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QS Edizioni - domenica 25 ottobre 2020

Regioni e Asl - Liguria

Asl 5 Spezzina condannata per condotta antisindacale. Accolto ricorso Nursind

immagine 3 giugno - Il Nursind aveva presentato ricorso contro la decisione della Asl di autorizzare, per l’assemblea del 18 dicembre 2019, la partecipazione di una sola infermiera in servizio presso la Medicina nucleare.  Per i giudici nessuna delle ragioni presentate dalla Asl giustificano tale condotta. Il sindacato ora chiede che “l’azienda addebiti il danno economico al direttore di struttura che ha posto in essere questi provvedimenti antisindacali e contestualmente avvii a suo carico un provvedimento disciplinare”. LA SENTENZA
La Asl 5 Spezzina condannata per condotta antisindacale per avere autorizzato, per l’assemblea indetta dal Nursind il 18 dicembre 2019, la partecipazione di una sola infermiera in servizio presso la Medicina nucleare. Per i giudici del Tribunale di La Spezia, infatti, nessuna delle motivazioni avanzate dalla Asl giustifica tale condotta: le prestazioni svolte presso la UO non rientrano tra quelle non dilazionabili senza danni per le persone interessate, l’impossibilità di ricalendarizzarle in tempi brevi discende dall’organizzazione della Asl e la Asl non ha chiaramente documentato l’impossibilità di disdire la fornitura della costosa sostanza radioattiva necessaria per l’esame appena saputo dell’assemblea. E hanno quindi condannato la Asl a rifondere a Nursind le spese di lite, liquidate in 2.390,00 euro per compensi, oltre spese generali, accessori di legge e successive occorrende.

Una decisione accolta con grande soddisfazione dal sindacato: “La giustizia ci ha dato ragione. Nursind, ancora una volta, ha dimostrato che la tutela dei diritti dei lavoratori è la sua stella polare”, commenta il segretario provinciale Nursind Assunta Chiocca.

“’Finiamola con questo teatrino che stiamo solo perdendo tempo’: è stata questa la frase arrogante del Responsabile di Area Infermieristica della S.C. Medicina Nucleare di La Spezia - spiega Chiocca -. Parole di indifferenza verso i suoi stessi colleghi che sono state pronunciate in tribunale, in sede di udienza, a seguito di un’azione legale intentata dal sindacato per ristabilire un diritto negato agli infermieri”.

“Come abbiamo sempre sostenuto – continua Chiocca – è stato più volte e illegittimamente impedito agli infermieri di partecipare alle assemblee sindacali retribuite, ledendone i diritti. Queste assemblee erano state indette per tutto il personale tecnico, infermieristico e di supporto (OSS) per discutere alcuni problemi derivanti dall’avvio di una nuova attività in medicina nucleare (l’utilizzo del radiofarmaco lutezio), che implicava condizioni di sicurezza ambientali, professionali e personali. Proprio per tale ragione i lavoratori avevano tutto il diritto di ricevere informazioni corrette e complete. Un diritto che è stato appunto negato”.


Il direttore della S.C di Medicina Nucleare, evidenzia il sindacato, “aveva imposto una serie di atti e ordini di servizio volti a negare la partecipazione alle assemblee solo agli infermieri. Un comportamento che costituisce la chiara violazione di un diritto del lavoratore oltreché un tentativo di delegittimare il nostro sindacato”. “Bene quindi che il ‘teatrino’, per citare le parole del Responsabile di Area - evidenzia la sindacalista - si sia concluso con la vittoria del Nursind e degli infermieri, come ha stabilito il tribunale di La Spezia. La sentenza (la n.1551/2020 del 31/05/2020) parla chiaro: il giudice ha accolto in pieno le nostre richieste e condannato il datore di lavoro al pagamento delle spese di lite”.

“Quello che ci aspettiamo adesso - conclude Chiocca - è che l’azienda addebiti il danno economico al direttore di struttura che ha posto in essere questi provvedimenti antisindacali e contestualmente avvii a suo carico un provvedimento disciplinare”.
3 giugno 2020
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