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Liguria. Approvata in Giunta prima bozza del Piano socio sanitario 2023-2025 


Si tratta di un iter complesso, in cui si inseriscono anche il PNRR, con le Case della Salute (30) e gli Ospedali di Comunità (11) e le Centrali operative territoriali (16), il piano di edilizia ospedaliera pubblica finanziata anche da Inail. Nove i punti nascita. Toti: “Obiettivo è offrire una migliore assistenza ai pazienti”. Gratarola: “Si rafforza legame tra medicina e territorio”.

24 MAR - La Giunta regionale della Liguria ha approvato ieri in prima bozza il Piano Socio Sanitario 2023-2025, strumento di programmazione strategica e di definizione degli obiettivi della sanità pubblica che costituisce, insieme ai Piani Organizzativi Aziendali (POA) e i documenti di interlocuzione con il ministro della Salute sul DM70 e DM77, il pilastro dell’architettura del sistema sanitario regionale.

“È il primo step formale importante verso l’iter di perfezionamento e definitiva approvazione in Consiglio regionale. Nei prossimi giorni questa bozza del Piano socio sanitario verrà inviato al ministero della Salute, a cui abbiamo anticipato i contenuti parlando con il ministro Schillaci”, ha spiegato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Aspetteremo – ha aggiunto - le deroghe, sia a livello nazionale che regionale, per le autorizzazioni; l’assessore alla Sanità Gratarola aprirà quindi la fase di confronto in tutta la Liguria con i sindaci dei distretti sociosanitari, Federsanità e con tutti gli stakeholder per ascoltarli, illustrare i dettagli e recepire suggerimenti e osservazioni da portare in Consiglio regionale”.

Si tratta di un iter complesso, in cui si inseriscono anche il PNRR, con le Case della Salute e gli Ospedali di Comunità e le Centrali operative territoriali, il piano di edilizia ospedaliera pubblica finanziata anche da Inail, ma in cui si affronta anche il nodo della riforma della professione medica e dell’aumento del personale sanitario.

“L’obiettivo condiviso – ha detto Toti - è quello di offrire ai liguri una sanità più efficace, garantendo ai pazienti una migliore assistenza, da un lato con prestazioni più vicine a casa per quanto riguarda la bassa complessità e dall’altro con cure specialistiche per le patologie complesse nei centri ospedalieri maggiormente all’avanguardia anche dal punto di vista della ricerca scientifica, in una logica di hub e spoke, facendo tesoro dell’esperienza, anche molto dolorosa, della pandemia”.

Entrando nel merito, l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola ha spiegato che il Piano Socio Sanitario 2023-2025 nasce utilizzando due fondamentali assetti normativi: “Da un lato il Decreto Ministeriale 77 che riorganizza l’assistenza territoriale attraverso Ospedali di Comunità, Case di Comunità e Centrali Operative Territoriali; dall'altro il Decreto Ministeriale 70 del 2015, più noto come Decreto Balduzzi, che disciplina il numero delle unità operative all'interno degli ospedali e delle aziende sanitarie. Attraverso l’applicazione di queste normative si genererà il rafforzamento del territorio che prenderà in carico il paziente per le patologie croniche e non urgenti. L’urgenza e le complessità più elevate saranno invece di pertinenza delle strutture ospedaliere”.

Il piano, ha rilevato Gratarola, “nasce in un momento di estrema crisi della sanità italiana e internazionale. Vi è una grande carenza di personale sanitario generato da una minore appetibilità di alcune discipline mediche accanto ad una non puntuale programmazione dei fabbisogni che trova le sue origini indietro nel tempo. Il Covid ha ulteriormente accelerato il processo di uscita di molte professionalità dal mondo sanitario rendendo più lo stesso più fragile. Non sono esenti da difficoltà i medici di famiglia, la continuità assistenziale e i pediatri di libera scelta che vedono scendere il numero dei professionisti soprattutto nelle aree interne della regione lasciando molti territori carenti”.

La grande scommessa del sistema, che con la Regione coinvolge tutte le figure sanitarie, è dunque, per Gratarola, quella di “fare economie di scala ovvero generare sinergie tra le strutture attraverso i dipartimenti interaziendali, perseguire politiche di appropriatezza delle prestazioni, favorire nell’ambito della medicina territoriale le aggregazioni funzionali (AFT). Risulta così ancor più necessario l’impiego della telemedicina attraverso tecnologie ormai consolidate in grado di fornire dati e parametri sufficienti a poter garantire al curante una valutazione anche a distanza”.

Da tempo si parla di integrazione ospedale-territorio. Secondo l’assessore alla Salute “questa è l’occasione unica per mettere definitivamente a terra questo legame garantendo da un lato le necessità del cittadino nelle malattie croniche e dall’altro la missione degli ospedali per il trattamento delle forme acute per le grandi patologie”.

Nel merito è intervenuto anche il Direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi: “Il piano prevede alcune grandi trasformazioni: innanzitutto la rivoluzione della vision del territorio e della sua mission, con una completa riorganizzazione dell’offerta”, ha spiegato. “Per quanto riguarda il rapporto con il cittadino, si passa da una offerta basata su diagnosi e cura a una presa in carico globale di tutti i bisogni sociali, sociosanitari e sanitari”.

È prevista la semplificazione degli accessi alle cure e ai servizi, con punti unici di accesso a livello della rete di prossimità, che rappresenta il cardine della rivoluzione del territorio e il suo principale strumento. L’obiettivo è quello di garantire un percorso omogeneo e il migliore possibile per il cittadino stesso.

Gli strumenti organizzativi in campo sono il distretto e la rete di prossimità (case di comunità, ospedali di comunità, centrali operative territoriali, il coinvolgimento dei medici di medicina generale).

Tutto questo avverrà con una innovazione del sistema informativo, per garantire una definizione real-time dei bisogni dei cittadini e assicurare una pronta risposta.

“Alcuni di questi sistemi di monitoraggio – ha spiegato Ansaldi - sono già attivi, come quello legato all’emergenza-urgenza”.

C’è poi tutta la parte legata ai nuovi ospedali: tre nuovi ospedali pubblici: a levante, a ponente e in area metropolitana genovese.
C’è anche una ridefinizione dell’offerta:” la costruzione dei nuovi ospedali garantirà maggiore efficacia, più efficienza e il rispetto completo degli standard prevista dal DM70”, ha concluso Ansaldi.

Il Piano Socio Sanitario Regionale 2023-2025, appena approvato in prima bozza in Giunta, passa ora al vaglio del Ministero della Salute che ha 30 giorni di tempo per formulare la propria valutazione. Successivamente il Piano tornerà per una nuova approvazione in Giunta per poi passare alla discussione del Consiglio Regionale previa trattazione nella commissione competente. Nel frattempo l’assessore alla Sanità sarà a disposizione per presentare il piano in sede di Conferenza dei Sindaci in ogni Asl, affiancando il contributo dell'assessorato alla concertazione e alla cooperazione tra l'azienda sanitaria locale, gli enti locali e le organizzazioni sindacali. In quella sede saranno trattate le tematiche sanitarie che coinvolgono Comuni e Aziende sanitarie locali con particolare attenzione alle peculiarità ed esigenze dei territori.

24 marzo 2023
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