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Elezioni Lazio. Intervista a Donatella Bianchi (M5S): “Contro la carenza sanitari puntare a incentivi. Serve una nuova governance delle aziende sanitarie”

di Giovanni Cedrone

La candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Movimento 5 stelle traccia le sue ricette per cambiare la sanità: “Subito un piano per incrementare il personale e stabilizzare quello precario assunto durante la pandemia”. E punta a cambiare il perimetro delle Aziende sanitarie locali “per renderle più rispondenti alle esigenze dei cittadini”

08 FEB -

Le strutture sanitarie pubbliche restino aperte anche nei giorni festivi e nei serali per smaltire le liste di attese. È solo la prima delle proposte della candidata alla presidenza della Regione Lazio per il MoVimento 5 Stelle Donatella Bianchi che, tra le priorità per colmare la grave carenza di medici specialisti, lancia l’idea di predisporre incentivi al reclutamento del personale medico specialista con particolare riferimento alle aree interne e disagiate. La storica conduttrice di Linea Blu spiega che l’occasione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non va persa e i 680 milioni di euro destinati al Lazio vanno spesi nel miglior modo possibile.

E per cambiare il volto della sanità laziale punta a una nuova “governance sanitaria regionale” che va fatta attraverso una riperimetrazione territoriale delle Aziende sanitarie locali.

Dottoressa Bianchi, qual è la sua ricetta per diminuire i tempi di attesa per le prestazioni?
È un problema ormai atavico per il quale non servono soluzioni tampone ma una strategia a 360 gradi che rivoluzioni l’attuale modalità di gestione. Vanno potenziati i presidi sanitari e i servizi diagnostici di prossimità per decongestionare le grandi strutture e va organizzata una rete integrata attraverso la quale i cittadini, gli strumenti di prenotazione, i medici di famiglia e la specialistica territoriale e ospedaliera riescano a dialogare tra loro in maniera efficiente, rapida e soprattutto con tempi certi. Va introdotto un sistema di monitoraggio e controllo delle agende affinché ci sia una migliore distribuzione tra strutture pubbliche e private convenzionate, per singolo medico e nell’ambito delle singole discipline. La modernizzazione e la digitalizzazione dei servizi sanitari sono imprescindibili se vogliamo davvero una regione che sia al passo con i tempi e va migliorato l’utilizzo degli spazi, degli strumenti diagnostici e delle turnazioni per fare in modo che le strutture sanitarie pubbliche siano aperte anche in fasce serali e nelle giornate di sabato e domenica.

La carenza di professionisti è uno dei grandi nodi da risolvere. Cosa si può fare nel breve periodo?

Anche in questo caso le misure emergenziali non risolvono la situazione. Il potenziamento deve essere strutturale attraverso un piano per incrementare il personale e stabilizzare quello precario, assunto durante la pandemia. Nel nostro programma c’è l’incremento del personale delle strutture ospedaliere pubbliche e dei medici nei Pronto Soccorso con incentivi economici, di residenzialità e per l’esposizione della responsabilità legale, la sperimentazione di percorsi assunzionali pubblici di giovani medici e di formazione attraverso le scuole di specializzazione clinica universitaria, nonché incentivi al reclutamento del personale medico specialista con particolare riferimento alle aree interne e disagiate.

Anche nel Lazio purtroppo ogni giorno è un bollettino di guerra con tanti operatori sanitari aggrediti…
Serve un rafforzamento dei presidi di sicurezza, per tutelare chi lavora soprattutto nei Pronto Soccorso dove più frequentemente si verificano casi di aggressioni, ma il problema vero si risolve a monte. Dobbiamo fare in modo che questi punti di primo intervento siano riorganizzati, in modo particolare per quanto riguarda il sovraffollamento, per mettere in condizione gli operatori sanitari di prestare soccorso in maniera adeguata e in sicurezza ed evitare che possano verificarsi episodi di esasperazione che generino episodi di violenza.

Case e Ospedali di Comunità, in molti stanno suggerendo che senza ulteriori risorse sarà una partenza difficile…
Siamo consapevoli che il potenziamento e la creazione di strutture e presidi come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, che sono fondamentali per dare risposta ai bisogni di natura a rilevanza sanitaria e sociosanitaria e promuovere il potenziamento delle cure domiciliari, non si attuerà realmente in assenza di investimenti e di una adeguata programmazione che fornisca a questi presidi le risorse umane e strumentali necessarie per garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini. Per questo motivo va sfruttata al meglio la grande occasione che ci arriva dal PNRR, abbiamo a disposizione 680milioni che, se spesi adeguatamente, potranno fare la differenza anche in questo caso.

Una sua proposta per migliorare la sanità regionale nei prossimi anni…
“Serve una nuova governance sanitaria regionale che va fatta attraverso una riperimetrazione territoriale delle Aziende sanitarie locali per renderle più rispondenti alle esigenze dei cittadini, andando a considerare diversi fattori, come ad esempio morfologia del territorio, vie di comunicazione, dislocazione delle strutture ospedaliere etc. Per fare questo c’è bisogno del confronto e del coinvolgimento degli Enti Locali e delle parti sociali, perché solo attraverso la sinergia tra gli attori coinvolti si potrà ridisegnare la rete e l’offerta dei servizi sanitari nella nostra regione.

Giovanni Cedrone



08 febbraio 2023
© Riproduzione riservata

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