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In Giunta l’iter del nuovo Piano regionale dei servizi alla persona

Gli obiettivi del Piano sono declinati su 4 pilastri: politiche per le famiglie, interventi di contrasto alla povertà e per la non autosufficienza, l’inclusione sociale, la riforma del terzo settore. Nieddu: “Colmiamo una lacuna che dura da sedici anni”. Cuccu: “La politica ha il dovere di occuparsi di tutte queste realtà, fondamenta di una società che deve rimettere l'essere umano al centro”.

10 DIC - Un nuovo Piano dei servizi alla persona per il triennio 2021-2023 è stato predisposto dall’assessorato regionale dell’Igiene, Sanità e dell’Assistenza sociale. L’ultimo documento risale all’anno 2005: viene pertanto ad essere rinnovato uno strumento importante, di indirizzo, coordinamento e programmazione dei servizi sociali e socio-sanitari.

Quindici giorni fa il Piano è stato approvato dalla Consulta regionale delle politiche sociali, che coinvolge i rappresentanti delle organizzazioni delle professioni sociali e sanitarie, nonché quelli del mondo del Terzo settore e dei sindacati, ed ora l’atto ha cominciato l’iter in Giunta affinché possa approdare poi all’attenzione dell’Assemblea legislativa consiliare.  

“Abbiamo realizzato un Piano dei servizi sociali – comunica con una nota l’assessore alla Sanità Mario Nieddu – che in Sardegna mancava da sedici anni. Lo abbiamo fatto partendo da un’analisi che fotografa la situazione all’interno del nostro territorio e quindi dai bisogni dei cittadini, mantenendo lo sguardo al futuro. Il nuovo Piano, in linea con il Programma regionale di sviluppo 2020-2024, indica le priorità d’azione, gli obiettivi e le risorse, in un sistema unitario che valorizza il ruolo dei Plus, dei Comuni e del Terzo settore e vuole portare innovazione per migliorare l’efficacia e la fruibilità delle misure e dei servizi rivolti ai cittadini”.

“Le priorità e gli obiettivi del Piano – si apprende dalla nota - sono declinati su quattro pilastri: politiche per le famiglie (con azioni come l’attivazione dei centri per la famiglia per la promozione del benessere familiare, interventi di contrasto alla povertà, conciliazione vita lavoro, contributi per l’accesso ai servizi per la prima infanzia, contrasto al disagio giovanile e politiche a favore degli anziani); interventi di contrasto alla povertà e per la non autosufficienza (tra cui la riforma delle leggi di settore, la creazione di percorsi di presa in carico e accompagnamento all’autonomia per i pazienti psichiatrici, la dotazione di tecnologia domotica alle persone con disabilità, l’avvio dei nuovi avvisi INCLUDIS, la programmazione e accreditamento delle strutture sociali e sociosanitarie per disabili e anziani e l’implementazione del sistema informativo per la gestione delle dimissioni protette)”.

E ancora, “l’inclusione sociale (con misure che prevedono l’inclusione attiva dei soggetti fragili, politiche per le pari opportunità e di contrasto alla violenza sulle donne e programmazione e accreditamento di strutture sociali e sociosanitarie per minori); la riforma del terzo settore (con il potenziamento del sistema integrato dei servizi sociali, attivazione dell’Ufficio regionale del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, supporto agli enti del Terzo Settore per la programmazione e l’accesso alle risorse)”.

Sugli interventi per la non autosufficienza e l’assistenza domiciliare è stata destinata una parte rilevante del Piano per i quali le risorse programmate ammontano a oltre 740 milioni di euro nel triennio. L’assessore puntualizza che “il sostegno ai più fragili e alle loro famiglie resta una priorità che continuerà ad essere dall’assessorato perseguita con forza”.

“Negli ultimi due anni - sottolinea l’esponente della Giunta - la pandemia ha avuto un forte impatto non solo sanitario, ma anche sociale, con un aumento delle povertà e dei bisogni delle fasce più deboli della popolazione. Per le famiglie, gli anziani e le persone con disabilità abbiamo messo in campo misure importanti anche sotto il profilo delle risorse, come il sostegno alle rette dei nidi per 16,5 milioni di euro nel triennio in corso o i progetti del Reis per il contrasto della povertà e l’inclusione sociale per cui le risorse programmate ammontano a 58 milioni. Nell’ambito dei servizi alla persona - conclude Nieddu - abbiamo programmato oltre 63 milioni di euro nel triennio da ripartire sui Plus per garantire i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) connessi ai diritti all’istruzione, alla salute, alla mobilità e all’assistenza sociale”.

Esprime soddisfazione, nell’apprendere del nuovo Piano, la Segretaria della Commissione Sanità e politiche sociali Carla Cuccu (Misto) che commenta così al nostro giornale: "Sono molto contenta dell'approvazione del nuovo Piano dei Servizi alla persona per il triennio 2021-2023 predisposto dall'assessore alla Sanita' e Servizi Sociali, dott. Mario Nieddu, ove il primo pilastro e' dedicato alle politiche per la famiglia attivando i centri per la famiglia per la promozione del benessere familiare, seguito dalla programmazione ed accreditamento delle strutture sociali e socio sanitarie per anziani, dalle misure di contrasto alla violenza sulle donne ed accreditamento di strutture sociali e sociosanitarie per minori”.

“Tutti settori d'intervento – puntualizza la consigliera - di cui mi sono occupata fin dall'inizio del mio mandato elettorale: ricordo, ad esempio, l'interpellanza n.25 del 15/7/2019 e l'interrogazione n.358 del 24/3/2020 dove chiedevo l'emanazione dei decreti attuativi della legge regionale istitutiva del reddito di libertà per le donne vittime di violenza; l'interpellanza n.50 del 8/8/2019 in cui chiedevo quali misure l'assessore alla sanità e politiche sociali intendesse adottare per rafforzare il monitoraggio ed il controllo dell'affidamento di minori nel territorio sardo; la proposta di legge n.93 del 18/12/2019 con la quale ho proposto l’istituzione del Centro Regionale per la Famiglia, quale cabina di regia alla quale far affluire i dati rilevati territorialmente dai centri comunali per la famiglia, i dati in possesso dei centri antiviolenza e quelli relativi a minori ed anziani oltre alla programmazione di assistenza alla genitorialità. Rammento anche la proposta di legge n.125 del 12/3/2020 riguardante le norme per la promozione e valorizzazione  dell'invecchiamento attivo”.

“La politica regionale – conclude Cuccu - ha il dovere di occuparsi di tutte queste realtà  che sono le fondamenta di una società che deve poter rimettere l'essere umano al centro della sua programmazione ed azione, affinché sia capace di dare risposte concrete alle innumerevoli esigenze quotidiane".

Elisabetta Caredda

10 dicembre 2021
© Riproduzione riservata

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