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Dopo di noi. Ad Arona un alloggio per il progetto di vita indipendente della Asl di Novara

Potrà ospitare fino a 5 persone assistite dal Centro di Salute Mentale di Arona. L’obiettivo è quello di offrire una residenza assistita che coniughi l’azione di mantenimento delle abilità e delle competenze acquisite dagli ospiti e un attento monitoraggio sanitario con una protezione e sostegno ampi attraverso la presenza tutti i giorni di personale dedicato all’assistenza.

06 DIC - Il progetto “Dopo di Noi” dell’Asl Novara diventa realtà grazie alla ristrutturazione di un appartamento di proprietà dell’Asl situato ad Arona, che ha permesso di realizzare un alloggio in autonomia destinato ad ospitare 5 persone con fragilità psichiatrica. L’alloggio ospiterà 5 utenti assistiti dal Centro di Salute Mentale di Arona ed è stato completamente ristrutturato dal Servizio Tecnico-Patrimoniale; l’intervento è iniziato il 27 settembre 2019 ed è stato ultimato il 28 febbraio 2020.

Le opere sono state finanziate con fondi della Regione Piemonte (per un importo di circa 60.000 euro), grazie a un progetto redatto dal Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale insieme al Distretto area nord e alla Direzione Generale; gli arredi e le spese tecniche sono state sostenute con fondi dell’Asl Novara (circa 40.000 euro).

L’Asl Novara ha realizzato il progetto grazie al parere favorevole degli Enti gestori territorialmente competenti, in sinergia con le Associazioni di Volontariato (Aiutapsiche odv e ISPAM) e in collaborazione con il Comune di Arona.
L’appartamento si trova in un condominio di moderna costruzione collocato nella zona centrale di Arona e in prossimità del Centro Diurno e del Centro di Salute Mentale di Arona.

“L’obiettivo - spiega la Asl in una nota -  è quello di offrire una residenza assistita, che coniughi l’azione di mantenimento delle abilità e delle competenze acquisite dagli ospiti e un attento monitoraggio sanitario con una protezione e sostegno ampi attraverso la presenza tutti i giorni di personale dedicato all’assistenza (educatore professionale e operatore socio sanitario)”.

E’ un tipo di intervento che ha caratteri innovativi tali da configurarsi come un progetto sperimentale: gli elementi qualificanti sono rappresentati dall’essere una soluzione alloggiativa che ospita esclusivamente utenti con disabilità psichiatrica grave che provengono da un lungo percorso di trattamento curativo e riabilitativo integrato.

E’ una tappa intermedia tra le strutture residenziali di diversa valenza ed intensità assistenziale (come ad es. Gruppi Appartamento e Comunità) che si integra con la presenza di Presidi correlati tra loro e rappresenta un passaggio temporaneo verso altre soluzioni residenziali (ad es. Residenze Sanitarie Assistenziali).

Altro elemento di innovazione è  che si tratta di un progetto di co-housing che prevede che l’ospite partecipi alle spese di casa (comprensive delle rette relative all’assistenza non specializzata), al lavoro domestico e ai costi per il vitto e i beni di consumo.

Sono garantiti i bisogni di assistenza dei soggetti disabili, vengono privilegiati i programmi tesi a soddisfare i bisogni di protezione e di reinserimento sociale oltre che mantenere le competenze e le abilità acquisti dagli stessi.

“È possibile pensare al bisogno di una assistenza dopo di noi anche per utenti con grave disabilità psichica? Si può ipotizzare il proseguimento di un’assistenza specializzata per coloro che hanno terminato un lungo iter di riabilitazione psichiatrica in ambiente comunitario? È ipotizzabile un percorso di reinserimento sociale e quindi di de-istituzionalizzazione anche per quei cittadini, la cui malattia aveva privato del diritto alla piena convivenza sociale? Si può pensare che persone che, usufruendo dei benefici accordati dal riconoscimento di un alto grado di invalidità, dello stato di disabilità e dell’accompagnamento, non ne ricavino il pregiudizio dello stigma, ma piuttosto ne traggano risorse per il sostentamento di una quotidianità più partecipata, non emarginata, né ghettizzata? Si può sfidare l’atteggiamento delle famiglie, talvolta incline alla delega totale alle istituzioni pubbliche, attraverso la promozione di un coinvolgimento fattivo nella condivisone del progetto, nel sostegno alla sua organizzazione e nell’impegno alla partecipazione della spesa (attraverso l’indiretta amministrazione delle risorse dei propri congiunti)? Il progetto Dopo di Noi intende rispondere con coraggio a queste domande, con la pretesa di tracciare vie nuove; questo, nel rispetto di tutti i dispositivi normativi e programmatici promulgati in ambito di assistenza al disturbo mentale”, afferma Giorgio Castignoli, Direttore S.C. Psichiatria Area Nord.

"Si definisce buona prassi - aggiunge - prevedere tempi definiti e limitati di permanenza nelle strutture residenziali riabilitative anche per quelle condizioni di cronicità che, compromettendo le competenze adattative del singolo, lo confinano spesso alla dipendenza, all’assistenzialismo e alla emarginazione. Il Dopo di Noi, quindi, intende aprire una prospettiva serena per utenti e famigliari circa la possibilità che, terminata la fase delle cure intensive, si possa godere di una esistenza protetta, ma inserita pienamente nel tessuto sociale”.

“In questo nuovo alloggio si coniugano gli interventi sanitari e sociali a sostegno delle persone con disabilità nelle gestione delle azioni della vita quotidiana, garantendo un’offerta assistenziale e di cura sempre più adeguata ai bisogni del paziente psichiatrico – afferma Angelo Penna, Direttore Generale -  Tale modello è  innovativo sia per l’assistenza garantita sia perché dà concretezza a un nuovo concetto di inclusività  che pone al centro la persona in una visione olistica del paziente in cui l’individuo e la società sono visti nell'insieme e non separati. Grazie alla collaborazione di tutte le risorse è stato possibile, utilizzare in modo efficace, efficiente sia i fondi che le Strutture a disposizione a  favore di soggetti con disabilità psichiatrica”.

Da Penna “un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di quest’opera e in particolare a tutto il personale del Dipartimento di Salute Mentale, all’Ufficio Tecnico, alla Direzione di Distretto, agli Enti Gestori e al Comune di Arona”.

06 dicembre 2021
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