per l’ennesima volta un comportamento antisindacale”.

Endrius Salvalaggio
7 dicembre 2021
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