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Trento e Bolzano. I consiglieri si aumentano gli stipendi. Insorgono medici e infermieri: “I nostri contratti sono fermi da anni”

L’adeguamento degli stipendi all'indice Istat è stato deciso con un emendamento alla legge di assestamento di Bilancio. Anaao e Cimo: “Non si tratta di polemizzare sugli stipendi dei politici, ma pochi giorni prima la Provincia aveva fatto sapere che non ci sono soldi per finanziare il contratto”. Per il Nursing Up e Uil Fpl “una vera vergogna anche alla luce di due anni di pandemia che ha visto i professionisti della sanità in prima linea”. L’EMENDAMENTO

29 LUG - Cresceranno gli stipendi dei consiglieri di Trento e Bolzano. Con un emendamento alla legge di assestamento di Bilancio di previsione della Regione Autonoma Trentino Alto Adige (42/XVI), infatti, i consiglieri regionali hanno proposto ed ottenuto l’adeguamento delle loro indennità stipendiali che, per lo più, sarà calcolato non più sulla base dell’indice Istat come previsto L.R. 6/2012, bensì sulla base della media aritmetica degli indici Istat dei prezzi al consumo per le  Famiglie di Operai ed Impiagati (FOI) rilevati nei comuni di Trento e Bolzano. Tutto questo mentre continua il blocco delle indennità e dei contratti del personale sanitario. Come evidenziato dai sindacati, che hanno accolto con forti critiche l’emendamento in Consiglio.

“Con un gioco di magia degno del più bravo prestigiatore si è svolto pochi giorni fa, in consiglio regionale, il blitz sull’adeguamento dell’indennità economica dei consiglieri regionali – denunciano Anaao Assomed e Cimo Fesmed -. Quello che fa specie non è, si badi bene, l’adeguamento in questione ed il fatto che molto probabilmente ai consiglieri tale “blitz” porterà 600 euro mensili in più rispetto agli attuali 9.800 € circa, che già percepiscono,  come si legge dai vari giornali; la cosa grave, è che pochi giorni prima la Provincia aveva fatto sapere alle OO.SS della dirigenza medica e sanitaria, tramite l’Apran, che stante la congiuntura economica non vi sono soldi per finanziare il contratto (fermo per la dirigenza medica da ben 16 anni, fatto salvo un minimo l’ adeguamento economico di cui all’accordo stralcio del dicembre 2016 che comunque è risultato inferiore a quanto poi previsto dal CCNL 2016-18), e che anche per vedere riconosciuto l’incremento del 27% sull’indennità di esclusività già erogato in tutte le regioni a decorrere dal gennaio 2021, si dovrà di fatto attendere la riapertura del contratto”.


Per le OO.SS. non si tratta di polemizzare sugli stipendi dei politici regionali, ma se l’adeguamento degli stipendi è previsto per i consiglieri dovrà pur essere previsto anche per il personale sanitario, compreso la revisione dei contratti fermi ancora al palo da decenni. “Una brutta pagina di storia politica della Provincia di Trento che, oltre a dimostrare scarsa coerenza, rivela la persistente consuetudine di tenere in scarsa considerazione le ricadute di alcune discutibili scelte politiche” per Marco Scillieri di Anaao Assomed e Sonia Brugnana di Cimo Fesmed.

Sulla stessa linea il Nursing up Trento e Uil Fpl Sanità del Trentino, che per gli infermieri ricordano come i contratti pubblici della sanità e delle Apsp sono scaduti da oltre tre anni, non si rifinanziano i fondi 2021 per gli incentivi Covid e le indennità malattie infettive ferme al 2020.

“Risulta imbarazzante persino commentare un fatto di questo portata – evidenziano Cesare Hoffer di Nursing up Trento e Giuseppe Varagone di Uil Fpl Sanità del Trentino –. Ravvisiamo purtroppo un disinteresse totale e l’assenza di un progetto politico sanitario. Ci chiediamo, come si fa adeguare le indennità stipendiali dei consiglieri regionali perché l’Istat lo prevede, e non quello dei sanitari? Per noi sanitari l’Istat non prevede un adeguamento sugli stipendi e sugli incentivi Covid, fermi ancora al 2020? In merito al settore che rappresentiamo, quello della Sanità, questa notizia è una vera vergogna visto che i nostri professionisti della sanità trentina da sempre e come non mai, da circa due anni sono in prima linea a fronteggiare questa grave emergenza senza essersi visti riconoscere qualcosa se non pochi “spiccioli “in confronto agli aumenti che questi consiglieri regionali si sono votati l’adeguamento”.

“Delude e appare altresì ingiustificabile il comportamento del presidente dell’Apran che, nonostante i solleciti in tutti i modi e forme, non abbia ancora programmato una calendarizzazione di incontri serrati con le organizzazioni sindacali per i rinnovi dei vari contratti che, si ricorda, ancora oggi sono fermi”, concludono concordi i sindacalisti del Nursing up di Trento e Uil Fpl Sanità del Trentino.

Endrius Salvalaggio

29 luglio 2021
© Riproduzione riservata


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