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Cure palliative. Asti diventa “Città del Sollievo”

Per il sindaco Rasero il riconoscimento, che arriva dalla Fondazione Gigi Ghirotti, va "alla cittadinanza, ai tanti medici, alle tante associazione quotidianamente impegnata su questi temi. È un passo verso una ulteriore umanizzazione della nostra città, che da tempo si propone città del rispetto". Frittelli (Federsanità ANCI): "Un traguardo in un momento di grande discussione per il nostro sistema sanitario".

25 GEN - "Essere città del sollievo vuol dire entrare in una rete di comuni legati dalla missione di dare umanizzazione alle cure e combattere il dolore e le sofferenze in ogni parte dell’Italia". Così la Fondazione Gigi Ghirotti ha esordito nel consegnare ad Asti il riconoscimento di "Comune del Sollievo". Ed Asti si inserisce in questo contesto per la sua "attenta opera di sensibilizzazione con le attività delle diverse associazioni del territorio, e delle preziose attività svolte da medici, infermieri e personale sanitario dell’ospedale Cardinal Massaia in ambito delle terapie del dolore". Così, formalmente, dopo aver dovuto rinunciare all’evento previsto lo scorso ottobre, Asti entra a far parte di quelle Città che si impegneranno a attivare e condividere buone pratiche per la lotta al dolore. Una rete, un sistema per dare risposte concrete alla sofferenza e al dolore ma anche alla solitudine che diventa dolore insopportabile e che molti hanno conosciuto e toccato con mano in quest’ultimo anno.  

E diventa fondamentale fare sistema e rete per creare solidarietà. Per questo il progetto, che vede Asti capofila, ha potuto ottenere il sostegno delle associazioni oncologiche del territorio: Astro, Con Te OdV, Lilt, Progetto Vita e associazione Culturale Cure Palliative.


Un ruolo che viene svolto in stretta collaborazione con l’ospedale Cardinal Massaia così come ha detto, nella sua relazione, dal direttore di Oncologia e Cure Palliative Asl Asti, Marcello Tucci. "In Oncologia all'Asl di Asti c'è una struttura semplice di cure palliative, che comprende ambulatori, affiancamento equipe oncologica, ma anche l'Hospice di Nizza Monferrato, dotato di sei posti letto. Per il paziente in cure palliative e per lo stesso palliativista è fondamentale il tocco, così come la parola. La filosofia alla base del lavoro del palliativista vede al primo posto stringersi nel dolore nel momento di difficoltà".

Importante, per raggiungere sempre gli obiettivi, il lavoro di squadra, come sottolineato dal Direttore Generale Asl Asti, Flavio Boraso: "Nell'Astigiano ho colto fin da subito la volontà di fare sistema, anche attorno ai temi più complessi".

Un grande traguardo per la città di Asti, accolto con grande favore dal sindaco Maurizio Rasero e dall'assessore Mariangela Cotto. "Questo è un riconoscimento che non va all'Amministrazione, ma alla cittadinanza, ai tanti medici, alle tante associazione quotidianamente impegnata su questi temi. È un passo verso una ulteriore umanizzazione della nostra città, che da tempo si propone città del rispetto".

Mario Santarelli, direttore di Radioterapia all'Ospedale Camillo de' Lellis di Rieti e consigliere della Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti ha voluto, nel suo intervento, porre l’accento su quelle che sono le peculiarità della fondazione  "La Fondazione da anni promuove modelli di assistenza ispirati alla salvaguardia della dignità umana e alla cultura del sollievo, declinati però in diversi modi. In primis con l'istituzione della Giornata nazionale del sollievo, l'ultima domenica di maggio, dal 2001, ma anche con la creazione di un ospedale del sollievo dedicato soprattutto alle malattie infantili", ha spiegato Santarelli.

Un riconoscimento fondamentale per la città di Asti, arrivato, come sottolineato dalla presidente di Federsanità ANCI, Tiziana Frittelli, in un "momento di grande discussione per il nostro sistema sanitario".

Il vescovo di Asti, Marco Prastaro ha raccolto molti spunti dalla discussione ed ha tracciato le conclusioni imprimendo alla giornata un prezioso valore legato al significato dell’esperienza e all’obiettivo del "rendere umano ciò che ci appare disumano. Parlare di sollievo – ha detto - significa anche accogliere domande esistenziali, che si generano dalla malattia. Non ci piace pensare di essere mortali e la pandemia ci ha fatto capire che questi temi forse erano da noi stati rimossi. L'obiettivo è sempre quello di cercare di rendere umana un'esperienza che ci appare disumana".

Lo scorso venerdì sera una piccola delegazione è stata accolta in Asl dal Direttore Sanitario, Mauro Occhi e dalla Direttrice amministrativa Lorella Daghero che hanno condiviso un momento di riflessione legato alle iniziative comuni che potranno derivare dalla collaborazione tra i due Enti e le associazioni del territorio oltre che con la Fondazione Gigi Ghirotti

25 gennaio 2021
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