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Quattro bambini ricoverati in un mese al Ps del Gaslini dopo che avevano ingoiato pile elettriche. I consigli per i genitori


È stata sciolta solo oggi la prognosi di un bambino di 17 mesi sottoposto a un delicato intervento d’urgenza e tre settimane in rianimazione per aver ingerito una pila a bottone. Ma gli arrivi al Ps del Gaslini per ingestione di pile sono costanti. I medici richiamano l’attenzione sulla prevenzione per questo tipo di grave incidente dagli esiti potenzialmente mortali

08 GIU -

 

È di ieri sera l’arrivo al Pronto soccorso dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova di un bambino di 2 anni al quale è stato riscontrata l’ingestione di una pila a disco, ma nelle scorse settimane i medici hanno dovuto affrontare altri 3 casi con sospetti di ingestione di pila a bottone: uno si è rivelato fortunatamente un falso allarme, un secondo bambino è stato trattenuto in osservazione, poiché da esame radiologico risultava l’ingestione di una pila, ed è stato dimesso dopo 24 ore, in seguito alla naturale espulsione nelle feci e relativi controlli. Il terzo, un bambino di 17 mesi, arrivato al Pronto Soccorso il 14 maggio scorso, per vomito con sangue ed anemia, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ed endoscopico d’urgenza per la rimozione di un pila a bottone che stava causando necrosi ai tessuti dell’esofago. E solo oggi è stata sciolta la prognosi.

Lanciano l’allarme i medici dell’Ospedale pediatrico genovese e richiamano l’attenzione dei genitori sui gravi pericoli da ingestione di corpi estranei per i piccoli.


“Con i nostri specialisti, anche alla luce di un protocollo multidisciplinare condiviso, abbiamo deciso di richiamare ancora una volta l’attenzione dei genitori sulla prevenzione di questo tipo di grave incidente, dagli esiti potenzialmente mortali. La task force del Gaslini medico-infermieristica ha saputo reagire efficacemente e in tempi strettissimi; purtroppo però questi casi continuano a presentarsi: l’ingestione della pila al litio continua a meritarsi l’appellativo di killer silenzioso” spiega Raffaele Spiazzi, Direttore Sanitario dell’ospedale Gaslini.

L’ingestione di corpi estranei nel bambino piccolo rappresenta un pericolo reale e un frequente motivo di accesso al Pronto Soccorso, spiega Emanuela Piccotti, direttore del Pronto Soccorso del Gaslini. Esistono corpi estranei particolarmente pericolosi e dannosi per le strutture interne dell’organismo: in particolare le pile a bottone, alcaline o al litio. Si tratta di dischi metallici delle dimensioni di un bottone o di una piccola moneta che si trovano nei giocattoli, oltre che in una serie di strumenti di uso quotidiano come orologi, sveglie, apparecchi acustici, telecomandi, etc.

La loro azione lesiva avviene per il corto circuito tra polo positivo e negativo, soprattutto nei segmenti digestivi a stretto contatto con le mucose ed in particolare nell’esofago dove le lesioni ulcerative possono essere potenzialmente presenti già dopo 2 ore dall’ingestione. Pertanto l’ingestione di una pila a bottone, specie se avviene lontano dagli occhi di chi accudisce i bambini, può provocare sanguinamenti intestinali, dolore toracico o dorsale, improvviso rifiuto del cibo, vomito, scialorrea, tosse e sintomi respiratori.

Per questo gli esperti hanno suggerito alcuni consigli per prevenire gli incidenti:
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Non permettere ai bambini piccoli di giocare o toccare oggetti che contengono pile.
- Fare attenzione se bambini di età pre-scolare giocano con tali oggetti.
- Assicurarsi che i giocattoli o gli oggetti per adulti abbiano un vano chiuso ermeticamente.
- Non fare “scorta” di tali pile in quanto è difficile tenerle tutte in posti sicuri per i bambini.
- Quando si sostituiscono le pile “ esaurite”, smaltirle negli appositi contenitori senza lasciarle incustodite
- Se anche solo si sospetta che il bambino abbia ingerito una pila a bottone recarsi immediatamente al Pronto Soccorso o, se impossibilitati, chiamare il 112/118.

 



08 giugno 2022
© Riproduzione riservata

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