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Covid. Piemonte, Anaao: “Zona gialla ma ospedali sempre in crisi”


Il sindacato evidenzia come la collocazione in zona gialla non dipenda dal calo di pazienti in rianimazione o dell’incidenza di positivi, “ma per una iniezione di posti letto per acuti da parte del privato e una riorganizzazione dei posti letto nelle Asl”. La pressione sugli ospedali resta, dunque, alta, soprattutto se non viene incrementato proporzionalmente il personale, osserva il sindacato.

14 GEN - “Il Piemonte resta in zona gialla. Evitato l’arancione, parrebbe. Non per il numero di pazienti in rianimazione né per l’incidenza di positivi né tanto meno perché la pressione sugli ospedali sta calando. Ma per una iniezione di posti letto per acuti da parte del privato (500 letti) e una riorganizzazione dei posti letto nelle ASL (altri 470 letti)”. Lo evidenzia l’Anaao Piemonte in una nota.

Per l’Anaao, “se i colori delle Regioni non sono solo un fatto estetico ma concreto”, la Regione deve “trovare nuovi letti di terapia intensiva per poter curare tutti”. Le terapie intensive, spiega, “hanno superato il limite del 20% di letti occupabili dai pazienti Covid per poter garantire l’assistenza rianimatoria ai pazienti non Covid. In base a questi dati, saremmo in zona arancione, non gialla”.

Il sindacato chiede anche che venga dichiarato “in quali ASL sono stati creati 470 posti in area medica: le riorganizzazioni aziendali devono prevedere il confronto sindacale, e noi non ne sappiamo nulla. Dove sono questi nuovi letti?”
Occorre poi, secondo l’Anaao, che “venga incrementato proporzionalmente il personale. Se i letti nel SSN sono aumentati di 470, di quanto sono aumenti i medici per seguire questi 470 pazienti?”.

L’Anaao chiede anche che “vengano subito riaperte le prenotazioni per le visite, gli accertamenti e gli interventi chirurgici dei pazienti non urgenti” e che “venga riattivata l’intramoenia dei medici ospedalieri".
 
“I pazienti continuano ad aspettare gli esami o a pagarseli di tasca propria per poterli eseguire in tempi accettabili. I medici continuano a lavorare in condizioni estreme.  Ma siamo in zona gialla. Per fortuna, non certo la fortuna dei malati”, conclude l’Anaao Piemonte.

14 gennaio 2022
© Riproduzione riservata

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