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QS Edizioni - domenica 16 maggio 2021

Regioni e Asl - Umbria

Covid. Umbria, i servizi per l’infanzia restano chiusi. Consiglio di Stato ribalta decreto Tar

immagine 16 febbraio - Su ricorso della Regione, il Consiglio di Stato, riformando il pronunciamento del Tar, ha ripristinato la chiusura dei servizi socio educativi per l’infanzia sino al 21 febbraio nella provincia di Perugia, ad Amelia e San Venanzo. I giudici evidenziano come la stessa cabina di regia nazionale avesse raccomandato misure restrittive, estensibili alla scuola per l’infanzia e ai nidi, in considerazione dell’aumento di contagi della “variante inglese” tra bambini e adolescenti. Quanto ai disagi per le famiglie, è stato “largamente mitigato se non del tutto eliminato” dal bonus baby sitting. IL DECRETO
Il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore del ricorso proposto dalla Regione Umbria e ha riformato il decreto cautelare del Tar dell’Umbria confermando la chiusura di tutti i servizi, pubblici e privati, socio educativi per l’infanzia (0-6 anni) nella Provincia di Perugia e nei comuni di Amelia e San Venanzo fino al 21 febbraio, come previsto dall’ordinanza 14 del 6 febbraio scorso.

Il Consiglio di Stato afferma, in sintesi, che in merito alla salute pubblica è consentita l’adozione di misure regionali restrittive, che vi era l’esigenza, evidenziata dalla cabina di regia nazionale, di rafforzare tali misure nelle zone più a rischio per la presenza comprovata di varianti del virus, che le tali misure individuate dalla Regione sono adeguate alle esigenze e nella direzione della “assoluta necessaria precauzione rispetto al contagio e alla necessità di non interrompere il piano vaccinale”,  nonché in considerazione che le conseguenze sulla sfera lavorativa per le famiglie sono, come si legge, “largamente mitigate se non del tutto eliminate per effetto del sostegno economico riconosciuto alle famiglie interessate per l’accudimento dei figli” (cosi detto bonus baby sitter della Regione Umbria).
16 febbraio 2021
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