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QS Edizioni - domenica 22 maggio 2022

Lavoro e Professioni

Medicina generale. Siglata la nuova convenzione (ma è già scaduta). Ecco tutte le novità

immagine 20 gennaio - L’accordo è infatti relativo al biennio 2016/2018 e riguarda circa 40 mila medici di medicina generale. È stato al momento sottoscritto dal sindacato maggioritario Fimmg e dalla Cisl Medici. Tra le novità l’evoluzione del modello organizzativo attraverso l’istituzione delle AFT e il passaggio al Ruolo Unico di Assistenza Primaria. Consolidato l’incremento in quota capitaria già anticipato dal decreto emergenziale del 2020. Viene introdotto il settore della medicina penitenziaria. IL TESTO
Via libera all’Acn per la Medicina generale 2016-2018. Come anticipato ieri l’accordo è stato per ora sottoscritto dal sindacato maggioritario Fimmg e dalla Cisl Medici con la Sisac.
 
“La FIMMG firma l’ACN nella speranza che si avvii il cambiamento – dichiara Silvestro Scotti – e lancia la sfida alla politica sulla volontà di evolvere e attualizzare il ruolo del medico di medicina generale nel coordinare e garantire le cure primarie territoriali e la presa in carico dei bisogni socio-sanitari dei cittadini. Con la firma dell’ACN, FIMMG conferma e consolida i principi cardini della medicina generale: libera professione convenzionata, scelta fiduciaria, autonoma organizzazione, ed evolve il modello organizzativo attraverso l’istituzione delle AFT e il passaggio al Ruolo Unico di Assistenza Primaria. Viene salvaguardato l’intero monte compensi e consolidato l’incremento in quota capitaria già anticipato dal decreto emergenziale del 2020. Viene introdotto il settore della medicina penitenziaria”. 
 
“L’ACN 2016-2018 nasce da esigenze pre-pandemiche ma pone solide basi per andare immediatamente alla discussione dei nuovi accordi 2019-2021 e 2022-2024. Contrariamente a posizioni populiste e insostenibili di alcuni sindacati minori, la FIMMG è fermamente convinta che grazie a nuovi finanziamenti finalizzati all’organizzazione come quelli previsti dall’ultima legge di bilancio (articolo 1 comma 274) attivi dal 2022, si possa rendere la medicina generale moderna ed efficace per i cittadini e attrattiva per le nuove generazioni di medici, migliorando l’assistenza territoriale e rendendo sostenibile il SSN, equo ed universale. Questi auspicati nuovi accordi, che ci auguriamo possano essere discussi in un'unica trattativa, viste le necessità emergenziali, poiché solo in questo modo permetteranno alla medicina generale di affrontare le nuove necessità dettate dal PNRR, senza però rinunciare ai principi fondamentali di accessibilità, capillarità, scelta fiduciaria e capacità di dare risposte alla categoria e ai cittadini. Con questa firma vogliamo ribadire un punto fondamentale: l’evoluzione della Medicina Generale si fa con gli Accordi Collettivi e non con qualunque altro provvedimento.  Solo gli ACN possono rilanciare la Medicina Generale per un futuro migliore”.
 
“Fino a ieri non erano risolte definitivamente le numerose contraddizioni regionali che sembrava volessero mettere in discussione la centralità della medicina generale nelle sue funzioni fondanti. ha affermato il Nicola Paoli – Coordinatore Nazionale Cisl Medici per la Medicina Generale – che ha così proseguito: ”Nel corso degli ultimi incontri con Sisac, invece, si sono definite in primis sia la salvaguardia del diritto dei cittadini a scegliere il proprio medico, che l'autonomia organizzativa di categoria, fondamentali per il rinnovo. Dall'altra, le risorse della quota variabile non ancora erogate del 2018, mettendo da parte modelli già superati in questa fase pandemica. Agganciando il vecchio accordo con il nuovo atto d'indirizzo che non potevamo discutere fino a quando rimanevamo chiusi dall'imbuto del triennio 2016-2018. Determinante per la firma di Cisl Medici, la soluzione finanziaria che non riduce la nostra quota fissa per determinare i fondi della quota variabile, avendo trovato le risorse per determinarla nella partecipazione tramite le AFT che, insieme agli ambulatori dei medici, attueranno finalmente gli hub fondamentali per un presidio di prossimità, in particolar modo nei piccoli comuni, nelle aree interne e montane, nelle isole e nelle periferie urbane”.
 
“Ed inoltre - continua Paoli - l'accettazione, da parte di tutta la parte pubblica, di una condivisione di responsabilità sul ruolo e sulla funzione del medico di medicina generale dei prossimi anni, centrale nella sua capillarità e prossimità, senza cancellare un passato che funziona e che è motore e forza del Servizio sanitario nazionale. Funzioni prioritariamente rivolte alla prevenzione, alla domiciliarità, alla cronicità, che ci sono state affidate, già nell'accordo 2018, dalle Regioni e che non debbono essere confuse con Case di comunità o Farmacie”.
 
“Qualcuno ci dice che l'accordo era superato e che si doveva passare oltre? Non firmiamo affatto un accordo obsoleto, in perdita o “irricevibile”. Questo stallo – afferma il Dott. Paoli - era durato anche troppo, al punto che per blindare la riforma territoriale con il Pnrr si stava pensando ad una norma legislativa che superasse le nostre discussioni protratte in Sisac dal 2014; e si definisse ancora più, in maniera stringente, il nuovo atto d'indirizzo che ora, invece, possiamo affrontare come tavolo di discussione della prossima convenzione, per rispettare le scadenze imposte dall'Europa”.
 
