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QS Edizioni - venerdì 30 ottobre 2020

Regioni e Asl

Contratto sanità privata. Lazio stanzia il 50% dei fondi per il rinnovo. Soddisfazione Aris e Aiop. Cgil Cisl Uil: “Ora la firma”

immagine 16 settembre - La delibera del Lazio, recependo quanto disposto dalla Conferenza delle Regioni, provvede al riconoscimento della quota spettante alla Regione per il rinnovo contrattuale. Bellomo (Aris Lazio) e Faroni (Aiop Lazio): “Un atto di responsabilità che ci auguriamo sia di stimolo alle altre Regioni”. Per Bellomo“è ragionevole prevedere che prima della fine del mese sia convocato il Consiglio Nazionale dell’Aris, con all’odg la ratifica del Ccnl”. Intanto il personale è sceso in piazza: “Ora Aris e Aiop non hanno più scuse”.
La giunta regionale del Lazio ha approvato ieri la delibera che, recependo quanto disposto dalla Conferenza delle Regioni, provvede al riconoscimento della quota spettante al Lazio in ordine al rinnovo contrattuale del personale dipendente della sanità privata. La delibera, spiega una nota della Regione diramata nel pomeriggio di ieri, si muove all’interno del perimetro del fondo sanitario regionale e riconosce il 50% degli oneri incrementali del personale dipendente sostenuto dalla sanità privata accreditata. Prevede inoltre che l’integrazione è disposta in via straordinaria nelle more dell’adeguamento delle tariffe a livello nazionale e con procedure certificate.

“Nel Lazio stiamo parlando di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e a livello nazionale di centinaia di migliaia. Non è possibile avere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B soprattutto se si parla della cura e dei bisogni assistenziali delle persone”, commenta nella nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che esprime l’auspicio che “a questo punto venga velocemente firmato l’accordo nazionale fermo da molti anni”.
 
L’atto della Regione è accolgo con soddisfazione da Aris e Aiop Lazio. “Ci auguriamo - commentano Michele Bellomo, Presidente di ARIS-Lazio e Gessyca Faroni, Presidente di Aiop-Lazio  - che con questo atto di responsabilità, frutto di un costante e sereno confronto con l’Assessore D’Amato, la Regione Lazio sia di stimolo anche per quelle regioni che ancora non hanno aderito alle disposizioni in questione, affinchè si assumano la loro responsabilità, soprattutto nei confronti del nostro personale, ingiustamente penalizzato da ritardi ingiustificati”.

“Come confermato a livello nazionale – ha concluso Bellomo – l’ARIS è pronta a fare la sua parte. Aris Lazio ha già confermato la propria disponibilità a ratificare il contratto. E’ ragionevole prevedere che prima della fine del mese sia convocato il Consiglio Nazionale dell’Associazione, con all’odg la ratifica del ccnl.”

Anche i segretari Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, chiedono che si proceda alla firma definitiva del contratto: “Aris e Aiop non hanno più scuse”, spiegano in una nota diramata alla vigilia dello sciopero nazionale, in corso oggi per sollecitare i vertici dell’ospedalità privata a concludere l’iter.

Ma per i sindacalisti del Lazio c’è da fare anche di più. “Il sistema sanitario - dichiarano ancora nella nota - deve rifondarsi su un maggior peso del pubblico, sia come diretto erogatore di servizi che come regolatore di chi opera in accreditamento, contribuendo a dare ai cittadini servizi pubblici di qualità. Finché i privati gestiscono una parte importante di servizi alla salute, il profitto, come sempre diciamo, non deve prevaricare sui diritti dei cittadini e dei lavoratori. Il contratto va firmato: basta retromarce, minacce e vigliaccherie a scapito dei lavoratori. La garanzia della copertura dei costi del rinnovo per metà a carico del pubblico, in attesa della revisione delle tariffe a livello nazionale, è già un riconoscimento importante del loro ruolo all’interno del sistema sanitario”.

“Mangiare anche le “bucce”, e spolpare ulteriormente il sistema, senza garantire quel che è dovuto e sacrosanto a chi rende materialmente possibili i loro profitti, è un atto inqualificabile, da padroni della peggior specie”, concludono Cenciarelli, Chierchia e Bernardini.
16 settembre 2020
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