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QS Edizioni - venerdì 30 ottobre 2020

Regioni e Asl

Insediato gruppo di lavoro su famiglia in Commissione Sanità

immagine 18 settembre - Obiettivo esaminare il corpus legislativo in materia e lavorare a nuove proposte. Per l’assessore Caucino lo “scoglio da superare” sarebbe la “anomalia” Torino, dal momento che: “il 50% delle prestazioni di lungoassistenza sia a carico delle Asl per la componente sanitaria e il restante 50%, la componente sociale, sia coperto in tutto o in parte dal Fondo nazionale che, al contrario, nel resto del territorio copre il 100% della prestazione”
Un gruppo di lavoro sulle tematiche legate alla famiglia, per esaminare il corpus legislativo piemontese in materia e lavorare a nuove proposte in grado di soddisfare le esigenze delle famiglie.

La proposta di istituirlo all’interno della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, è stata avanzata dal gruppo dei Moderati di Palazzo Lascaris ed è stata accolta all’unanimità dai commissari che hanno condiviso la necessità di offrire sostegno, non tanto attraverso forme di assistenzialismo quanto con agevolazioni e servizi.

Nella stessa riunione di Commissione, inoltre è stato discusso il tema del Piano regionale per la non autosufficienza per il triennio 2019-2021.

L’assessore al Welfare Chiara Caucino ha rimarcato che “lo scoglio da superare è il fatto che Torino rappresenta una sorta di anomalia” dal momento che per il capoluogo è previsto “che il 50% delle prestazioni di lungoassistenza sia a carico delle Asl per la componente sanitaria e il restante 50%, la componente sociale, sia coperto in tutto o in parte dal Fondo nazionale che, al contrario, nel resto del territorio copre il 100% della prestazione”.

L’assessore ha spiegato che si tratterebbe, dunque, di abrogare le due delibere che hanno stabilito questi parametri “per eliminare la quota sanitaria e sottoporre tutte le prestazioni domiciliari a valutazione Isee”.

Per il Pd “prima di sopprimere le due delibere è necessario delineare quale scenario ci troveremmo ad affrontare”, mentre per Luv “la valutazione sociale dovrebbe essere successiva a quella clinica”.
18 settembre 2020
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