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PA di Trento. Contratti sul personale sanitario fermi dal 2016. Insorgono i sindacati

I sindacati contestano all’Azienda sanitaria e all’Agenzia, nonostante i molti solleciti, di non avere ancora chiamato i sindacati al confronto. Varagone (Uil Fpl):” È inappagante, deludente, immeritato”. Hoffer (Nursing Up): “Chiediamo alla Giunta provinciale di emanare ad A.P.Ra.N. chiare direttive volte alla valorizzazione dei professionisti sanitari, dando nel contempo l’indicazione di procedere prioritariamente al rinnovo del contratto del comparto sanità”

22 APR - C’è tensione tra i sindacati del comparto e la Provincia autonoma di Trento per il mancato accordo sulla contrattazione del contratto collettivo provinciale di lavoro del personale del comparto autonomie locali, (CCPL) del 2016/2018, parte economica e giuridica. “È inappagante, deludente, immeritato – denuncia Giuseppe Varagone Segretario della UIL FPL Sanità -  il  fatto che da oltre un anno e mezzo siamo ancora in attesa di essere convocati dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) in applicazione degli articoli 8,14,18 e 21 del CCPL 2016/2018 e che riguarda sia la parte economica che la valorizzazione delle professioni sanitarie, l’indennità di mansioni rilevanti, il riconoscimento parziale della tassa dell’ordini professionale, la norma transitoria per le progressioni alla categoria B e BS per il personale inquadrato in categoria A in possesso di titolo abilitante di Operatore Socia Sanitario, e molto altro ancora”.

A questa denuncia, il Segretario della UIL FPL, allarga la rosa e chiama in causa anche il presidente   dell’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale (A.P.Ra.N.).  “All’inerzia dell’Apss si aggiunge, quella per noi ingiustificabile, del presidente A.P.Ra.N. il quale da oltre un anno e mezzo, nonostante i vari solleciti sindacali, non si è minimamente degnato di incontrarci per la conclusione della parte giuridica del contratto 2016/2018; ancor più incomprensibile è che, a tutt’oggi, persista imperterrito in tale comportamento”, conclude Varagone.


Anche il contratto successivo, ovvero il CCPL 2019/2021, per il sindacato degli infermieri, il coordinatore Nursing Up, Cesare Hoffer “rimane prioritario e altresì urgente, procedere al rifinanziamento del nuovo contratto CCPL 2019/2021 con conformi risorse economiche, in occasione dell’imminente assestamento di bilancio, che ancora oggi siamo fermi sulla carta”.

“Chiediamo alla Giunta provinciale – dice Hoffer - di emanare ad (A.P.Ra.N.), chiare direttive volte alla valorizzazione dei professionisti sanitari, dando nel contempo l’indicazione di procedere prioritariamente al rinnovo del contratto del comparto sanità. Sarà necessario procedere per la parte intrapresa nel precedente contratto di armonizzare lo stipendio dei professionisti sanitari con quello dei laureati provinciali, aventi analogo percorso formativo e pari inquadramento giuridico”.

“La non convocazione da parte di (A.P.Ra.N.) per la chiusura del contratto 2016/2018,  - concludono i sindacati -  lede i diritti dei lavoratori che non possono beneficiare di alcune migliorie contrattuali, pensiamo all’adeguamento della norma di legge sull’istituto della maternità, al riconoscimento del tempo di vestizione come orario di lavoro per il personale che opera sull’orario a giornata e su due turni previsto dall’art. 27 del CCNL 2016/2018” e all’attivazione delle funzioni specialistiche, legislativamente già previste e finanziate nel vigente contratto.

Endrius Salvalaggio

22 aprile 2021
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