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Coronavirus. Anche in Veneto sarà istituita una commissione speciale di Inchiesta. La decisione in Consiglio regionale


Votata all’unanimità la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 118 che istituisce una commissione speciale d'Inchiesta sulla gestione delle RSA – Residenze Sanitarie Assistenziali dedicate ad anziani non autosufficienti - e delle case di riposo in relazione all’elevato numero di morti cagionato dalla pandemia Coronavirus. Sono stati votati anche due Ordini del Giorno: il primo per l’attivazione di forme di collaborazione con l’autorità giudiziaria, il secondo per fissare programma operativo,  integrabile, su una serie di audizioni prioritarie.

29 MAG - Anche in Veneto sarà istituita una commissione speciale di Inchiesta sul coronavirus. Il Consiglio Regionale del Veneto ha infatti votato ieri all’unanimità la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 118 che istituisce una commissione speciale d'Inchiesta sulla gestione delle RSA – Residenze Sanitarie Assistenziali dedicate ad anziani non autosufficienti - e delle case di riposo in relazione all’elevato numero di morti cagionato dalla pandemia Coronavirus.

Il Relatore e primo firmatario del provvedimento, Piero Ruzzante (LeU/Veneto 2020) ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a proporre la PDA n. 118. “Chiarisco subito che questo provvedimento non vuole essere un atto d’accusa contro nessuno: desideriamo solo interrogarci su quanto successo nelle RSA e nelle case di riposo, che hanno registrato 1/3 dei morti complessivi da Covid, affinché un contagio di siffatte proporzioni non abbia più a ripetersi” – sono le Relatore riprese in una nota diffusa dal Consiglio –. Abbiamo però due limiti: non possiamo interferire con il lavoro della Magistratura e il tempo a disposizione è ristretto, fino alla fine della Legislatura. Ad ogni modo, una istituzione democratica che funzioni bene deve approfondire i motivi che hanno innescato e reso possibile un contagio così grave. La commissione lavorerà due mesi, rinnovabili, e sarà composta da undici consiglieri, di cui cinque di minoranza. Tuttavia, come è prassi istituzionale, la Presidenza verrà riservata all’opposizione”. “Ringrazio i tanti colleghi che hanno sottoscritto la mia proposta, condividendone appieno lo spirito da cui è stata mossa”, ha concluso Piero Ruzzante.

 
Il Capogruppo Dem, Stefano Fracasso, ha appoggiato l’istituzione della commissione speciale di Inchiesta “per ricostruire le varie misure assunte da tutti gli attori in campo (Regione, Aziende e operatori sanitari, Governo), con il solo scopo di analizzare quanto accaduto e porre eventualmente in essere i necessari correttivi”.
 
Il Capogruppo della Lega Nicola Finco ha condiviso le finalità del provvedimento: “Fare chiarezza senza accusare nessuno”. “Le commissioni speciali di Inchiesta istituite in questi ultimi anni hanno dato buoni risultati – ha ricordato Finco - Questa commissione, in particolare, ci permetterà di fare luce sulla vicenda, per correggere gli eventuali errori commessi e per accordare la giusta attenzione ai nostri anziani, che rappresentano la parte più fragile della popolazione”.
 
Pieno appoggio all’istituzione di una commissione speciale di Inchiesta anche da parte di Erika Baldin (M5S), per la quale “i dati ISTAT attestano l’elevato numero di morti nelle strutture per anziani”. Per la consigliera Pentastellata “tra gli auditi va inserito anche il professor Crisanti”.

In consiglio è intervenuto l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin per sottolineare come “è giusto che la commissione di Inchiesta cerchi di approfondire gli accadimenti ed evidenziare eventuali errori commessi, allo scopo di prevenire in futuro il ripetersi degli stessi. È quindi corretto analizzare i dati e audire le persone interessate professionalmente, per poter scrivere una nuova programmazione nei prossimi anni alla luce delle esperienze e dei tanti insegnamenti maturati. Ma è altrettanto opportuno non fare polemiche strumentali e usare delicatezza nell’affrontare una vicenda drammatica che ha provocato tante sofferenze e lutti; è altresì doveroso assumere un atteggiamento prudente, visto che non siamo ancora usciti dall’emergenza”.
 
Nell’istituzione della la Commissione speciale d’inchiesta sulla gestione delle Rsa e delle Case di Riposo per anziani in relazione alla pandemia da Sars-Covid-2, il Consiglio regionale ha fissato con due ordini del Giorno presentati dai consiglieri Finco, Rizzotto e Montagnoli le linee fondamentali nel lavoro di analisi che la Commissione svolgerà nelle prossime settimane in un lavoro “molto delicato che non ha colori politici o partitici - come ha sottolineato l’assessore Lanzarin “utile per capire e poi vedere quali sono gli anelli che non hanno funzionato, quelli che hanno funzionato e le motivazioni, anche in base a una futura nuova programmazione”.

Il primo dei due Ordini del giorno, facendo tesoro di quanto già sperimentato nel corso della legislatura, quando il Consiglio indagò sia nel caso delle banche Popolari sia per l’inquinamento da Pfas, impone l’attivazione “di iniziative volte ad assicurare forme di coordinamento e raccordo fra l’Ufficio di presidenza della Commissione di inchiesta e l’autorità giudiziaria”.

Il secondo testo approvato dall’aula fissa invece già una sorta di programma operativo, per altro integrabile, prevedendo le audizioni “in via prioritaria” dei vertici della sanità regionale veneta, nonché Roberto Volpe, presidente Uripa, e Francesco Facci, Presidente Uneba oltre alle Organizzazioni sindacali dei lavori. Poi vengono già fissate le audizioni dei Presidenti dei Cda e del segretario/Direttore dei Centri servizi per anziani delle nove Ulss e i Sindaci di una serie di Comuni campione.

“Sostanzialmente - spiega il Consiglio in una nota - verranno prese in esame per ogni Ulss le case di Riposo o residenze per anziani che hanno visto, per ciascuna Ulss, il maggior numero di decessi e le situazioni più problematiche con quelle che hanno invece hanno visto i più bassi, se non nulli, indici di contagio e le migliori performance in termini di contenimento e guarigioni. Dunque la commissione sin dall’avvio dei suoi lavori metterà a confronto le migliori pratiche con i casi più critici che hanno visto il maggior numero di decessi”. “Non vogliamo mettere nessuno sul banco degli imputati – ha detto Nicola Finco presentando le due mozioni – ma bisogna fare chiarezza.”

29 maggio 2020
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