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Asl Asti. Da gennaio a ottobre registrati 116 casi di violenza sulle donne. Anche 11 minori

Nel 2015 la Asl ha individuato due operatori che hanno partecipato ad un percorso formativo di due giornate, che ha avuto luogo a Vienna il 21 e 22 maggio, per diventare a loro volta formatori. Successivamente sono stati organizzati dei seminari per il personale del Pronto Soccorso (medici, infermieri e oss) volti a consolidare le capacità complessive dell’Ente nell’affrontare i casi di donne vittime di violenza.

24 NOV - Sono stati complessivamente 116, dal mese di gennaio a fine ottobre 2015, i casi di violenza, registrati presso i presidi ospedalieri astigiani. Dai dai si evince che complessivamente l'età media è di 39 anni e l'orario di accesso è principalmente serale. La nazionalità è stratificata: Italia = 60%; Marocco = 12%; Romania = 6%; Macedonia = 4%; Tunisia = 3%; Senegal = 2%; altro = 13%.

Nell'anno 2015 l'Asl di Asti è stata selezionata dalla società consortile Lamoro (Langhe Monferrato Roero Società Consortile Agenzia di sviluppo del territorio) per aderire al progetto “Implement - Specialised support for victims of violence in Health Care System across Europe”, realizzato da un partenariato costituito dai seguenti paesi europei: Austria, Bulgaria, Romania, Francia, Germania e Italia.

L’obiettivo del progetto è quello di rafforzare le competenze in ambito ospedaliero per l’accoglienza delle donne vittime di violenza. In particolare sono stati individuati due operatori dell'Asl (un medico di pronto soccorso ed un assistente sociale) che hanno partecipato ad un percorso formativo di due giornate, che ha avuto luogo a Vienna il 21 e 22 maggio 2015, per diventare a loro volta formatori; successivamente, nel periodo da settembre a novembre 2015 sono stati organizzati dei seminari per il personale del Pronto Soccorso (medici, infermieri e oss) volti a consolidare le capacità complessive dell’Ente nell’affrontare i casi di donne vittime di violenza.

Nell'anno 2015 sono state implementate le azioni intraprese gli scorsi anni:
1. modifica del programma informatico del Pronto Soccorso: è stato inserito, al triage, un “codice V” di colore fucsia, affinché tutti gli operatori visualizzando il monitor identifichino subito la donna al fine di un’idonea accoglienza in stanza apposita (privacy, attivazione immediata assistente sociale). E’ inoltre chiesto alla donna, al triage, se vuole che venga mantenuto l’anonimato.
2. aggiornamento dei due Protocolli:
♦Protocollo per la gestione dei casi di violenza domestica in Pronto Soccorso
♦Protocollo per la gestione dei casi di violenza sessuale in Pronto Soccorso
3. accoglienza nel posto letto segreto per l’accoglienza della donna, eventualmente con figli, che non necessita, viste le condizioni cliniche, né permanenza in Pronto soccorso, né di ricovero, nei giorni festivi e prefestivi, in cui non è possibile attivare i Servizi Territoriali, per la presa in carico.
4. distribuzione della brochure informativa, redatta dall'Asl, in Pronto soccorso generale e ginecologico, nei Consultori e negli studi dei medici di base, al fine di informare le donne sui servizi offerti dall’ASL e dal territorio provinciale, con brevi spiegazioni e numeri utili.
5. partecipazione al programma Bollini Rosa per i bienni 2012/2013, 2014/2015 e 2016/2017, promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), ottenendo l’attribuzione di due bollini rosa; il percorso della donna vittima di violenza all’interno dell’Asl AT è stato individuato come “fiore all’occhiello” dell’azienda.
6. aggiornamento sito internet Asl AT: è possibile visualizzare in tempo reale i casi di vittime di violenza arrivati in Pronto Soccorso e, cliccando sullo slogan “Uscire dalla violenza è possibile” si visualizza il pieghevole con informazioni e numeri utili.
7. è stato approvato e sottoscritto, a ottobre 2015, il nuovo “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”, elaborato con il coinvolgimento di vari enti e istituzioni (Prefettura, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Comune di Asti, Cisa, Cogesa, Croce Rossa) che hanno partecipato al tavolo di lavoro costituito dalla Provincia in attuazione agli indirizzi contemplati nel “Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime”.
8. a seguito della partecipazione al progetto europeo Implement, è stata sperimentata una nuova modalità di accoglienza dei casi di donne vittime di violenza domestica che accedono al Pronto Soccorso: da settembre 2015 il personale medico del Pronto soccorso propone alle pazienti la possibilità di fare un colloquio con l'assistente sociale dell'ospedale.

In caso affermativo, le donne vengono direttamente contattate per concordare un appuntamento.
“Sono purtroppo in aumento le donne e i minori che ricorrono al pronto soccorso per atti di violenza – afferma Ida Grossi, direttore generale dell’Asl di Asti -. Quello che si teme è che coloro che sono costretti a ricorrere alle cure sanitarie siano solo la punta dell’iceberg di questo fenomeno. Le nostre strutture sono comunque pronte ad accogliere chiunque ne abbia necessità garantendo segretezza e, oltre alle cure, anche il conforto umano”.

24 novembre 2015
© Riproduzione riservata

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