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I posti letto di terapia intensiva: poche regole e poche verifiche

14 DIC - Gentile Direttore,
ieri su QS è stata prontamente riportata la notizia della risposta ad una interrogazione del sottosegretario Costa in commissione Affari sociali ad un’interrogazione a prima firma Elena Carnevali del Pd che chiedeva di fare chiarezza sull'effettivo numero di posti letti in terapia intensiva all'interno della rete ospedaliera della Regione Marche.
 
La interrogazione in estrema sintesi sollevava la questione dei troppi posti letto di terapia intensiva comunicati dalla Regione Marche al Ministero e all’Agenas ai fini del calcolo dell’indice di occupazione di quei posti letto da parte dei pazienti Covid. Quello della esigenza di una chiarezza nei criteri di  calcolo del numero di questi posti letto era stato posto da me qui su QS anche di recente. Finalmente la risposta alla interrogazione fornisce alcuni elementi di chiarezza.
 
Il primo elemento di chiarezza riguarda i criteri di calcolo dei posti letto (finora nei documenti ufficiali mai esplicitati con altrettanta chiarezza). Due erano già noti:
 
- il riferimento per il calcolo è il decreto-legge n. 105 del 23 luglio 2021 in base al quale le Regioni comunicavano i loro posti letto di terapia intensiva attivi al momento;
 
- il decreto prevede la possibilità di aggiornare i dati con cadenza mensile sulla base di posti letto aggiuntivi che non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività.
 
Poi nella sua risposta il Sottosegretario aggiunge che ai soli fini di monitoraggio delle potenzialità di risposta dei servizi ospedalieri, il sistema informativo rileva altresì il numero di posti letto di terapia intensiva attivabili in breve arco di tempo, ma con tempi di attivazione superiori alle 24-48 ore. Questo elemento è nuovo e non è ricavabile né dal decreto, né dalla didascalia e dalle note della Tabella quotidiana dell’Agenas sui posti letto, che parla solo di dati comunicati al Ministero.
 
Indirettamente questo “nuovo” criterio di calcolo dei posti letto attivabili (ripeto: mai ufficializzato per quel che mi risulta) introduce per logica un nuovo criterio anche per i posti letto attivi, in cui possono essere inclusi anche quelli attivabili in 24-48 ore, sempre (aggiungo io) a patti di non comportare la riduzione di altre attività ospedaliere e di non incidere sui posti letto destinati ad altre attività.
 
Bene. Adesso rivediamo e poi commentiamo i dati della Regione Marche che partita con 209 posti letto comunicati il 30 luglio alla data dell'8 dicembre 2021 ha comunicato un totale di 250 posti letto attivi più 52 posti letto attivabili. Ricordiamoci prima del commento le regole: i posti letto da comunicare come attivi sono quelli già operativi o potenzialmente operativi entro 24-48 ore (aggiungiamo: a patto di non incidere sulle altre attività). Quelli attivabili sono sempre posti di terapia intensiva (aggiungiamo: in spazi a norma e con tecnologie idonee), ma che richiedono più di 24-48 ore per l’attivazione.
 
Il commento ai dati delle Marche. Le Marche partono a fine luglio con 209 posti letto rispetto ai 115 della pandemia, di cui 42 in una Fiera attrezzata a Covid Hospital (il modello Bertolaso per intenderci) e 48 in un ospedale che prima della pandemia di posti letto di terapia intensiva ne aveva 7 e poi coi fondi dedicati ne ha aggiunti 41 nuovi. Ma è possibile immaginare che con poco più personale rispetto a prima della pandemia la Regione Marche fosse in grado a luglio di riaprire entro due giorni il Covid Hospital che ha impiegato settimane per diventare operativo nella seconda ondata e di moltiplicare per sette in due giorni l’operatività della terapia intensiva di un ospedale peraltro eroico nella risposta al Covid? Le stesse domande valgono per gli ulteriori 41 posti letto attivati da luglio in qua.
 
Per chiudere altre due annotazioni. Le Marche hanno di recente modificato tre volte i posti letto di terapia intensiva nel giro di un mese (ma la cadenza di rideterminazione non era mensile?) e continuano a comunicare 52 posti letto attivabili che non si sa proprio dove stiano, se per posto letto attivabile intendiamo un posto letto di terapia intensiva cui manca solo il personale disponibile entro 24-48 ore.
 
Morale della lunghissima favola? Che per il calcolo dei  posti letto di terapia intensiva vale sostanzialmente il principio  della autodeterminazione regionale, perché le verifiche di congruità centralmente non vengono fatte e le regole non sono mai abbastanza chiare. Nemmeno dopo la risposta del Sottosegretario Costa, ci scommetto.
 
Claudio Maria Maffei

14 dicembre 2021
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