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QS Edizioni - mercoledì 16 ottobre 2019

Grillo: “Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre il divario in sanità fra Nord e Sud”

immagine 12 luglio - Vent’anni fa il primo trapianto di fegato in Sicilia ha segnato l’inizio di un’inversione di tendenza nei “viaggi della speranza” per andare a curarsi nelle regioni del nord o all’estero con un aggravio di sofferenza umana ed economica per i pazienti e le famiglie. Questo l’aspetto evidenziato nel messaggio del ministro della Salute, Giulia Grillo, in occasione della ricorrenza.

“A marzo ho visitato l’Ismett – afferma Grillo nelle dichiarazioni rilanciate dall’ufficio stampa dell’Istituto -, ho parlato con i pazienti e verificato la qualità delle cure e della struttura. In questi primi 20 anni, sono stati avviati i programmi di trapianto di tutti gli organi solidi (fegato, cuore, rene, polmone e pancreas), con la riduzione drastica del numero di siciliani che partono per sottoporsi a un trapianto. Sono però consapevole che abbiamo la necessità di fare crescere l’attività di donazione e trapianto anche negli altri centri della Regione, così come è assolutamente fondamentale l’obiettivo di far calare la percentuale di opposizioni al prelievo degli organi, che nel 2018 in Sicilia si è attestata sopra il 47%, contro una media nazionale del 29,9%. Un divario che può e deve ridursi promuovendo una più diffusa cultura della donazione, implementando le rianimazioni e rafforzando la fiducia dei cittadini”.

“Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre il divario in sanità fra Nord e Sud, attraverso la promozione nelle regioni di programmi di ricerca traslazionale e delle più innovative tecnologie. Un obiettivo – conclude il ministro - raggiungibile anche attraverso la creazione di centri di ricerca specializzati come il nascente cluster Ismett-Ri.MED”.
12 luglio 2019
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