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Fuori i pro-vita dai consultori, sì all’educazione sessuale e alla contraccezione libera

27 LUG - Gentile Direttore,
con una delibera datata al 29 maggio scorso, l’ASL Città di Torino ha ufficialmente permesso alle associazioni Pro-Vita (il Centro di aiuto alla Vita Mirafiori Nord Torino, il Movimento per la Vita di Torino e Promozione Vita) di trovare spazio all’interno dei consultori.
 
Già a maggio esponemmo, sulle pagine del Suo giornale, la nostra contrarietà a questa decisione, venendo tra l’altro accusati da Claudio Larocca (Presidente della Federazione dei Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita di Piemonte e Valle d’Aosta) di non conoscere “i contenuti della norma che regola l’interruzione volontaria della gravidanza” e di essere “operatori sanitari indifferenti al bene delle donne e alla vera libertà di scelta”.
In opposizione alla delibera dell’ASL Città di Torino, ed in difesa dei consultori, della loro storia e dell’idea avanguardista che portavano avanti, a giugno abbiamo lanciato un appello firmato da quasi duecento colleghe e colleghi mediche e medici della città di Torino. Abbiamo sottoposto la nostra posizione, supportata dalle firme raccolte, all’ordine dei Medici di Torino, perché prenda posizione su questo argomento.
 
Riteniamo, infatti, che all'interno della legge 194 non vi sia alcun ruolo utile da parte di soggetti esterni, se non di quelli richiesti dall’articolo 3 della legge 405/1975: gli assistenti sociali, professionisti formati e previsti per aiutare le famiglie, le donne e gli adolescenti in difficoltà.
 
La volontà di avvalersi, invece, del volontariato non adeguatamente formato, né laico né neutrale, rispecchia le scelte che l’ASL Città di Torino ha deciso di perseguire negli ultimi 15 anni di depauperamento dei servizi sociali, con il passaggio da circa 40 consultori sparsi in tutta la città ad uno solo per distretto (ovvero quattro in tutto). Per di più, tali consultori risultato di difficile riconoscimento (sul sito dell’ASL sono indicati come “percorso accompagnamento nascita” e “consultorio giovani”). 
 
Per quanto riguarda le associazioni Pro-Vita, in particolare, queste sono da anni nell’occhio del mirino di numerose indagini. La maggior parte di esse sono legate all’americana Heart Beat International, che solo in Italia finanza oltre 400 CAV (Centri Aiuto alla Vita). L’HBI lascia ai propri affiliati piena autonomia decisionale sui metodi da osservare per raggiungere gli scopi dell’associazione, fra cui la prevenzione all’aborto, ma sul loro sito si leggono notizie diffamatorie contro attiviste politiche e vere e proprio fake news sugli effetti dell’aborto e sul potere curativo della gravidanza. In Europa 128 dei gruppi affiliati sono stati coinvolti in almeno 50 procedimenti giudiziari dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Si è dimostrato che molti degli affiliati hanno per lo più come target donne emarginate e vulnerabili che cercano informazioni sull’aborto. Altra fonte di supporto dei CAV a livello internazionale è la Human Life International che (citando direttamente dal sito) considera la contraccezione “la radice della cultura della morte” e l’aborto come “la tragica conseguenza di una contraccezione fallita”.
 
Gli aborti si evitano con l’educazione sessuale, con l’accesso gratuito alla contraccezione fisica, medica e di emergenza (attualmente non mutuate dal SSN, ma completamente outofpocket). I gruppi che si oppongono all’aborto legale, ignorando le morti che gli aborti clandestini hanno causato fino agli anni ‘70 (solo in Italia, si toccò il numero di 16000 decessi annui causati da aborti clandestini), sono gli stessi che si oppongono ai programmi di educazione sessuale nelle scuole e la libera contraccezione.
 
Vogliamo un supporto sociale vero per i colleghi ginecologi dei consultori e non un ulteriore fatica alla già scarsa presenza di spazi e di personale ed, in tal senso, supportiamo ufficialmente la battaglia di NUDM -Torino e la loro iniziativa di costruzione del "Consultorio che vogliamo". Fuori i pro-vita dai consultori, sì all’educazione sessuale e alla contraccezione libera. Per una medicina pubblica, laica, libera ed a misura di donne.
 
 
 
‘Chi si cura di te?’

27 luglio 2021
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