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QS Edizioni - giovedì 11 agosto 2022

Scienza e Farmaci

Cosa aspettarci dalla variante Omicron 5. Pregliasco: “Eravamo in allerta per l’autunno ma questa variante ci ha sorpreso. E questa estate usiamo le mascherine come fossero occhiali da sole”

immagine 22 giugno - “La variante Omicron 5, che è più diffusiva, può determinare un andamento ondulante anche anticipato, cioè con un incremento, una discesa e probabilmente con un’ulteriore risalita questo inverno. Per quanto riguarda l’estate non abbassiamo troppo la guardia, usiamo le mascherine come se fossero occhiali da sole, soprattutto per le persone fragili o per i caregiver che difendendosi, difendono anche i propri familiari”, spiega il direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi sul sito web del Gruppo San Donato.

“Eravamo già in pre allerta per un rialzo dei contagi in autunno, ma la presenza di questa nuova variante Omicron BA.5 ci ha sorpreso”, a aprlare è il prof. Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, oltre che Professore associato di Igiene Generale e Applicata presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. 

“Questo virus – sottolinea Pregliasco sul sito web del Gruppo San Donato - presenta una contagiosità estrema, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, con un R0 che oscilla tra i 15 e i 17: basti pensare che la variante Wuhan aveva un R0 di 2.5, mentre la Delta di 7!. Questi valori rappresentano il numero medio di casi secondari rispetto a un caso indice, quindi valori che la rendono molto più temibile (una persona può contagiarne altre 15 o 17)”.

“L’insorgenza di questa variante, un po’ più benevola, ma non troppo (errore considerarla come una semplice influenza!) – prosegue Pregliasco - è un virus ‘adattato’ che si replica nelle prime vie aeree, sviluppandosi poi in raffreddore, cefalea e anche qualche caso di dissenteria, con esiti di malattia però inferiori. Questo perché la maggior parte della popolazione si è vaccinata oppure si è ammalata o ancora si è vaccinata e ammalata e guarita. Quindi un background di risposte immunitarie che, spesso e volentieri, non hanno impedito l’infezione, bensì hanno garantito un decorso più banale”.

“In questa variante, al momento, è possibile individuare un elemento di rischio nel prossimo futuro, dovuto senz’altro a un incremento fisiologico che, negli ultimi tempi, ha portato a un ritorno alla ‘vita normale’ più concreto grazie alle vaccinazioni, con meno restrizioni, meno utilizzo di mascherine, ma, di conseguenza, con una maggiore esposizione al contagio, elemento importante di cui bisogna sempre tenere conto”, aggiunge il professore. 

“La variante Omicron 5, che è più diffusiva, può determinare un andamento ondulante anche anticipato, cioè con un incremento, una discesa e probabilmente con un’ulteriore risalita questo inverno. Il virus, così com’è nato – sottolinea ancora Pregliasco - non segue una linea ‘intelligente’, ma sono variazioni che prendono piede a seconda delle caratteristiche migliorative dal punto di vista del virus, per la sua capacità diffusiva”.

 “La buona notizia è che, secondo un recente studio, nell’Omicron 5, il Long Covid è presente, ma in percentuali minori rispetto alle altre varianti - continua l’esperto -.  Il vero problema è che, con tanti casi, il risultato finale potrebbe essere meno in termini percentuali, ma più elevato in termini di casi assoluti. Questo è quello a cui dovremmo far fronte in futuro, perché il covid non è solamente la malattia nelle fasi acute e gravi, con i sintomi parainfluenzali, ma anche e soprattutto gli strascichi, come tutte le infezioni”.

“Ritengo che gli ultraottantenni debbano assolutamente procedere con la quarta dose di richiamo per dare un rinforzo in più alla risposta immunitaria e alle cellule T della memoria. 

Presumibilmente il prossimo autunno, saranno disponibili vaccini per la variante Omicron, utilizzando come base l’ultimo virus, e sarà prospettata con molta probabilità anche una campagna vaccinale simile a quella dell’influenza, con una proposta di richiamo per tutti, ma che sia più stringente per i fragili”, suggerisce Pregliasco.

“Per quanto riguarda l’estate, ovviamente, non abbassiamo troppo la guardia, usiamo le mascherine come se fossero occhiali da sole, soprattutto per le persone fragili o per i caregiver che difendendosi, difendono anche i propri familiari. È fondamentale, per la convivenza - conclude Pregliasco - utilizzare i nuovi farmaci virali, in collaborazione con il proprio Medico di Medicina Generale che può prescriverli e somministrarli soprattutto ai soggetti fragili, al fine di ridurre e contrastare le forme più gravi della malattia”.

22 giugno 2022
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