“Con questo atto di responsabilità anche di Cisl Medici, (coordinata in Sisac da Nicola Paoli e con l'apporto in questi ultimi due anni anche di Francesco Esposito), invece, si esce dall'impasse, - conclude Paoli - si rilancia la sfida del professionismo organizzativo di matrice comunitaria, e si può tornare immediatamente al tavolo a risolvere problemi che minano la professionalità del Medico, sottraendogli tempo alla presa in cura dei cittadini, a causa dell'iperburocratizzazione certificativa di compiti impropri che spetterebbero ad altre categorie, in primis le stesse aziende sanitarie. Contando su ulteriori risorse per personale di studio, infermieristico nostro, e tecnologico digitale a disposizione dei nostri medici di medicina generale”.
 
“Un traguardo raggiunto dopo una lunga ed impegnativa trattativa e che contiene aspetti innovativi importanti per la medicina del territorio rispetto alla quale ci attendono sviluppi ulteriori anche alla luce di quanto previsto dal Piano Nazionale di Resilienza. Ringrazio le organizzazioni sindacali e la Sisac per l’importante lavoro svolto”. Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, commentando la firma dell’ACN.
 
“L’Accordo firmato – ha spiegato Davide Caparini, Presidente del Comitato di Settore Regioni – Sanità e Assessore al Bilancio della Regione Lombardia - comporta innovazioni importanti per l'assistenza territoriale, come ad esempio le forme organizzative multi professionali ed aggregazioni funzionali dei medici di medicina generale che rappresentano la base per i nuovi modelli delineati dal Pnrr. Con l’accordo si disciplina il ruolo unico che integra le funzioni del medico di assistenza primaria e di continuità assistenziale.
 
Vanno poi sottolineati – ha concluso Caparini - anche altri aspetti innovativi come la nuova procedura di contestazione, la regolamentazione dell'Assistenza negli istituti penitenziari, la sostanziale razionalizzazione e semplificazione del testo”.
  
“Oggi è stato firmato dopo anni di ritardo l’Accordo Collettivo Nazionale (Acn) per il biennio 2016-2018 per i medici di medicina generale. “Un atto dovuto che consentirà di mettere in sicurezza, anche giuridica, i medici che nonostante la vacanza contrattuale hanno dovuto lavorare in questi anni di emergenza sanitaria. Un passaggio meramente tecnico che apre una nuova fase di trattative”. Questo il commento di Francesco Esposito segretario nazionale della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu, sigla affiliata a Cisl Medici, sindacato firmatario dell’Acn, che ha voluto ribadire l’urgenza di cominciare subito con la nuova stagione di contrattazioni: “È fondamentale colmare il ritardo accumulato in questi anni di emergenza pandemica: abbiamo lavorato senza Acn, abbiamo dovuto metterci l’elmetto e stare in prima linea con compensi vergognosi e inadeguati, con accordi ponte su vaccini e tamponi, oberati da incombenze burocratiche improprie e con gli ambulatori presi di assalto dai pazienti”. 
 
“Abbiamo visto nostri colleghi ammalarsi, molti, e molti altri morire. Due anni di vera e propria trincea e di tragedie - continua il segretario Nazionale Fismu - ma per miopi interessi corporativi, siamo stati bloccati da mesi su un contratto già superato, ripeto relativo al 2016-2018, invece di cominciare a parlare di risorse, degli stanziamenti del PNRR, di urgenti riforme delle cure primarie, della continuità assistenziale, dell’emergenza-urgenza territoriale (118)”. 
 
“Oggi - conclude Esposito - si è messa la parola fine a questa malapolitica del blocco, la firma tecnica di questo Acn consente l’apertura delle nuove trattative. In quella sede speriamo ci sia più lungimiranza politica guardando ai bisogni di tutti i medici e alla tutela della salute dei cittadini, no ai ‘giochini’ delle tessere sindacali. Non sarà facile: l’atto di indirizzo ha alcune luci, tempo pieno e ruolo unico e niente fughe in avanti sulla dipendenza, ma anche molte ombre. Ma è nostro dovere fare proposte e dara battaglia. Partiamo da questa dura esperienza pandemica e dalla necessità di dare risposte alla categoria per provare ad avviare una riforma della nostra sanità pubblica. Uniti possiamo farcela, divisi prevarranno le ‘trovate’ e le privatizzazioni delle Regioni e la politica dello smantellamento del SSN”.
 
“È stato cristallizzato il principio che è la convenzione lo strumento per regolare il rapporto con i medici di medicina generale liberi professionisti - dice il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti - e sono stati ribaditi il principio che il paziente ha il diritto a scegliersi il medico di sua fiducia e ad avervi libero accesso”. 
 
“Quest’accordo, anche se relativo al periodo 2016-2018, è importantissimo per il presente e per le esigenze future dei cittadini e del Paese - aggiunge Oliveti - . È infatti un tassello importante perché costituisce il presupposto per la successiva contrattazione, che dovrà tenere conto dell’attuazione del PNRR”.
20 gennaio 2022
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