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QS Edizioni - domenica 7 marzo 2021

Studi e Analisi

Ma perché dovrei farmi vaccinare con un vaccino che nel 40% dei casi non funziona?

immagine 2 febbraio - La domanda è legittima, visto che l’ultimo arrivato, quello di AstraZeneca, mostra una efficacia che non supera il 60% contro il 95% dimostrato dai vaccini di Pfizer e Moderna. Di fronte a questi dati penso che non possano reggere né le clausole contrattuali, che ci obbligherebbero ad acquistarli dopo averli opzionati, né quelle sul prezzo, che vedono sì l’estrema convenienza del vaccino britannico ma a fronte di una efficacia del 58% inferiore a quella dei competitor
Ma perché mai dovremmo accettare di essere vaccinati con il vaccino di AstraZeneca la cui efficacia, sin qui accertata, non supera il 60% quando abbiamo altri due vaccini che garantiscono il 95% di copertura?
 
La domanda è tutt’altro che peregrina e infatti se la cominciano a fare in molti tra coloro che, non essendo medici o sanitari e neanche ultra 80enni, (categorie per le quali il problema non si pone o perché in gran parte già vaccinate con Moderna e Pfizer, oppure in via di vaccinazione con i vaccini più performanti), temono di rientrare tra coloro che avranno in proposta AstraZeneca.
 
Tra questi, certamente, gli under 55, il limite di età sopra il quale è la stessa Aifa a non raccomandarne l'uso. E, questa la novità di stamattina (vedi parere del CTS di Aifa pubblicato solo oggi), anche coloro che di anni ne hanno più di 55 ma che, per loro fortuna, non hanno particolari acciacchi o malattie croniche che li rendano più “fragili” in caso di infezione da Coronavirus.
 
E a porsela non sono solo comuni cittadini ma anche alcuni scienziati che, giustamente, si chiedono perché mai dovremmo acquistare milioni di dosi di un vaccino che sembra “non” funzionare nel 40% dei casi quando sul mercato ve ne sono già altri due che “non” funzionano solo nel 5% dei casi?
 
Si dirà, “ormai li abbiamo opzionati e ci tocca acquistarli”. Ne siamo proprio sicuri? Mi chiedo e chiedo: al di là del contratto che l’Europa e noi abbiamo firmato con AstraZeneca, vi pare normale che l’acquisto resti vincolante anche dopo aver scoperto che la “macchina” che abbiamo opzionato non ha le performance attese?
 
Si dirà ancora: “Ma questo vaccino costa meno di 2 euro, contro i 12 e i 15, rispettivamente di Pfizer e Moderna”. A chi pone questa questione penso si possa tranquillamente rispondere: “Vaglielo tu a spiegare al cittadino cui sarà dato il vaccino meno performante che alla fine è una questione di prezzo”.
 
Mi si dirà, infine, che comunque per le persone giovani e per quelle non più tali ma in salute, la copertura al 60% dall'infezione è sempre meglio che niente anche perché costoro, in caso di contagio, rischiano molto meno delle persone anziane o con altre malattie pregresse.
 
Ma in ogni caso non mi stupirei che, giustamente, saranno in molti, al momento di firmare il loro consenso alla vaccinazione Covid, a dire di no quando gli si dirà che a loro è toccato il vaccino meno efficace, pretedendo, giustamente, di essere immunizzati con quello che funziona meglio.
 
Cesare Fassari
 
Post scriptum: oggi, 23 febbraio, il ministero della Salute ha diramato una circolare con la quale, recependo un nuovo parere del Comitato tecnico scientifico di Aifa, stabilisce che il vaccino AstraZeneca può essere offerto fino ai 65 anni (coorte 1956) compresi i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19 senza quella connotazione di gravità riportata per le persone definite estremamente vulnerabili”. Per la cronaca io sono della classe 1956 e, fortunatamente, non rientro tra le persone estremamente vulnerabili e quindi sarò vaccinato con AstraZeneca.
2 febbraio 2021
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