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QS Edizioni - lunedì 19 agosto 2019

Regioni e Asl - Piemonte

Nuovo ospedale di Verduno. Cirio: “Lo apriremo nel primo semestre del 2020, non abbiamo più scuse”

immagine 24 giugno - “La gente aspetta da 20 anni, oggi scuse non ne abbiamo più. Per questo il giorno in cui lo apriremo non faremo nessuna inaugurazione, metteremo fuori solo un cartello con scritto ‘scusate il ritardo’”. Così il neo governatore in visita al cantiere della nuova struttura ospedaliera di Langhe e Roero. Icardi: “Dovrà essere un’eccellenza e non la semplice somma degli ospedali di Alba e Bra”
“Su questo ospedale, che la gente aspetta da 20 anni, oggi scuse non ne abbiamo più. Per questo il giorno in cui lo apriremo non faremo nessuna inaugurazione, metteremo fuori solo un cartello con scritto “scusate il ritardo”. Di annunci sulle aperture ne sono stati fatti tanti e io credo nella buona fede. Ma adesso non abbiamo più alibi, perché da questo territorio non arriva solo il nuovo presidente della Regione, ma anche il suo assessore alla sanità. Per cui apriremo il nuovo ospedale di Verduno entro il primo semestre del 2020 e sarà una struttura d’eccellenza che si accompagnerà alle altre che il Piemonte già possiede e che, soprattutto, risponderà alla prima esigenza che i cittadini ci pongono, il diritto alla salute”. 
 
È quanto ha annunciato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che con l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi hanno visitato il cantiere dell’ospedale di Verduno (Cn), intervenendo all’Assemblea generale dei soci della Fondazione per la costruzione della nuova struttura ospedaliera di Langhe e Roero.
 
“In tempi non sospetti 20 anni fa, quando non si parlava di accorpamento, i sindaci di questo territorio hanno avuto la lungimiranza di sacrificare il proprio campanile per avere un solo ospedale più grande e di livello. Poi è nata la Fondazione nuovo ospedale Alba e Bra, che rappresenta un esempio di sussidiarietà che non ha pari in Italia – ha sottolineato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi – Questa struttura dovrà essere un’eccellenza, come previsto nel progetto iniziale, non la semplice somma degli ospedali di Alba e Bra. E dovrà avere contenuti e tecnologie di altissima qualità, degne del nome che vogliamo darle: ‘Michele e Pietro Ferrero’. Non so se riusciremo a toccare quelle punte d’eccellenza, ma faremo del nostro meglio per avvicinarci”.
 
In primo piano anche il problema dei collegamenti verso il nuovo ospedale. “Le risorse per completare la strada non sono state mai stanziate, perché collegate alle opere di completamento dell’Asti-Cuneo – ha spiegato il presidente Cirio – io però sono tra coloro che hanno fiducia sulla partenza dei cantieri dell’autostrada entro l’estate e i primi di luglio incontrerò a Roma il ministro Toninelli, che mi ha dato già rassicurazioni in questo senso. Completeremo il nuovo ospedale e anche la strada per arrivarci. Predisporremo delle navette di collegamento da Alba e Bra ogni mezz’ora. E localmente manterremo dei presidi sanitari di base: piccole “città della salute” per servizi amministrativi e ambulatoriali, come ad esempio il prelievo del sangue”.
 
Serve anche un piano del traffico, ha aggiunto l’assessore Icardi: “La Regione sta già lavorando alla sincronizzazione delle navette del servizio pubblico, ma serve che facciano altrettanto anche i privati e i Comuni, perché non possiamo permetterci che ambulanze con a bordo patologie tempo-dipendenti rimangano bloccate nel traffico. Sarebbe una cosa gravissima”.
24 giugno 2019
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