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QS Edizioni - lunedì 1 giugno 2020

Lavoro e Professioni - Toscana

Coronavirus. Sindacati medici e dirigenza sanitaria della Toscana chiedono tamponi per tutti gli operatori e i pazienti ricoverati

immagine 17 marzo - In una lettera aperta al presidente della Regione Enrico Rossi, i sindacati Anaao Assomed, Cimo, Aaroi Emac, Fassid, Fesmed, Cgil Fp Medici, Cisl Medici, Fvm, Anpo Ascoti Fials e Uil Fpl Medici, invitano ad abbandonare qualsiasi scelta amministrativa assunta secondo logiche di burocrazia e di risparmio piuttosto che sulla base di una efficace strategia e denunciano importanti lacune organizzative del Ssr
Tamponi per tutti, dal personale sanitario ai pazienti ricoverati che, fino a risposta negativa, dovranno essere gestiti come sospetti attraverso l’assegnazione di camere di degenza singole con previsione di adeguata protezione per il personale di assistenza.
 
E ancora, distribuzione di Dispositivi di protezione di documentata efficacia e attuazione di politiche volte ad individuare una riserva di professionisti salvaguardati mettendo a riposo per gruppi a rotazione quelli delle specialistiche non di prima linea che possono costituire un ricambio strategico in caso di diffusione del virus negli ospedali.
 
Ma anche che la Toscana, che opera sul fronte dei risarcimenti per errore medico in modalità di autoassicurazione, si assuma in pieno la responsabilità di assegnare a servizi specialistici non di competenza professionisti di altre branche professionali. E per tali professionisti la Regione dovrà specificare, negli eventuali ordini di servizio che si rendessero necessari, l’esplicita rinuncia alla rivalsa in caso di eventi giudicati colposi nell’esercizio di prestazioni emergenziali non attinenti alla propria disciplina.
 
Sono queste solo le principali richieste che l’Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria (Anaao Assomed, Cimo, Aaroi Emac, Fassid, Fesmed, Cgil Fp Medici, Cisl Medici, Fvm, Anpo Ascoti Fials e Uil Fpl Medici) ha inviato in una lettera aperta al Governatore della Toscana Enrico Rossi. Richieste alle quali non si può evadere: perché la tenuta degli ospedali toscani è a rischio.
 
Per cui invitano la Regione ad abbandonare qualsiasi scelta amministrativa che possa essere assunta “secondo logiche di burocrazia e di risparmio piuttosto che sulla base di una efficace strategia volta al contenimento dell’epidemia in atto”.
 
Ecco la lettera aperta dei segretari regionali dell’Intersindacale medica veterinaria e sanitaria della regione Toscana al Presidente Enrico Rossi
“In attesa dell’imminente picco epidemico i sindacati dei medici, veterinari e dirigenti sanitari chiedono provvedimenti immediati a tutela della salute degli ospedali e degli operatori, finalizzati al contenimento dell’epidemia.
Di fronte al picco massimo di trasmissione dell’infezione da COVID 19 le Segreterie Regionali dell’Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria osservano con forte preoccupazione importanti lacune organizzative che investono il sistema sanitario regionale che poggia la sua capacità di tenuta sui professionisti impegnati in prima linea a cui non possono essere negate le tutele minime di sicurezza.
 
Oggi è necessario abbandonare qualsiasi scelta amministrativa che possa essere assunta secondo logiche di burocrazia e di risparmio piuttosto che sulla base di una efficace strategia volta al contenimento dell’epidemia in atto.
 
Come ha chiarito, in termini di inoppugnabile ragionamento scientifico, anche il Prof Romagnani, considerato l’elevata percentuale di asintomatici e tenuto conto che i rischi di maggiore diffusione si verificano in ambito ospedaliero dove i mancati o non tempestivi controlli sul personale, l’assenza di politiche legate ad una turnazione dei riposi volta a garantire una riserva di personale preservata, le indicazioni a non eseguire il tampone ai pazienti che si ricoverano per altre patologie, rischia di creare le condizioni di un default del sistema ospedaliero e una diffusione difficilmente controllabile del virus.

Si chiede:
 
Che ogni ospedale si faccia carico di eseguire i tamponi ai proprio dipendenti anche se sviluppano sintomi a domicilio istituendo un percorso dedicato con chiare e univoche istruzioni (comprensive di numeri di riferimento dedicati) come da loro compito (Dlgs 81/2008).
 
Che a tutti i pazienti per cui si renda necessario un ricovero venga eseguito un tampone nasofaringeo per la ricerca del COVID 19 con successiva monitorizzazione clinica e di laboratorio. Fino a risposta negativa, dovranno essere gestiti come sospetti attraverso l’assegnazione di camere di degenza singole con previsione di adeguata protezione per il personale di assistenza.
 
Che vengano messi in atto tutti gli sforzi possibili per l’acquisto e la distribuzione di Dispositivi di protezione di documentata efficacia in modo da garantire la salute della popolazione più sensibile: quella sanitaria.
 
Che vengano poste in atto politiche volte ad individuare una riserva di professionisti salvaguardati mettendo a riposo per gruppi a rotazione quelli delle specialistiche non di prima linea che possono costituire un ricambio strategico in caso di diffusione del virus negli ospedali. Che tali professionisti siano riconosciuti di fatto in servizio a disposizione delle Aziende. Il lavoro agile per la parte amministrativa è un elemento utile, la gestione oculata della risorsa sanitaria è indispensabile.
 
Che la Regione Toscana, che opera sul fronte dei risarcimenti per errore medico in modalità di autoassicurazione, si assuma in pieno la responsabilità di assegnare a servizi specialistici non di competenza professionisti di altre branche professionali. Appare chiaro che per tali professionisti la Regione dovrà specificare, negli eventuali ordini di servizio che si rendessero necessari, l’esplicita rinuncia alla rivalsa in caso di eventi giudicati colposi nell’esercizio di prestazioni emergenziali non attinenti alla propria disciplina.
 
Stiamo tutti facendo il nostro dovere e pronti a fare di più, ma avere spalle coperte è il minimo che si debba garantire”.
17 marzo 2020
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