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La Medicina Generale è “l’essenza” delle Cure Primarie

23 DIC - Gentile Direttore,
la storia degli uomini è stata nel tempo accompagnata dalle epidemie che hanno sempre lasciato dolore e morte e gli atteggiamenti delle persone si ripetono con manifestazioni simili e con comportamenti di chi esagera e di chi minimizza gli accaduti eventi. Il vissuto di questi ultimi due anni nel setting delle Medicina Generale consente di interpretare in maniera più equilibrata e consapevole, l’attuale pandemia e la gestione “real life” della salute nel territorio.
 
Gli aspetti scientifici riguardanti i progressi in tempi brevi della medicina, le cure sperimentali e la ricerca sui vaccini pongono problemi etici che non sono nulla rispetto a quelli di dover scegliere chi curare o essere costretti a lasciar morire in solitudine tante persone, soprattutto anziane, lontane dai propri affetti e senza un ultimo saluto.
 
L’epidemia causata dal SARS-CoV2 ha “investito” il nostro Sistema Sanitario, il sistema politico-socio-sanitario di tutto il mondo non adeguatamente preparato ad un “evento” inatteso e determinato da un agente non conosciuto.
 
Per i numerosi pazienti fragili, spesso con comorbidità e trattati con più farmaci, la gestione della malattia COVID19 e delle loro cronicità è stata difficoltosa per la mancanza di adeguate strategie e ha determinato importanti risvolti psicologici che ha coinvolto tutti, malati e non.
 
I medici di famiglia hanno vissuto in prima persona la battaglia contro il virus e le loro testimonianze sono dei “take message” e custodire nella nostra memoria per quanto “fatto” in termini di solidarietà, di cura e di consapevolezza nell’affrontare un grande rischio. Le difformità sul territorio Nazionale nelle modalità di presa in carico del malato COVID19 e non, hanno determinato una situazione socio-sanitaria unica ed eccezionale che ha evidenziato le differenze Regionali nell’organizzazione dei servizi e dell’assistenza in Cure Primarie ed incrementato le differenze e le diseguaglianze. La pandemia oltre a determinare un impellente bisogno di riorganizzazione e di conoscenza del virus, della malattia nelle sue varie fasi cliniche, della profilassi e della terapia ha consentito lo sviluppo della salute digitale affermando che è uno strumento utile e indispensabile per la gestione dell’assistenza domiciliare e per garantire a tutti una medicina di prossimità equa con accessibilità omogenea per tutti i cittadini. (Fig. 1)
 




La flow chart evidenzia come la Medicina Generale non si è limitata ad osservare ma si è dovuta adattare a mutazioni che hanno riguardato diversi campi di applicazione della pratica clinica e, a tal proposito richiamo una frase di Darwin che esplicita cone i MMG appartengono ad una disciplina medica che più si adatta ai cambiamenti “Non è la specie più forte o intelligente ma quella più reattiva ai cambiamenti”.
 
In dettaglio il percorso e l’adattamento della Medicina Generale in epoca pandemica:
- Approvvigionamento dei DPI e formazione a saperli usare correttamente;
- Uso di strumenti aggiuntivi e diversi per lo svolgimento dell’attività professionale (attivazione del FSE, mail, WhatsApp, video-chiamate, teleconsulto, l’USCA);
- Sviluppo della Telemedicina per la gestione non solo dei malati COVID19 ma delle cronicità;
- Essere “Organizer” degli accessi ambulatoriali;
- Essere esperti di Sanità Pubblica, per la sorveglianza virologica ed epidemiologica;
- Essere certificatori esperti per le situazioni di quarantena, di malattia, per i fragili e per coloro che si sono ammalti di INPSCOVID19 nell’ambiente di lavoro;
- Essere vaccinatori “esperti”, affermando il ruolo, il compito e la caratteristica specifica del MMG nella PREVENZIONE che con l’uso dei DPI e dei vaccini ha permesso di rallentare la “corsa” della pandemia ed ha consentito di attuare la medicina di Prossimità;
- Essere “comunicatori” esperti per la gestione dei postumi psico-fisici “short” e “long” della malattia COVID19.
 
Il racconto del vissuto riporta alla mia memoria le storie cliniche di Antonio, Nicola, Maria, Carmela, Angela, Tiziana, Adriana e di tanti altri e, immagino come ogni medico di famiglia con il “selfAudit” applicato ad ogni singolo caso clinico abbia “imparato” sempre di più e con i dati raccolti possa essere utile attraverso lo “START” di tanti “AUDIT Territoriali” a fornire gli strumenti adatti e i suggerimenti necessari ad elaborare le strategie per la gestione delle pandemie e la riorganizzazione della medicina del Territorio. I MMG sono pronti e reattivi a riorganizzare la Medicina del Territorio e ad applicare gli strumenti utili e necessari per la gestione della salute globale, del “benessere psico-fisico” del cittadino sano e malato.
 
E, se un proverbio cinese recita che “La persona che sposta una montagna comincia con il portare via piccole pietre” oggi, dobbiamo tutti insieme con la comunità scientifica e i politici realizzare il futuro del SSN con un piano di ripartenza e rinascita Nìnazionale omogeneo che vede nella Medicina Generale “l’essenza” delle Cure Primarie integrata in una rete Territoriale efficiente, autonoma e, dei medici di famiglia essere dei professionisti gratificati di appartenere ad una disciplina medica accademica “affermata” e fieri nel lasciare la “loro eredità” ai futuri MMG.
 
Maria Zamparella
Medico di Medicina Generale, Specialista in Malattie dell’Apparato Digerente
Coordinatore Scientifico e C.A.I. per il Corso in Formazione Specifica in Medicina Generale – OMCeO, Bari
Componente dal 2017 per il Ministero della Salute del Tavolo di Lavoro per la promozione dell'attività fisica e la tutela della salute nelle attività sportive
Vice segretario FIMMG provincia di BARI e UDMG per il DSS Unico di Bari


23 dicembre 2021
© Riproduzione riservata

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