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Vaccini Covid. Provincia di Trento apre prenotazioni anche ai 55enni

La Provincia accelera la campagna e da ieri sera apre le prenotazioni alle persone nate fra il 1962 e il 1966. Dal fine settimana sarà la volta degli invalidi civili al 100% e i loro conviventi e caregiver. Fugatti: “Prenotate il vaccino, perché prima lo fate e prima ne usciremo". E sugli operatori sanitari non vaccinati, la Provincia commenta: “Su 18 mila operatori in Trentino sono 5500 quelli che non hanno aderito. Riteniamo che questo numero possa calare ma siamo comunque in linea con quanto avviene nel resto d’Italia”.

30 APR - La campagna di vaccinazione anti Covid accelera in Trentino, dove da ieri sera possono prenotarsi le persone nate fra il 1962 e il 1966. Dal fine settimana prenotazioni aperte anche gli invalidi civili al 100% e i loro conviventi e caregiver. Lo ha annunciato nel pomeriggio l’assessore alla salute Stefania Segnana che assieme al dottor Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute e al dottor Antonio Ferro di Apss, ha fatto il punto della situazione.

“Le vaccinazioni proseguono in maniera massiccia – dichiara in una nota alla salute Stefania Segnana – abbiamo aumentato gli slot a disposizione dei cittadini e stiamo partendo con una campagna pubblicitaria di informazione e di sensibilizzazione. I vaccini adesso ci sono e dunque possiamo davvero contrastare efficacemente la pandemia”.

Parole riprese dal presidente Maurizio Fugatti che insieme all’assessore Segnana ha visitato ieri il centro vaccinale di Cavalese da dove ha lanciato ai trentini un vero e proprio appello: “Prenotate il vaccino perché prima lo fate e prima ne usciremo. Il nostro obiettivo - ha detto il presidente - è di immunizzare il maggior numero di cittadini e rendere quindi il Trentino un territorio covid-free”.


La nota provinciale riprende poi le parole di Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute, che ha chiarito come il progressivo abbassamento delle classi di età sia collegato al fatto che adesso le categorie più a rischio contagio, come dimostrano i dati, non sono più fortunatamente gli ottantenni, già immunizzati, ma proprio le classi di età fra i 50 ed i 60 anni. “Nessuna campagna di vaccinazione del resto - ha concluso - ha mai registrato un’adesione pari al 100%”.

Nella nota provinciale si rende poi conto delle polemiche sulla mancata vaccinazione degli operatori sanitari. La Giunta lascia, in merito, la parola ad Antonio Ferro di Apss, che spiega: “Su 18 mila operatori in Trentino - ha detto – sono 5500 quelli che non hanno aderito, ma ritengo che questo numero possa calare. Si sono vaccinati l’89% dei medici e l’81% degli infermieri. Siamo comunque in linea - ha detto Ferro - con quanto avviene nel resto d’Italia. Tutti i vaccini - ha poi ricordato - sono efficaci e ci proteggono, dunque vacciniamoci perchè la vaccinazione - ha concluso - rende liberi".

30 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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